Giochi del Mediterraneo. La Procura di Pescara apre un’ inchiesta. Scoppia lo scandalo. Nei guai Aracu, Petrucci,Pagnozzi.

15.1.2009(corsera.it) di Renato Corsini

Per il presidente del CONI un addio alla poltrona. Rischia grosso Pescante.Su come siano stati spesi i 70 milioni erogati dal governo Prodi per la realizzazione dei Giochi del Mediterraneo sta indagando la Procura della Repubblica di Pescara. Gli atti delle indagini saranno poi trasmessi alla Corte dei Conti della Regione Abruzzo per la verifica di un eventuale danno erariale. Si rinnova la storia dei Giochi di Bari del 1996. Antonio Mattarese e Raffaele Pagnozzi, presidente il primo e componente il secondo del Comitato organizzatore locale ( Col ) , furono condannati a risarcire all’erario rispettivamente 70 e 25 milioni di lire. Il presidente del Col pescarese Sabatino Aracu, presidente della federazione pattinaggio a rotelle, parlamentare del Pdl,si è dimesso, in precedenza si erano dimessi i vice presidenti Petrucci e Pagnozzi.

 Il governo è intervenuto nominando commissario straordinario Mario Pescante, parlamentare del Pdl. Circola a Pescare una lista di super compensi ad alcuni  degli organizzatori della manifestazione per un importo complessivo di 1.500.000 euro. E’ la punta di un iceberg considerando che sono stati costituiti 10 comitati non si sa bene per quali compiti né quante siano le persone che vi operano.Ciò che è accertato è che sono 82 i componenti del consiglio di amministrazione del Col. I dati di bilancio 2007 e 2008 sono ignoti. Sono notizie che provengono dal commissario straordinario che sta mettendo le mani avanti per non farsi coinvolgere nell’inchiesta della magistratura. Ma rischia egualmente grosso. Non dovrà comunque pagare l’avvocato avendo ottenuto la copertura finanziaria dal governo in caso di processo.La Procura di Pescare si è mossa allertata da numerose denunce anonime in particolare nei confronti di Aracu che ora grida al complotto.Le responsabilità dello scandalo amministrativo e di gestione dei Giochi in fase di realizzazione ricadano anche su Petrucci e Pagnozzi che sono scappati quando hanno avvertito puzza di bruciato. Si sono nascosti dietro Pescante rinunciando al loro ruolo di presidente e segretario generale del CONI, l’ente patrocinatore della manifestazione tenacemente voluta in Italia. Un brutto affare che dimostra ancora una volta l’incapacità dell’ente pubblico di saper gestire eventi internazionali. Credo che sia ormai giunto il momento di liberarsi sia di Petrucci e sia di Pagnozzi.

Renato Corsini.

 

 

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