CORSERA INTERCETTAZIONI GIORGIO NAPOLITANO NEL BLOCK NOTES DI RENATO CORSINI

Roma 6 Dicembre 2012 Corsera.it di Renato Corsini

Le intercettazioni  Mancino Napolitano. Sussiste oggettivamente il rischio che alla fine le intercettazioni finiscano pubblicate su qualche giornale.L’ipotesi ha un fondamento se consideriamo l’atteggiamento ostile della Procura di Palermo a distruggerle subito sulla scorta del dispositivo della Corte Costituzionale. Il motivo sollevato dalla Procura appare di interpretazione...

bizantina sul sesso degli angeli. Non conosciamo le motivazioni ergo non possiamo procedere. La Corte potrebbe indicare che per la distruzione dei nastri si debba ricorrere ad un artificiere dell’esercito per non lasciare la purché minima traccia di residui. E allora nell’interesse supremo della giustizia bisogna aspettare. Nel frattempo  le intercettazioni usciranno dalla cassaforte dei segreti di pulcinella per approdare sul tavolo del gip Riccardo Riccardi  sovrintendente delle distruzione dei nastri.Corvi, talpe,pipistrelli ,gole profonde, non aspettano altro per impossessarsi  delle segrete telefonate. Non c’è da scherzarci sopra. Si conosce il numero del fascicolo custodito nella cassaforte onde c’è da chiedersi quanto sia labile la cosiddetta segretazione dei documenti. Messineo Procuratore capo di Palermo ha assunto in questa vicenda un comportamento che definirei strano non comprensibile. Ha difeso la posizione del suo pool investigativo tuttavia non è titolare dell’inchiesta Stato mafia. Non vuole procedere alla immediata distruzione delle intercettazioni temporeggia in attesa delle motivazioni.Le sentenze non si discutono, si applicano. Pare che abbia detto proprio così. Che cosa abbia in mente è difficile capire. Se ha letto le bobine sbobinate ne ha forse tratto motivi tali da invocare le supreme ragioni della giustizia? In questo paese delle meraviglie ci si è abituati a disconoscere le sentenze scomode definendole politiche. La balla della politicizzazione della Corte Costituzionale è di antica data. Inventata da Berlusconi la ha presa al balzo Ingroia. Allora è vero che l’Italia è una repubblica delle banane. La divisione dei poteri su cui si regge la democrazia quella vera non la nostra posticcia è garanzia di una corretta convivenza civile. Mettere in dubbio persino la Corte Costituzionale ha davvero del grottesco. Disattenderne le sentenze o dilazionarle da parte dell’ordinamento giudiziario è deplorevole. C’è solo da augurarsi che non succeda il patatrac.

Renato Corsini

 

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