CORSINI COME VINCERE CON IL MERCATO IMMOBILIARE IN CRISI.

Roma 15.1.2009(corsera.it) di Matteo Corsini.

Ricevo in questi giorni più e-mail dei managers dei fondi immobiliari in libera uscita e inviti agli opening dei sushi bar degli ex colleghi,che proposte immobiliari.

Il boom immobiliare è finito nello sboom e in una crisi che prima che essere squisitamente immobiliare è propria e intrinseca del settore finanziario.Ma chi conosceva i balzi e le sterzate improvvise del mercato non si è lasciato cogliere di sorpresa.Non io almeno che da oltre tre anni andavo dicendo che qualcuno si sarebbe rotto le ossa con i prezzi folli a cui si vendevano le proprietà immobiliari.

Oggi la BCE riduce i tassi al 2% e questo dovrebbe aiutarci a risalire la china,il termometro monetario è un indice interessante ma forse non sufficiente per facilitare una inversione di tendenza ad oggi preoccupante.(continua all'interno)

 

I grandi gruppi immobiliari hanno le ossa rotte,proprio quelli che fino a ieri acquistavano proprietà immobiliari,interi portafogli a qualsiasi prezzo.Una girandola folle che ha contribuito a sfondare le tasche dei poveri risparmiatori che acquistavano azioni delle società quotate e dei fondi chiusi.In prima fila vfediamo i campioni dello sport del superprezzo come Italese,Aedes,Zunino e tutti gli altri in coda.Eppure quando alcuni anni fa,almeno dieci noi cominciammo con la vendita di Botteghe Oscure a far brillare il mercato,proprio questi erano ancora al palo,sconfitti da una crisi che anche allora era devastante.Credo insomma che inventarsi Harry Potter del settore è quanto di meno credibile,eppure è successo e dietro a questi cavalieri del mattone si sono accodate una moltitudine di banche e di affaristi di ogni risma e sorta.Le inchieste giudiziarie hanno falcidiato gran parte di questi cervelloni del real estate e molti altri si sono rovinati con le proprie mani,continuando a pompare soldi nelle case delle società grazie ai finanziamenti facili di moltissimi istituti di credito.

Appariva come l'equilibrio in questo settore non avesse alcun senso,anzi chi mormorava qualcosa circa la prudenza era considerato una cassandra  e finiva per rimanere relegato.Oggi chi sopravvive sopra queste macerie non può far altro che dispiacersi e cercare di rincuorare i destrieri di questo carnevale del non senso.Ma la cosa peggiore è che tutti partecipando al banchetto non capivano che lanciare le proprie aziende in questa folle corsa,alla fine del momento lieto avrebbe finito per stroncarli per sempre,distruggere la loro reputazione finanziaria e mediatica e che nel corso della loro vita il settore immobiliare gli sarebbe rimasto precluso per sempre.Nessuno si è guardato indietro per vedere quanta strada aveva fatto e quanta ne aveva fatto l'intero settore,erano zombi drogati.

La folle festa è finita,i boom degli immobiliaristi di ferro svanito con un colpo di tosse.Adesso si devono ricucire gli strappi,guardare meglio ai fondamentali e sperare che la drastica riduzione del costo del denaro aiuti a salvare qualcosa.

Per quanto riguarda la strategia monetaria della BCE c'è da osservare senza retorica che Trichet forse non aveva capito bene la portata della crisi e anzi forse non se ne era mai curato molto,perchè fino a quando non è stato chiaro con il fallimento di Lehman che il mondo correva a rotoli verso il baratro,la BCE strenuamente ha difeso la sua politica monetaria che andava in senso opposto a quella della FED americana.E' anche vero che oggi la BCE ha avuto più spazio per la manovra mentre gli americani ormai possono soltanto azzerare il costo del denaro e infilarsi nella c.d. trappola della liquidità,ma è anche giusto rammentare a Trichet che il mercato immobiliare europeo e meglio quello italiano non era così inflazionato come quello americano o quello spagnolo.In questi paesi la corsa al mattone e alle nuove costruzioni aveva cementificato intere regioni,in Italia questo fenomeno malgrado sia stato vispo e allegro non ha mai inciso all'interno delle città perchè i piani regolatori non hanno mai rpevisto opere di recupero urbane molto intense.(continua)

Matteo Corsini

Corriere della Sera .A Francoforte la Bce ha deciso di ridurre i tassi di 50 punti base, portandoli al 2 per cento dal 2,5 per cento. Il taglio segue quello di 75 punti base (il più ampio mai adottato dalla Banca) deciso il 4 dicembre. E il livello del 2 per cento è al minimo storico segnato il 5 giugno del 2003.


L'Istituto riporta, così, a 200 punti base il corridoio fra il tasso marginale sui rifinanziamenti e quello sui depositi, che vengono rispettivamente fissati al 3 e all'1 per cento.


Benchè in linea con le attese del mercato l'euro ha reagito con un brusco arretramento. La divisa unica è scivolata sotto quota 1,31 dollari (1,3176 prima della riduzione del costo del denaro), a 116,89 yen (117,41), a 0,8987 sterline (0,9014) e a 1,4733 franchi svizzeri (1,4748). Sull'euro si avverte anche la speculazione degli investitori in attesa di importanti dati Usa. La Confindustria, peraltro, sostiene che il taglio dei tassi la Bce arrivi in ritardo sebbene l'interbancario si stia normalizzando grazie alle aspettative di ulteriori tagli.

Le considerazioni degli industriali sono contenute nella congiuntura flash in cui si denuncia che il credit crunch si sta diffondendo, mentre le banche stanno aggiustando i bilanci.

La Bce ha deciso di tagliare il tasso di riferimento dell'eurozona di 50 punti base al 2% a causa «del calo dell'inflazione». Lo ha detto il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, in conferenza stampa, tracciando un quadro negativo dell'economia europea: «La congiuntura sta subendo un rallentamento significativo - ha detto -
l'incertezza resta molto elevata e le turbolenze finanziarie stanno impattando sull'economia reale». I rischi sono di un peggioramento di questo quadro.

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