EURO CRISI GRECIA PIANO MARSHALL "CAN BOOST THE ECONOMY"

Milano 22 Luglio 2011 CORSERA.IT

Crisi euro Grecia default.UE e FMI lanciano sul piatto della crisi economica,un piano Marshall per salvare la Grecia e rilanciare l'economia non soltanto della penisola ellenica,ma forse di tutta l'Europa.Hanno ragione,la sola spinta propulsiva possibile è proprio quella di una accensione dei motori BOOST THE ECONOMY,come si suol immaginare.Qualcosa di talmente forte e violenta,in grado di riaccendere l'immaginazione,i gangli vitali del nostro sistema economico,che da alcuni anni vive sonnecchiando.Ma non parliamo dell'Italia,ingessata dalle attivitò di un Governo senza idee e senza obiettivi,la cui sola anima nera,appare oggi in evidenza quella del malaffare.

MILANO - L'ufficialità arriva - segno che i tempi cambiano - attraverso un tweet di Herman Van Rompuy, presidente della Ue: «la dichiarazione dei capi di Stato e di governo è stata approvata». E ancora, si legge nel documento conclusivo: «Concordiamo di sostenere un nuovo programma di aiuti per la Grecia e, insieme con il Fondo monetario e la partecipazione volontaria del settore privato, a coprire pienamente il 'gap' di finanziamento». I privati parteciperanno al salvataggio della Grecia per una cifra pari a 135 miliardi di euro in 30 anni, dice Nicolas Sarkozy. Nella bozza si afferma che il Fondo salva-stati sarà messo in condizioni di agire secondo le nuove modalità «come veicolo finanziario il più presto possibile». Il programma per la Grecia «sarà disegnato - si legge - in particolare attraverso tassi di interessi più bassi e l'allungamento delle scadenze (dei titoli - ndr), in modo tale da migliorare la sostenibilità del debito e il profilo di rifinanziamento della Grecia». Il secondo programma di salvataggio della Grecia è una «soluzione eccezionale» che prevede l'intervento del settore finanziario «su base volontaria» per scambio di bond, «rollover» e «buyback».

LA BOZZA - Ecco gli elementi principali del compromesso alla base del salvataggio della Grecia e euro, in seguito all'accordo raggiunto ieri notte a Berlino fra il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel. Innanzitutto, lo statuto dell'Efsf (il fondo salva Stati dell'Eurozona) verrebbe modificato in modo da consentire al Fondo l'acquisto diretto sul mercato secondario dei titoli di Stato greci o di altri paesi membri in crisi; oggi l'Efsf può intervenire solo sul mercato primario, ovvero al momento dell'emissione, e non raccogliere i titoli già sul mercato. In secondo luogo il settore privato verrebbe coinvolto nei costi del salvataggio della Grecia con il «roll-over», ovvero l'impegno volontario a riacquistare i titoli greci di nuova emissione, probabilmente a 30 anni, dopo aver incassato il rimborso dei vecchi bond, oppure con lo scambio diretto dei vecchi titoli con i nuovi. Da notare che quest'operazione sarebbe considerata come un «default selettivo» da parte delle agenzie di rating. Il terzo punto riguarda gli interessi sui prestiti dell'Eurozona ai paesi in crisi (Grecia, Irlanda e Portogallo), che verrebbero tutti ridotti al 3,5 per cento, mentre la durata del credito potrebbe essere allungata fino a 15-30 anni. Si parla anche, infine, di un impegno della Banca centrale europea ad accettare come «collaterali» per la liquidità fornita alle banche i titoli di Stato greci, se saranno garantiti dall'Efsf

LE BORSE - Si accentuano ulteriormente i rafforzamenti dei mercati europei, con l'euro che arriva a superare quota 1,44 dollari sospinto da crescenti prospettive di un accordo di ampia portata - al vertice straordinario tra leader dell'area euro - per rafforzare e prolungare gli aiuti alla Grecia. Questo dovrebbe stabilizzare la situazione del paese e bloccare finalmente i rischi di contagio della sua crisi di bilancio ad altri Stati dell'area euro e al sistema finanziario, che nelle passate sedute avevano più volte zavorrato gli indici. In un contesto di accentuata volatilità, la seduta odierna ha riservato una doppia inversione di rotta dei mercati. Nel pomeriggio sono tornati a rafforzarsi dopo bruschi cedimenti in mattinata che avevano a loro volta seguito rialzi in apertura. Lo stesso è avvenuto sull'euro, che dopo aver fluttuato al di sopra di 1,42 dollari nelle prime ore della mattina, a metà giornata era bruscamente caduto a 1,4150 dollari, dopo il riproporsi di ipotesi di una insolvenza sui pagamenti della Grecia. Ma nel pomeriggio la prospettiva di un accordo che darebbe più tempo alla Grecia impartisce un nuovo mutamento di spinte e l'euro è arrivato a superare brevemente 1,44 dollari. Intanto la Borsa di Milano è tra le più rialziste di quello che tra le piazze europee e non solo si sta delineando come un rally, tra forti rialzi dei gruppi bancari l'indice Footsie-Mib segna un più 3,86 per cento, mentre Londra segna un più 1,07 per cento, Parigi più 2,09 per cento, Francoforte più 1,34 per cento. E stavolta l'Europa si tira dietro Wall Street in positivo : a tarda mattina l'indice Dow Jones accelera al più 1,22 per cento.

 

GLI SPREAD - Le notizie in arrivo dal vertice straordinario di Bruxelles fanno crollare i rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi toccati dale tensioni di questi giorni. Il calo più spettacolare è quello dello spread dei Btip italiani a 10 anni rispetto agli equivalenti Bund tedeschi: in base ai dati del sito Bloomberg, infatti, il differenziale di rendimento è sceso di oltre 35 punti, a quota 247 punti, con un calo del 12,7% rispetto all'apertura. Altrettanto forte è la discesa dello spread dei titoli spagnoli, che per la prima volta da giorni scendono abbondantemente sotto quota 300: dall'apertura a 321 punti, infatti, attualmente i Bonos di Madrid quotano a 285 punti (-11,2%). È di 40 punti, inoltre, il calo dello spread dei titoli portoghesi che passano da 913 a 873 punti (-4,4%). I benefici delle intese in via di definizione a Bruxelles sono evidenti anche sui bond a 10 anni della Grecia il cui rendimento scende di oltre l'1 per cento, passando dal 17,50 % dell'apertura al 16,49 % attuale.

WALL STREET - Wall Street si accoda all'Europa e registra a sua volta rialzi, mentre si rafforzano le prospettive di un accordo al vertice straordinario dei leader dell'area euro per prolungare e rafforzare gli aiuti alla Grecia. Questo dovrebbe stabilizzare la situazione del paese e bloccare finalmente i rischi di contagio della sua crisi di bilancio ad altri Stati dell'area euro e al sistema finanziario. Intanto oltre atlantico continuano a confluire i rapporti trimestrali sugli utili delle grandi società. Circa mezz'ora dopo l'avvio di seduta il Dow Jones accelera i guadagni a 120,22 punti, pari al più 0,96 per cento, il Nasdaq sale di 16,86 punti, pari al più 0,60 per cento, lo Standard & Poor's 500 aumenta di 14,49 punti, più 1,09 per cento.

IL PREMIER - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato al palazzo del Justus Lipsius per partecipare al vertice straordinario dei capi di Stato e di governo dell'Eurozona. Il premier italiano è arrivato con qualche minuto di ritardo rispetto all'inizio della riunione, cominciata alle 13.40 circa. Il Cavaliere è atterrato intorno alle 12.55 all'aeroporto di Bruxelles, ma è sceso dall'auto nel cortile del palazzo del Consiglio europeo solo alle 13.40.

 

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