EMILIA TERREMOTO SCIAME SISMICO SHOCK-WAVES CORRE VERSO MILANO
AGI) - Medolla (Mo), 3 giu. - Torna la paura in Emilia. Dopo una giornata di tregua, cobn sciosse non superiori a 2.9 gradi, nel tardo pomeriggio dui scosse di magnitudio 3.4 e 3.8 e, alle 21,20, una di magnitudo 5.1 hanno fatto tornare la paura. Una nuova, forte, scossa di terremoto ancora nel modenese, ma avvertita anche a MIlano, a Bologna e a Padova. La nuova scossa di terremoto, durata alcuni secondi, avvertita intorno alle 21,20. A Mirandola la gente si e' riversata in strada, cellulare al'orecchio, e ha tentato di contattare parenti e amici per avere informazioni. Al momento non si registrano crolli nella zona rossa ma sono in corso le verifiche. Il centro storico della cittadina era gia' stato in precedenza totalmente chiuso ai pedoni....
. E' di magnitudo 5.1 la nuova scossa di terremoto avvertita dalla popolazione in provincia di Modena. Ne' da' notizia la Protezione civile.

Le localita' prossime all'epicentro sono Novi di Modena, San Possidonio e Concordia. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico e' stato registrato alle ore 21.20 con magnitudo 5.1. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile.

Nel tardo pomeriggio altre due scosse sismiche a breve distanza una dall'altra, sono state avvertite dalla popolazione in provincia di Modena. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia gli eventi sismici si sono verificati alle 19.48 con una magnitudo di 3.4 e alle 19.57 con magnitudo 3.8. Sono in corso le verifiche da parte della Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile. Due scosse sono state avvertite nelle campagne fra Mirandola e Medolla, provincia di Modena, zona gia' colpita dai terremoti del 20 e del 29 maggio scorso. Secondo quanto riporta il sito web dell'istituto di geofisica la prima scossa e' avvenuta alle 19,48 e ha avuto una magnitudo 3.3, con epicentro fra le campagne di Mirandola, Medolla e Cavezzo. La seconda e' avvenuta pochi minuti dopo, alle 19,57 e ha avuto una magnitudo 3.8. Queste due scosse arrivano dopo una giornata di relativa calma, con scosse che non avevano superato una magnitudo 2.9.
  Dopo la seconda diverse persone che si trovavano in edifici sono uscite all'esterno.

Intanto sono pronti fondi Ue per le zone colpite dal terremoto in Emilia Romagna attraverso il fondo di solidarieta' per circa 200 milioni ma potrebbero essere stanziati ulteriori 100 milioni dal fondo per lo sviluppo rurale. Ad annunciarlo il commissario europeo alla politica regionale, Johannes Hahn, e il vicepresidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che hanno visitato Modena e sorvolato in eliccottero le zone colpite. Si tratta, ha spiegato Tajani al Tg La7, di un "fondo destinato non a prestito ma a fondo perduto, rappresenta circa il 2,5% del danno subito. Dal fondo di solidarieta' dell'Ue potranno arrivare piu' o meno 200 milioni di euro per i danni provocati dal terremoto. Ci sono dieci settimane di tempo per presentare la richiesta". L'Europa, ha detto Hahn deve valutare la possibilita' di offrire aiuti di stato per le imprese, il fondo di solidarieta' che potrebbe arginare solo in minima parte lo spettro della delocalizzazione.

"Quasi centomila ettari di terreno compresi tra Modena, Bologna, Ferrara e Mantova sono senza acqua a causa dei danni provocati dalle scosse di terremoto agli impianti idraulici che garantiscono la sicurezza del territorio". E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti che stima interventi per decine di milioni di euro per "garantire l'irrigazione ed evitare che l'arrivo di forti piogge possa provocare alluvioni nelle campagne, ma anche nelle principali citta' emiliane". Il dissesto idrogeologico provocato dal sisma ha provocato danni agli impianti idraulici e frane in alcuni alvei che pregiudicano il regolare deflusso delle acque. "Una prima conseguenza e' stata la sospensione del servizio di irrigazione che e' necessario far ripartire per preservare, nell'emergenza, una delle agricolture piu' floride della Pianura Padana: ortofrutta, viticoltura, riso, parmigiano reggiano in particolare i settori a rischio. L'80% della produzione di pere made in Italy si concentra proprio nell'area compresa tra la provincia di Modena, di Ferrara e una parte di Bologna e la loro raccolta e' ora a rischio".

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