CRISI EURO UNICREDIT CROLLO IN BORSA AUMENTO CAPITALE ESPLODE LA RABBIA DEGLI AZIONISTI
MILANO 4 GENNAIO 2012 CORSERA.IT

CARI AMICI LETTORI,

UNICREDIT CROLLA IN BORSA.UN GIORNO DEVASTANTE PER IL RISPARMIO DEGLI ITALIANI CHE PER TUTTO IL GIORNO MI HANNO CHIAMATO DETTANDOMI LA CRONACA DI UNA GIORNATA DOLOROSA.PURTROPPO NOI DEL CORSERA.IT SONO SETTIMANE CHE RACCONTIAMO QUESTO ENNESIMO SCANDALO DELLA FINANZA ITALIANA,DELLA NEGLIGENZA,LE OSCURE MANOVRE.LE CONTRADDIZIONI DEL MANAGEMENT,LE CONFERME E LE SMENTITE.DI IERI IL TENTATIVO BARBINO DELL'UFFICIO STAMPA DI UNICREDIT DI "CALDAMENTE LE CONSIGLIAMO DI FERMARSI".ORMAI IL CROLLO DI UNICREDIT E' STORIA DELLA FINANZA ITALIANA,COSI' COME LA DISTRUZIONE DEL RISPARMIO DI TANTI ONESTI RISPARMIATORI.CONTINUATE A RACCONTARMI LE VOSTRE STORIE AL NUMERO 335291766.

IL SENTIMENT DEL MERCATO NON E' RIUSCITO A .....
....FERMARE IL CROLLO DI UNICREDIT,COSI' COME IERI POMERIGGIO L'UFFICIO STAMPA DI UNICREDIT,AL SECOLO DANIELE CREFFI,NON E' RIUSCITO A FERMARE LE STAMPANTI DEL CORSERA.IT,CHE DA SETTIMANE STA INONDANDO IL WEB DELLA SUA CAMPAGNA GIORNALISTICA.LO SCANDALO UNICREDIT E' ORMAI ESPLOSO,ILTITOLO CROLLA SENZA SOLUZIONE DI CONTINUITA',I PRINCIPALI AZIONISTI SI SONO DILEGUATI COME IL FONDO BLACK ROCK.UN INCUBO PER IL MANAGEMENT CHE STA CERCANDO DI METTERE UNA PEZZA SULLA BARCA CHE AFFONDA.GLI AZIONISTI CI CHIAMANO IMBUFALITI,INORRIDITI,LACRIME E SANGUE PER IL ....

RISPARMIO DEGLI ITALIANI,IN ASSENZA DI COMUNICAZIONI DA PARTE DELLA CONSOB E DEL AGOVERNO MONTI.

Dopo un avvio in leggero calo, le borse europee aumentano le loro perdite, con Milano che è maglia nera tra le principali piazze (-1,65% a 5.387 punti), insieme a Madrid (-1,84% a 8.606 punti).


CRISI EURO.UNICREDIT AUMENTO DI CAPITALE.UNICREDIT TONFO IN BORSA DOPO L'ANNUNCIO DA PARTE DEL CDA DEL MAXISCONTO PER L'AUMENTO DI CAPITALE.QUELLO DI PIAZZA AFFARI E' UN VERO E PROPRIO URAGANO CHE STA TRASCINANDO INDIETRO TUTTO IL LISTINO.LA BANCA SISTEMICA SI APPRESTA AD AFFRONTARE LA SUA RICAPITALIZZAZOINE NEL BEL MEZZO DI UNA TEMPESTA.ALCUN RITARDO ERA CONSENTITO,ANCHE PERCHE' SU UNICREDIT SI STA ABBATTENDO IL CATACLISMA FONDIARIA SAI,LA GALASSIA DELL'IMPERO LIGRESTI FINANZIATA DA UNICREDIT,FINO A QUALCHE ORA PRIMA DEL DEFAULT TECNICO.LO TSUNAMI UNICREDIT COLPISCE I MERCATI FINANZIARI EUROPEI.UNA BOLLA DI CUI NOI DEL CORSERA.IT PARLIAMO DA SETTIMANE.

A pesare sul listino milanese è soprattutto la pessima performance di Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) , che è stato già sospeso due volte dagli scambi e al momento perde l'8,35% a 5,79 euro. Stamani all'apertura di piazza Affari è stato annunciato dal cda che il prezzo di sottoscrizione dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro è stato fissato in 1,943 euro per azione, nel rappo


Dopo un avvio in leggero calo, le borse europee aumentano le loro perdite, con Milano che è maglia nera tra le principali piazze (-1,65% a 5.387 punti), insieme a Madrid (-1,84% a 8.606 punti).

A pesare sul listino milanese è soprattutto la pessima performance di Unicredit (MDD: UCG.MDD - notizie) , che è stato già sospeso due volte dagli scambi e al momento perde l'8,35% a 5,79 euro. Stamani all'apertura di piazza Affari è stato annunciato dal cda che il prezzo di sottoscrizione dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro è stato fissato in 1,943 euro per azione, nel rapporto di opzione di due azioni ordinarie di nuova emissione ogni azione ordinaria o di risparmio posseduta.

Il prezzo incorpora uno sconto sul Terp, ossia il prezzo teorico di un'azione dopo lo stacco del diritto di opzione, del 43%, il più alto fra quello applicato nelle ultime operazioni di aumenti di capitale da parte delle banche italiane. Come anticipato da MF-Milano Finanza lo sconto è superiore quindi al 40%.

I diritti di opzione potranno essere esercitati, a pena di decadenza, dal 9 al 27 gennaio in Italia, Germania e Austria e dal 12 al 27 in Polonia e saranno negoziabili sul Mta dal 9 al 20 e sulla borsa di Varsavia dal 12 al 20. I diritti di opzione non esercitati entro il 27 verranno offerti sul Mta.

Gli azionisti di Unicredit si sono impegnati a sottoscrivere l'aumento di capitale, per quanto a conoscenza della banca, fino al 24% delle azioni oggetto dell'offerta. Gli azionisti Allianz, Carimonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e il consigliere di amministrazione, Luigi Maramotti, dovrebbero sottoscrivere azioni ordinarie di nuova emissione per una percentuale pari al 10,68% delle nuove azioni.

Inoltre, il socio Fondazione Cariverona ha deliberato di sottoscrivere nuove azioni per il 3,51% dell'offerta in opzione, utilizzando totalmente mezzi propri, senza vendita di diritti e senza ricorso all'indebitamento.

In aggiunta alcuni attuali azionisti, seppur non avendo assunto degli impegni vincolanti, hanno avviato le proprie procedure per poter seguire l'offerta sottoscrivendo complessivamente fino a un massimo di circa il 10% delle azioni oggetto dell'offerta.

"Il calo di Unicredit è fisiologico. Un'operazione così importante ha per forza delle ripercussioni immediate sul titolo. Speriamo sia l'ultima operazione di ricapitalizzazione. Unicredit ha deciso di attuare questa operazione non tanto per la sua esposizione all'Est, che fino a qualche tempo fa veniva considerata un elemento di preoccupazione, quanto per gli asset italiani", ha affermato Salvatore Provinzano, responsabile analisi della Compagnia della Ruota Sgr, ai microfoni di Class-Cnbc.

"La ricapitalizzazione", ha concluso Provinzano, "è una buona opportunità sul lungo periodo ma non sul breve. Per lungo periodo non intendo 6 mesi o un anno, ma almeno un paio di anni. Io consiglierei di vendere il titolo dell'istituto di credito, in un'ottica speculativa, e di tenerlo in un'ottica di lungo termine".

"A un prezzo di emissione di 2 euro, molto vicino a quello annunciato, secondo i nostri calcoli la diluizione dell'eps rettificato 2012-2013 è intorno al 65%", sostengono gli analisti di Centrobanca in un report raccolto da MF-Dowjones. Gli esperti, che sull'azione hanno un rating hold, si aspettano che "il prezzo del titolo sarà sotto pressione durante l'operazione di aumento di capitale, pari al 60% dell'attuale capitalizzazione di mercato".
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