EMILIA ROMAGNA TERREMOTO TSUNAMI CORRE VERSO FIRENZE E ROMA?

ROMA 29 MAGGIO 2012 CORSERA.IT

L'INTENSITA' DEL TERREMOTO AUMENTA.IL SISMA DILAGA CON NUOVE SCOSSE CHE SI RIPRODUCONO AD INTERVALLI E CON FORZA SEMPRE SUPERIORE.LE ONDE LUNGHE DEL TERRMOTO SONO COME UNO TSUNAMI CHE VIAGGIA SOTTOTERRA VERSO IL CENTRO ITALIA.CI DOMANDIAMO SE LE ADESIONI SI POSSANO VERIFICARE ANCHE NELLA CAPITALE E INVESTIRE LE CITTA' DI FIRENZE E PISA.CI DOMANDIAMO SE NELLA CAPITALE IL SINDACO GIANNI ALEMANNO E A FIRENZE IL SINDACO MATTEO RENZI ABBIAMO IN CORSO PIANI DI EVACUAZIONE E DI PROTEZIONE CIVILE,NEL CASO IN CUI UNA DI QUESTE ONDE DOVESSE COLPIRE VERSO IL CENTRO SUD ITALIA.

Il terremoto scuote di nuovo e per tre volte in un giorno con un livello superiore al quinto grado della scala Richter il cuore della Pianura padana. Erano trascorsi solo nove giorni dal primo sisma (5,9). È normale o c'è qualcosa di anomalo? «Occorre aggiornare la mappa del rischio sismico», sostiene il ministro dell'ambiente Corrado Clini. «Probabilmente è vero», aggiunge Stefano Gresta, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

 

«Ma in particolare - aggiunge - è necessario

aggiornare il modo di leggere le mappe. Non basta considerare un valore di bassa pericolosità per una zona. Ciò che bisogna fare per comprendere meglio il problema è combinare assieme due carte oggi impiegate. Una esprime la probabilità dove si può manifestare un sisma in base ai dati statistici del passato, dalla quale emergono i valori di pericolo considerati dagli ingegneri per costruire; la seconda carta registra i picchi di massima intensità. Dalla loro unione potranno emergere indicazioni utili e più ricche rispetto a oggi».

Ma nella valutazione dei pericoli a cui sono esposte le aree della Penisola in alcuni casi c'è la limitatezza dei dati che rende difficile le indagini. «Nella Pianura padana ripetutamente colpita dal sisma - prosegue il presidente dell'Ingv - mancano informazioni adeguate sulla deformazione del suolo. Per stabilire con certezza se la sequenza dei picchi di una certa intensità, emersa negli ultimi mesi con una certa frequenza, esprima un fenomeno anomalo oppure se rientri in un naturale processo sarebbero necessari dati più precisi. Nella regione soltanto dal Duemila si sta puntualmente rilevando la situazione con continuità e ora abbiamo anche intensificato gli strumenti; ma l'arco di tempo disponibile agli studiosi è ancora troppo ristretto per suggerire indicazioni utili. Occorrono molti più anni per costruire delle statistiche appropriate».

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