CORSERA COCA COLA ORICOLA LAVORATORI IN SCIOPERO MATTEO CORSINI MIR DIFENDEREMO QUEI POSTI DI LAVORO AD OLTRANZA

ROMA 5 GENNAIO 2013 CORSERA.IT

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ROMA PIAZZA DEL POPOLO 5 GENNAIO 2013.I LAVORATORI DELLO STABILIMENTO DELLA COCA COLA SONO STATI LASCIATI COLPEVOLMENTE SOLI DAI POLITICI E DALLE ISTITUZIONI.QUANDO ROMA RISORGE E MIR MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE,OGGI SONO ARRIVATI A PIAZZA DEL POPOLO PER PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE,I LAVORATORI IN SCIOPERO ERANO SOLI CON SE STESSI,QUASI ABBANDONATI.EPPURE IL RISCHIO DELLA PERDITA DEL LAVORO E' FORTE,PENOSA.I VOLTI E GLI OCCHI DEI LAVORATORI DICEVANO TUTTO,RACCONTANO IL DRAMMA DI QUELLE FAMIGLIE,DEGLI UOMINI,DELLE LORO ISTANZE CHE SI PERDONO NEL VUOTO.NOI DI ROMA RISORGE E DEL MIR MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE SAREMO CON LORO,CI ATTACCHEREMO CON I DENTI PER DIFENDERE QUEL POSTO DI LAVORO DEI COMPATRIOTI ABBRUZZESI.

Roma, 4 gennaio 2013 - Tornano a incrociare le braccia i lavoratori dello stabilimento Coca Cola di Oricola (L’Aquila). Domani, 5 gennaio, dalle ore 10, la Flaica Cub Roma sarà ancora una volta nella Capitale, in piazza del Popolo, per protestare contro i tagli e le esternalizzazioni decisi dalla dirigenza del colosso americano.

“Multinazionali sempre più ricche e lavoratori sempre più precari”: è questo lo slogan scelto per il sit-in che, non a caso, si svolgerà nel primo giorno dei saldi romani. Simbolicamente, il sindacato, infatti, vuole manifestare il timore per il rischio che il lavoro possa essere svenduto come una qualsiasi merce a fine stagione.

Il piano di riorganizzazione Coca Cola, nell’unico dei sei stabilimenti abruzzesi sopravvissuto, contempla il licenziamento di 43 dipendenti del comparto logistico.

“Non possiamo permettere che l’azienda attui i suoi progetti, trincerandosi dietro l’alibi di un calo del 2% dei volumi di vendita – dichiara Giancarlo Desiderati, segretario provinciale della Flaica Cub Roma – Così come rispediamo al mittente l’ipotesi di far confluire i lavoratori in una cooperativa”.
In continuità con il 2012, quindi, anche il nuovo anno per i dipendenti della Coca Cola si apre nel segno della protesta: “Avevamo annunciato – conclude il sindacalista – che la nostra sarebbe stata una mobilitazione a oltranza e così sarà. Almeno finché dai vertici aziendali non arriverà un segnale di dialogo”.

– Lavoratori ancora in sciopero e in protesta davanti allo stabilimento Coca Cola di Oricola (L’Aquila). A proclamare l’agitazione la Flaica Cub Roma che dice no al piano di riorganizzazione aziendale che la multinazionale americana sta attuando in tutta Italia e che in questa fase colpisce i dipendenti abruzzesi. “Proprio in Abruzzo ben cinque dei sei stabilimenti Coca Cola sono stati chiusi – spiega in una nota il sindacato – e ora nel mirino dei vertici aziendali è finita la sede di Oricola con una politica di tagli e esternalizzazioni inaccettabili”.

Già dalle prime ore della mattina sono oltre 40 gli addetti dello stabilimento ad aver incrociato le braccia per dire basta alla riduzione di costi che sta mettendo in atto l’azienda. “E’ assurdo – spiega Giancarlo Desiderati, segretario provinciale della Flaica Cub Roma – che la Coca Cola, dopo aver beneficiato in Abruzzo di tutte le agevolazioni fiscali possibili, a cominciare dall’uso gratuito delle risorse idriche, ora a fronte di un lieve calo degli utili, si rifaccia sulla pelle dei lavoratori”.
Il sindacato dice un fermo no all’ipotesi di far confluire i dipendenti della logistica in una cooperativa: “E’ una scelta miope che contraddice non solo le promesse di potenziamento dell’unico stabilimento Coca Cola rimasto in Abruzzo, ma anche i risultati aziendali conseguiti in quest’ultimo anno (ben 30 milioni di litri prodotti in più rispetto al richiesto)”.


“La multinazionale – aggiunge Desiderati – per fronteggiare la crisi non trova strada più semplice da percorrere che quella di penalizzare i propri dipendenti attraverso una riorganizzazione del personale”.
Malgrado i primi contatti tra azienda e sindacati, la Flaica Cub Roma rimane sul piede di guerra e promette battaglia: “Lo sciopero proseguirà a oltranza. Il nostro presidio rimarrà qui almeno fino a quando non arriverà qualche segnale di apertura reale al confronto da parte della multinazionale. Inoltre, sabato sposteremo la protesta a Roma con un ‘No Coca Cola Day’ ai piedi del Colosseo”.

 

 

 

  

 

 

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