RAI NUOVO PRESIDENTE ANNA MARIA TARANTOLA BUFERA SULLE DELEGHE
(AGI) Roma, 12 lug. - Anna Maria Tarantola non piu' "quasi" presidente della Rai com'era dopo la nomina ottenuta due giorni fa in Cda: da oggi e' a tutti gli effetti il nuovo presidente dell'azienda del servizio pubblico radiotelevisivo. Ha ottenuto il via libera della commissione di Vigilanza con 31 i voti a favore, una scheda nulla, due schede bianche, sei non votanti.
  Nativa di Casalpusterlengo, 67 anni, sposata, due figlie, laurea in Economia e Commercio alla Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Anna Maria Tarantola e' stata fino ad oggi vice direttore generale della banca d'Italia, carica assunta nel gennaio 2009.

 

Dalle austere stanze di Bankitalia passa dunque a quelle del palazzone di viale Mazzini, dove c'e' il 'cuore' che governa la piu' grande impresa culturale del Paese. Il Cda Rai e' ora al completo. Ma gli ostacoli non sono del tutto spariti, perche' resta in piedi la questione delle future deleghe e dei superpoteri che si pensa di riconoscere al nuovo presidente Rai. E' stata necessaria una trattativa serrata tra governo e Pdl, andata avanti fino alla tarda mattinata, perche' oggi si arrivasse alla nomina di Tarantola gia' alla prima chiamata.

Il Pdl - a quanto pare - avrebbe insistito sull'esclusione dal pacchetto di deleghe e superpoteri al presidente di tutte le decisioni inerenti la parte editoriale, quindi non limitatamente ai telegiornali, ovvero ci sara' sempre il passaggio in Cda per modifiche e approvazioni. In questo modo il Cda non avrebbe quel ruolo 'marginale' che era stato ipotizzato in prima battuta, tornando quindi ad avere un ruolo chiave nella gestione dell'azienda. Evidentemente l'esito della trattativa deve aver soddisfatto - almeno per questa parte - il Pdl, se oggi il gruppo si e' presentato puntuale in commissione di Vigilanza.

E a votazione ultimata il capogruppo Alessio Butti ha sottolineato che il partito si sente "tutelato" dalla legge e da sentenze della Consulta, la legge "ribadisce la collegialita' delle decisioni del Cda che e' provenienza del Parlamento" e "le deleghe vengono gestite collegialmente dal Cda, che e' autonomo nelle sue decisioni". E se in Rai si vogliono cambiare le norme statutarie, "occorre intervenire sulla legge Gasparri e quindi sul Testo Unico relativo alla Rai". Invece Fabrizio Morri, capogruppo Pd in Vigilanza, nel dirsi "soddisfatto" per l'esito del voto e ritenere che Tarantola non sara' solo un presidente che taglia nastri e partecipa ad eventi, ha aggiunto "appare possibile dal punto di vista parlamentare modificare in modo ancor piu' radicale la legge Gasparri e fare in modo che la Rai sia garanzia di bene pubblico e fuori da logiche di impresa privata".

E Roberto Rao, capogruppo Udc in Vigilanza, ha parlato di necessita' di rilanciare l'azienda e al tempo stesso "la politica deve fare un passo indietro". Tra i consiglieri Rai, l'unico a fare una dichiarazione pubblica e' stato Antonio Verro, peraltro il solo due giorni fa ad astenersi in Cda sulla nomina di Tarantola.
  Per Verro, un conto e' la "delicata" questione delle deleghe che dovrebbero andare al nuovo presidente Rai, altro conto e' il profilo professionale "di altissimo livello" di Anna Maria Tarantola che valorizzera' e arricchira' il servizio pubblico.
 

Pero' a proposito di deleghe, Verro auspica "un'ampia condivisione" nella valutazione che il Cda stesso fara' nei prossimi giorni. Quindi la partita resta aperta. Numerosi i messaggi di congratulazioni ed auguri ad Anna Maria Tarantola.
  Tra tutti, quello del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha parlato di un "mandato altamente impegnativo nell'interesse generale del servizio pubblico e del Paese" e formulato auguri "di buon lavoro e di successo". E a sua volta in un comunicato il neo presidente della Rai scrive "nell'affrontare questo impegnativo e delicato incarico ho ben presente la speciale natura dell'azienda Rai che le viene dall'essere anche servizio pubblico, condizione questa che richiede una particolare cura alla qualita' del prodotto, alle competenze, alla cultura" ed assicura "intendo esercitare tale mandato con equilibrio, indipendenza e trasparenza". (AGI) .

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