CORSERA STRISCIA DI GAZA ISRAELE GUERRA ALL'ALBA GUSH ETZION MISSILE DELLE BRIGATE AL QASSAM RAGGIUNGE GERUSALEMME

TEL AVIV 16 NOVEMBRE 2012 CORSERA.IT di Matteo Corsini

UN SOLDATO ISRAELIANO ATTENDE LA GUERRA A GERUSALEMME.

HO RIACCESO LA MIA SIGARETTA DOPO AVERLA SPENTA PIU' VOLTE.L'HO IMPARATO DA UN MENDICANTE CHE RACCOGLIEVA QUEI MOZZICONI DI SIGARETTA LUNGO IL BORDO DELLA STRADA.POI SCOMPARIVA PER ANDARLI A FUMARE.SONO IO OGGI QUEL MENDICANTE? SONO IO CHE HO BISOGNO DEGLI ALTRI? SONO IO CHE MI FERMO A GUARDARE LA LUCE CHE SPRIGIONA IL TABACCO DELLA MIA SIGARETTA.

IL MISSILE DI HAMAS HA APPENA RAGGIUNTO LA CITTA' SANTA DI GERUSALEMME,PRECISAMENTE NELL'INSEDIAMENTO DI GUSH ETZIN.TRA POLVERE SASSI,CASE,LE DIMORE DEI COLONI.UN RAZZO COME UNA PALLA DI FUOCO,ROBOANTE,CHE SIBILAVA NEL CIELO,QUASI INVISIBILE,POI E' SPROFONDATO NEL MONDO CIVILE,TRA LA GENTE,NELLE CASE.HO SENTITO,PERCEPITO LE URLA,IL SUONO DELLE SIRENE,LA FOLLIA OMICIDA CHE COME PIOGGIA NUCLEARE MI SCENDEVA IN GOLA,SUL VISO .SENTIVO LA POLVERE ABBRACCIARMI,NELLA BOCCA DIVENTARE GESSO,LE PALPEBRE APPESANTITE,GLI OCCHI ORMAI CIECHI DIFRONTE ALLA FOLLIA UMANA.SONO GIORNI ORMAI CHE LA MIA ISRAELE BOMBARDA LA STRISCIA DI GAZA E NOI CHE ....

RICEVIAMO PROIETTILI GRANDI COME MISSILI,DECINE E DECINE DI LANCI.SIAMO PRONTI ORMAI PER FARE LA GUERRA.I RISERVISTI SONO STATI RICHIAMATI,I FIGLI BACIANO LE MADRI,I PADRI ACCAREZZANO LE SPALLE DEI LORO EREDI CHE PARTONO PER LA GUERRA.LA GUERRA SEMPRE PRESENTE,MAI ANNEGATA NELLA STORIA,MAI SEPOLTA.COME UN'ASCIA CHE OGNI TANTO QUALCUNO RITIRA FUORI,COSPARGE DI SANGUE.E' QUEL SANGUE ROSSO CHE VEDO USCIRE DALLA PORTA DELLA VICINA CHE MI INCUTE TERRORE.NON SO CHI SIA MORTO,QUALCUNO CHE CONOSCO DA ANNI.I RAZZI CONTINUNANO A CADERE,COME FRECCE,STACCANO LE PIETRE,LE PORTE,SQUARCIANO LE MURA,DA CUI VEDO I DESERTO.SONO LONTANI OLTRE QUEL CONFINE,OLTRE LE DUNE DI SABBIA,DIETRO AI CARRI DELL'ESERCITO CON LA STELLA DI DAVIDE CHE ARRANCANO,PRONTI AD INTERVENIRE,SEBBENE ANCHE LORO SINGHIOZZANO,NESSUN ORDINE LI LANCIA ALLA GUERRA.LA NOSTRA UNICA SPERANZA E' CHE TUTTO QUESTO PRESTO SCOMPAIA,TORNI A SEDERSI,COME IL FUMO CHE RIENTRA NELLA PIPA.AVEVA UNA PIPA COSI' MIO NONNO,CHE GUARDAVO ASPIRARE IL FUMO,MENTRE CI PARLAVA DELLA LORO GUERRA,DEL LORO ESERCITO,DI QUEI TRE GIORNI.

OGGI CI RISIAMO,SIAMO ANCORA QUI,DIFRONTE A LORO,I NEMICI DI SEMPRE,I PALESTINESI DELLA STRISCIA DI GAZA,AI TERRORISTI DI HAMAS.NON SAPPIAMO PIU' CONTARLI PER QUANTI SONO,MA SONO NEMICI SEMPRE PRONTI AD UCCIDERCI.L'ODIO PROFODO CHE NASCE CON IL SOLE DIETRO QUELLE DUNE,L'ODIO DI SANGUE CHE SCENDE SUI CORPI DELLE VITTIME STRAZIATE.E' TUTTO QUESTO IL NOSTRO MONDO,IL VASO DOVE DENTRO SI NASCONDE LA VITA DEI MIEI FIGLI.UN VASO DELICATO CHE AD OGNI SCOSSONE POTREBBE ANDARE IN FRANTUMI.EPPURE QUALCUNO,COME IL NOSTRO SINDACO NIR BARKAT,CI INVITA A CONTINUARE LA VITA DI TUTTI I GIORNI,A LAVORARE,ANDARE A SCUOLA,FARE LA SPESA AL MERCATO,MA QUANDO ESCI VEDI QUELL'OMBRA NERA,QUEL LEMBO DI NUVOLE,OLTRE LE MURA DELLA CITTA',CHE PARE SOGGHIGNINO,VOGLIONO RISUCCHIARCI LA SOPRA CON LORO.DEVI EVITARLE,FUGGIRE VIA,CERCARE DI TENERE DIETRO ANCHE LORO.CAMMINARE RADENTI ALLE PARETI DEI PALAZZI,TROVAR EUNA POSSIBILE VIA DI USCITA,QUALORA,PERCASO,QUEL RAZZO CHE INCUTE TERRORE,CADA PROPRIO DAVANTI AI TUOI OCCHI,TRA I PIEDI.SAREBBE BELLO USCIRNE DA QUESTO STRAZIANTE DOLORE,BELLO RICORDARSI DEL PASSATO E VEDERE SEMPRE COSE NUOVE.MA NON E' COSI' PURTROPPO.SIAMO NUOVAMENTE DAVANTI A NOI STESSI,AD INTERROGARCI SE E' UN BENE O UN MALE,ATTACCARE LA STRISCIA DI GAZA,LIBERARCI DEI TERRORISTI E VEDERE ALTRE VITTIME STRAZIATE,ALTRE FAMIGLIE MORTE,I FIGLI MASSACRATI.SIAMO QUI A DOMANDARCI SE TUTTO QUESTO PROSEGUIRA' DOMANI,IL GIORNO DELLO SHABBAT,OPPURE SI TORERA' INDIETRO QUASI PER MIRACOLO.MA CI GUARDIAMO NEGLI OCCHI IO E MIA MOGLIE E SAPPIAMO CHE QUESTO NON E' VERO,NON AVVERRA'.SAREMO IN GUERRA DOMANI,SARA' ANCORA SANGUE.

 

Gerusalemme viene 'puntata' da un missile: nemmeno Saddam Hussein, durante la prima guerra del Golfo nel 1991, aveva lanciato i suoi temibili Scud contro la città. Il razzo sparato dalle Brigate al Qassam, il braccio armato di Hamas, è caduto nei pressi dell'insediamento di Gush Etzion, alla periferia sudovest di Gerusalemme, in Cisgiordania. La deflagrazione è quindi avvenuta in una zona aperta e non ha provocato vittime. Le Brigate affermano di aver lanciato due missili M-75 contro Gerusalemme. Il sindaco, Nir Barkat, ha inviato gli abitanti della città a continuare la loro vita normale e ad attenersi agli ordini del Comando del Fronte interno. "Il comune - ha detto, citato da Ynet - è preparato per tutti gli scenari, e i rifugi sono pronti in caso debbano essere aperti".Le brigate Izzeddin al Qassam di Gaza affermano di aver abbattuto un caccia israeliano con un missile terra-aria. I miliziani lo annunciano sul loro account Twitter.

Migliaia di palestinesi hanno manifestato in Cisgiordania, a sostegno della popolazione della Striscia di Gaza: lo slogan più gridato è stato l'invito a Hamas a "bombardare Tel Aviv". I manifestanti hanno bruciato le bandiere di Israele e issato l'effige del comandante Ahmed Jaabari, ucciso mercoledì in un raid israeliano mirato.

Le sirene sono risuonate nuovamente stamani a Tel Aviv nel terzo giorno di raid israeliani su Gaza mentre un altro razzo sparato da Hamas è caduto in mare senza provocare vittime: nella città israeliana sono stati riaperti i rifugi pubblici dopo 21 anni. L'ultima volta fu nel 1991, quando Tel Aviv fu bersagliata da missili iracheni Scud. Continuano intanto senza sosta i raid dell'aviazione israeliana sulla Striscia, e l'esercito israeliano ha disposto il richiamo di 16mila riservisti: "Un'operazione di terra a Gaza si avvicina", ha affermato stamani all'alba la radio militare. Il presidente egiziano Morsi ha tuonato contro gli attacchi definendoli "un'aggressione contro l'umanità". E stamani il suo primo ministro, Hisham Kandil, ha visitato per circa tre ore la Striscia dove si è recato ufficialmente per esprimere solidarietà a gli abitanti di Gaza e portare aiuto.

Ma l'obiettivo è stato anche di lavorare per favorire una tregua tra gruppi palestinesi e Israele. Per la durata della visita, Israele ha detto di aver sospeso, su richiesta dell'Egitto, ogni operazione militare su Gaza a patto che dalla Striscia non arrivassero, in quel lasso di tempo, altri missili. Un'affermazione contestata da Gaza: secondo quanto riportato dal sito di al Arabiya - che ha citato fonti della sicurezza della Striscia - Israele avrebbe invece continuato con i raid: a Jabalya nella parte nord di Gaza sarebbero morti due palestinesi. Nelle ultime ore comunque da Gaza sono stati sparati verso Israele una sessantina di razzi. Il bilancio di 'Colonna di nuvola' per ora segna almeno 20 morti da parte palestinese e tre da quella israeliana Da tutto il mondo si moltiplicano appelli alla moderazione e espressioni di forte preoccupazione. L'Alto rappresentante Ue per la politica estera Catherine Ashton ha detto che gli attacchi di Hamas ("totalmente inaccettabili") devono cessare e che la risposta di Israele deve essere proporzionata. Mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel ha sottolineato che "Israele ha il diritto e il dovere di proteggere il suo popolo" e che non c'é "alcuna giustificazione per il lancio di razzi su Israele". Da Ankara - nonostante il gelo calato sulle relazioni bilaterali da due anni - il vicepremier turco Bulent Arinc ha proposto allo stato ebraico di avviare un dialogo per porre fine alla crisi. Arinc ha affermato che Turchia e Israele "dovrebbero avviare conversazioni almeno su questo punto, per porre fine a questa tragedia e agli attacchì. Intanto la Farnesina ha fatto sapere che sono una circa una decina gli italiani presenti nella Striscia, in maggior parte operatori umanitari. I connazionali si trovano al momento all'interno di una struttura che ospita tutti gli operatori internazionali. "In totale siamo 8 cooperanti italiani. C'é stato un primo tentativo di evacuazione ma è fallito e credo che fino a domani non ci saranno nuovi tentativi", ha detto una cooperante italiana a Gaza.

"E' il momento giusto per la riconciliazione con Hamas". Lo ha detto il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen in una conferenza stampa a Ramallah.


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