CORSERA BUFERA SCANDALO CASE IDV MASSIMO DONADI TRUFFATI DA ANTONIO DI PIETRO

ROMA 2 NOVEMBRE 2012 CORSERA.IT

ANTONIO DI PIETRO DA MAGISTRATO AD IMMOBILIARISTA.

LO SCANDALO DELLE 56 CASE DELL'IDV,RICONDUCIBILI ALL'EX MAGISTRATO HA DISTRUTTO ANTONIO DI PIETRO.DOPO VINCENZO MARUCCIO DETTO ER ROBIN,ADESSO SCATTA LA GOGNA MEDIATICA PER IL LEADER DELL'IDV.

SCANDALO BUFERA IDV,DOPO ROBIN VINCENZO MARUCCIO ADESSO E' L'ORA DER BATMAN ANTONIO DI PIETRO.I LEADER DELL'IDV ESCE CON LE OSSA ROTTE DALAL TRASMISSIONE DI REPORT,INCERTEZZA NELL'INTERVISTA RILASCIATA ALLA GABANELLI.I PORTAVOCE DELL'IDV MASSIMO DONADI SPARA A ZERO ANTONIO DI PIETRO CI HA TRUFFATI.IL SUO DECLINO SARA' SIMILE A QUELLO DEL CAVALIERE SILVIO BERLUSCONI.

A mandare su tutte le furie lo storico pm di Mani Pulite sono state in particolare le allusioni, emerse tra un’intervista e l’altra ai dissidenti vecchi e nuovi (tra tutti Elio Veltri, grande accusatore di Di Pietro) dell’Italia dei Valori, al “familismo amorale” come criterio guida delle scelte del segretario nazionale, accusa supportata dall’elencazione di fatti, persone e beni gestiti in prima persona dallo stesso Di Pietro senza mediazioni di sorta. Dalla candidatura alle elezioni regionali del Molise del figlio Cristiano, alla designazione di parenti come Gabriele Cimadoro nei posti di maggiore responsabilità del partito nazionale, per finire con la delicata vicenda delle 56 case riconducibili all’ex magistrato, tanti sono stati i punti interrogativi sulla “questione morale” nell’Idv sollevati da Report.

La stessa vicenda del tesoriere Maruccio, arrestato non molto tempo dopo il collega Lusi (Margherita) e lo scandalo Belsito (Lega Nord) per l’utilizzo improprio dei rimborsi elettorali, crea più di qualche imbarazzo nelle file di un partito da sempre orgoglioso della propria natura di forza alternativa al sistema. Nonostante la fermezza della posizione espressa il giorno dopo la puntata di Report, sembra improbabile che Antonio Di Pietro proceda per vie legali contro Milena Gabanelli o Sabrina Giannini (autrice del servizio “denigratorio”), anche per via dell’effetto-boomerang che avrebbe un simile atto agli occhi dell’opinione pubblica e quindi dell’elettorato: la data del voto per le politiche si avvicina, qualsiasi passo falso si riverserebbe sul risultato elettorale.

 

Tira aria di rottura nell'Italia dei Valori. Sul banco degli imputati c'è il segretario Antonio Di Pietro. Abbandonato in queste ore da alcuni suoi fedelissimi che non gli hanno perdonato forse le incertezze mostrate nell'intervista di Report sui conti del partito. Né sembrano accettare di buon grado le simpatie dell'ex pm per Beppe Grillo. Il più arrabbiato è Massimo Donadi, che punta il dito contro il leader, accusandolo di comportarsi come il Cavaliere. «Con lui ho rotto definitivamente», tuona il capogruppo Idv alla Camera. E spiega: «L'Idv negli anni in cui è esistita non ha fatto antipolitica. Il Di Pietro di oggi decide di tradire la sua storia, con un declino simile a quello di Berlusconi, cambiando idea dalla sera alla mattina».

 PARDI CON DONADI - In più interviste e a più riprese Donadi se la prende con Di Pietro. Non gli va giù quel «necrologio del partito» fatto dal suo leader «troppo presto» dalle colonne del Fatto né la scelta di sostenere i 5 Stelle. Non solo. Il capogruppo boccia senza appello l'ipotesi di un ticket Grillo-Di Pietro rispettivamente a Palazzo Chigi e al Quirinale. Sarebbe «come il Messico di Pancho Villa e Zapata», taglia corto. Donadi confessa poi di sentirsi «tradito» e «truffato» dall'ex pm e intravede addirittura una scissione, visto che, ammette, «è difficile andare avanti insieme». «Ha detto che l'Idv è morta dopo la puntata di Report però quegli schizzi di fango riguardano lui», accusa il capogruppo a Montecitorio. Sulla stessa linea di Donadi, Pancho Pardi. Il senatore accusa Di Pietro di aver sbagliato tutto su Grillo e chiede «un chiarimento immediato», rispolverando la necessità di una alleanza con il Pd.

«GRILLO CANNIBALE» - Giovedì l'ex pm ha fatto sapere che non intende abbandonare la nave e ad appoggiarlo in queste ore c'è l'altro capogruppo Felice Belisario. Se un rinnovamento è nelle cose, è la sua idea, è vero anche che Di Pietro potrà porsi come «padre nobile» di una nuova creatura. Ma i venti di scissione che agitano l'Idv sono già un caso. E lo dimostrano le parole del pdl Cicchitto. «Di Pietro - dice - è nel momento di sua maggiore difficoltà e Grillo cerca di cannibalizzarlo».

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