CORSERA STRISCIA DI GAZA 6 GIORNI D'INFERNO COLPITA TORRE SHORUQ 100 MORTI 700 FERITI
 (ANSAmed) - GAZA - Dodici bare - alcune più piccole, altre più grandi - seguite da centinaia di persone in una atmosfera di strazio e di collera: così, sfidando gli allarmi e il volteggiare minaccioso degli F-16 in cielo, Gaza ha accompagnato oggi l'ultimo viaggio dei 10 componenti della famiglia al-Dulu e di due vicini morti ieri sotto le macerie della loro casa, distrutta dai raid israeliani nel giorno più sanguinoso per la Striscia dall'inizio delle ostilità funestato dalla...
morte di almeno 11 bambini.

Giunto alla sesta giornata di violenze, il conflitto fra Israele e Hamas, visto dal fronte, stenta ancora a offrire spiragli visibili di speranza nella direzione di quella tregua che si prova a negoziare al Cairo. Mentre la Striscia di Gaza assomiglia ormai a una 'giungla di fuoco', dove la morte sembra in agguato ovunque: negli edifici governativi come nelle basi delle milizie; nello stadio di calcio come nel Media Center al-Shoruq; nei campi agricoli vicini al confine, sulle strade dove chi cavalca una motocicletta desta immediato sospetto e rischia di diventare un obiettivo di droni o aerei israeliani. Le statistiche delle vittime vengono aggiornate di ora in ora. Di prima mattina i morti accertati erano 84. In serata, secondo stime provvisorie, è stata superata quota 100. I feriti sono oltre 700. Chi esce per strada, rischia la vita. Ma anche chi sta in casa non può dirsi sicuro: come dimostrano le rovine della palazzina della famiglia al-Dalu, nel rione Nasser di Gaza City, polverizzata ieri da un bombardamento israeliano.

"Siamo civili, non siamo armati, stiamo chiusi in casa... e guardate cosa è successo", piange una vicina, indicando il cratere rimasto nel posto dove ieri si elevava una edificio di 3 piani. Da qui ha preso oggi le mosse uno dei cortei funebri più strazianti che Gaza abbia visto negli ultimi tempi. Lo aprivano i feretri della madre degli al-Dalu e di quattro dei suoi figli.

Altri quattro componenti della famiglia sono rimasti uccisi con loro, fra cui un anziano di 82 anni. E anche due vicini. Dodici bare, condotte in dolorosa processione fino al cimitero di Sheikh Radwan, mentre in cielo l'aviazione israeliana restava a caccia di nuovi "obiettivi terroristici" (finora ne sono stati colpiti 1350, secondo Israele) e da terra miliziani palestinesi continuavano a sparare razzi verso lo Stato ebraico.

Per quale ragione gli al-Dalu hanno perso la vita? Due giornali israeliani hanno scritto che potrebbe essersi trattato di un errore d'intelligence: si voleva colpire un responsabile militare di Hamas, nelle vicinanze, ma il missile sarebbe andato fuori bersaglio. Un altro giornale ha ipotizzato che un membro degli al-Dalu fosse il reale obiettivo. Finora i portavoce militari rispondono evasivi che si sta indagando l'accaduto. Intanto, nel bollettino dei bombardamenti, oggi è stata la volta dello stadio di calcio di Gaza. Secondo Israele, da quell'impianto erano partiti venerdì missili indirizzati verso Tel Aviv e Gerusalemme. Le mura dello stadio erano ancora fumanti quando l'aviazione è poi tornata a colpire, per la seconda volta in due giorni, la Torre Shoruq, un Media center che ospita uffici di tv internazionali (Sky News, al-Arabya) e locali, fra cui due emittenti vicine a Hamas. Ieri le bombe avevano distrutto l'antenna principale sul tetto. Oggi almeno tre missili si sono abbattuti fra il secondo e terzo piano del palazzo, provocando una gigantesca fiammata ed una densa colonna di fumo che ha avvolto il grattacielo per due ore. In questo attacco sono morte due persone, e altre tre sono state ferite. Uno degli uccisi si chiamava Ramez Hareb e - secondo Israele - era un responsabile continua su Ansa.it
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