CORSERA ELEZIONI 2013 MARONI TREMONTI BERLUSCONI IL RITORNO ALLE ORIGINI DEL FALLIMENTO POLITICO

Roma 10 Gennaio 2013 Corsera.it di Renato Corsini

Maroni Tremonti Berlusconi. L’intesa. Il ritorno alle origini del fallimento politico. Nelle ultime fasi del governo l’asse Pdl- Lega si sfascia. La lega tracotante vede finire nella polvere il suo primato morale. Roma ladrona il marchio. Ora è ladrona la Lega. Tremonti cacciato dal ministero dell’economia prima da Fini poi allontanato con garbo da Monti L’inventore della finanza creativa finito nell’oblio della politica. E’ l’artefice del debito pubblico incontrollato, dello spread a 570 punti, del rapporto debito-Pil in picchiata. Berlusconi ridicolizzato a Bruxelles in fuga verso il          Quirinale.... 

dà le dimissioni sotto una pioggia di monetine da 1 a 5 centesimi di euro. Cronaca impietosa di una clamorosa disfatta. I tre si ritrovano pesti e malconci all’adunata elettorale. Il regresso in politica li unisce. C’è qualcosa di Vico. “ La teoria dei ricorsi….esprime anche il duplice convincimento che nulla garantisce alla storia uno sviluppo sempre progressivo, e che anche i regressi obbediscano a un itinerario strettamente connesso con la logica oggettiva  del cammino dell’umanità” ( Sergio Moravia).

Sul finire del 2008, Berlusconi propone la ricetta alla carbonara per salvare dal fallimento la compagnia di bandiera. All’inizio del 2013 Air France suona alla porta di Colanninio. Bruciati oltre 2/3 del capitale. I carbonari dal 12 gennaio possono vendere le azioni in loro possesso. La compagnia di bandiere francese è pronta a rilevarle, ha il diritto di prelazione ,anche se per ora smentisce, Certo l’offerta non sarà così cospicua come quella rifiutata di oltre 2 miliardi di euro. Regresso operativo che ripropone il dilemma. Corsi e ricorsi.Tremonti aveva già sforato il deficit debito-pil al di sopra del fatidico 3%. La commissione europea interviene con procedura d’infrazione intimando il rientro. Prodi e Padoa Schioppa ci mettono una pezza con una pesante manovra finanziaria di 40 miliardi di euro. Passato il peggio, Tremonti torna a cavalcare il ministero dell’economia e spinge inesorabilmente l’Italia sull’orlo del baratro in salsa greca. E’ costretto a subire le imposizioni della Commissione europea e della Bce. Di fatto l’Italia perde la sua sovranità.E’ introdotta l’IMU e Monti ne fa il suo cavallo di battaglia vincente prosciugando il portafoglio degli italiani.

Nell’intesa Pdl –Lega, Maroni intende riservare a Tremonti la candidatura a Premier. Dal regresso al progresso. Un tortuoso cammino vichiano. Per ora Tremonti si è messo alla testa di una lista civetta Lavoro e Libertà dimostrando un senso dell’umorismo anglosassone. Berlusconi complice dello sfascio con molta umiltà cede la sua candidatura al compagno di sventure per accontentarsi del dicastero dell’economia.In questo caso dal progresso al regresso.Porta in dote una condanna a 4 anni per evasione fiscale naturalmente con il beneficio della presunzione d’innocenza fino al decorso dell’iter giudiziario o alla prescrizione. Un paio di processi in itinere. Nulla di nuovo, nemmeno il suo repertorio che sciorina in televisione in radio nei giornali. Immagina che il tempo non sia passato ritrovandosi mentalmente negli in cui per lui Berta filava. Le immancabili accuse alla magistratura e alla sinistra in odore di comunismo sovversivo. Corsera Magazine ripropone un articolo pubblicato il 9 dicembre 2008.Specchio del passato del fallimento della nuova intesa Maroni Tremonti Berlusconi.

Renato Corsini.

CRISI : BERLUSCONI LA RICETTA ALLA CARBONARA.

Roma 9.12.08(corsera.it)

Il governo guidato da Prodi e dal ministro dell’economia Ciampi, in carica nel 1996, riuscì con un enorme sforzo, pochi gli davano credito, a portare il disavanzo pubblico al di sotto del fatidico 3% conseguendo l’ammissione dell’Italia all’Europa della moneta unica. Un grande successo che diede stabilità al sistema monetario italiano  eliminando il rischio di cambio. Chi è oggi fuori dell’euro in questo momento di crisi soffre la svalutazione della moneta. Gli italiani e il governo attualmente in carica devono essere grati a Prodi e  Ciampi se l’Italia della lira non sia stata  spazzata via. Padri della Patria.

 

 Tremonti aveva già sforato il deficit al di sopra del  fatidico 3% nel precedente governo Berlusconi ricevendo i complimenti della commissione europea con una procedura d’infrazione. Prodi e Padoa Schioppa, ministro dell’economia, alla guida del nuovo governo , caduto quello di Berlusconi, con una pesante manovra finanziaria di 40 miliardi di euro, riuscirono a portare il disavanzo pubblico nuovamente al di sotto del 3% facendo rientrare la procedura d’infrazione. Le cose stanno così. Berlusconi ha definito patrioti i componenti del consiglio di amministrazione della Compagnia aerea italiana che ha rilevato la ex Alitalia, lasciando  a Tremonti l’onere di pagare i debiti pregressi del vettore nazionale. Di italiano rimarrà ben poco non appena entrerà nel capitale della Compagnia di Colaninno Air France   Lufthansa. Non vedo l’afflato patriottico in stile carbonaro, semmai in stile alla carbonara, di difesa della italianità. L’interesse dei partecipanti all’impresa fare salotto buono con Berlusconi. Costui , e dobbiamo dargli atto della sua genialità nel presentare la sua immagine al pubblico e ai suoi elettori, ha avuto l’idea, in tempo di crisi economica, di rifarsi a Mike Buongiorno, senatore a vita in pectore, quando apparendo in TV nei suoi spettacoli esordiva con un enfatico Allegria , Allegria, spandendo una ventata di sano ottimismo nel pubblico degli ascoltatori. Così Berlusconi sta usando lo stesso espediente con le parole Ottimismo, Ottimismo traslate da Allegria, Allegria. Mi domando che effetto faccia sugli italiani che hanno perso il lavoro, sono in cassa integrazione, lavorano in modo precario, si indebitano, oppressi dalla rate dei mutui, e sulle povere vedove dei morti ammazzati sul lavoro, l’ottimismo berlusconiano. Comprate i regali per le feste di Natale, investite i risparmi nei bot, consumate, entrate nei negozi e acquistate, pagate a rate, giocate al lotto. Fate come me che sorrido sempre alla vita. L’elogio della ricchezza sommersa già esclamato durante il suo precedente governo.Evasione fiscale, elusione, erosione, lavorare in nero.Tremonti come reagisce? Se è vero che la ricchezza sommersa cresce in ragione della durata e dell’ampiezza della crisi, il ministro dell’economia potrebbe approfittarne. Minori entrate compensate da minori spese in una situazione di stagnazione tecnica, come è stata definita. Per quale motivo premere sul disavanzo? Gli italiani campano lo stesso e forse meglio con le risorse della ricchezza sommersa. Per i poveri, quelli che non hanno lavoro, che non producono in nero che aggirano il sistema fiscale, e vivono di modeste pensioni, la soluzione geniale è la Card, un’idea da azzeccagarbugli, la pezza al culo. Allegria, Allegria. Non si vive di solo pane, ma  anche di un sano ottimismo. Come far fronte all’impegno di spesa per la Card? Un’altra idea da azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Mettere le mani sui c/c dormienti, circa 800 milioni di euro, per tamponare anche i debiti nei confronti dei piccoli azionisti di Alitalia gabbati da Berlusconi. Cala il prezzo del petrolio, cala il costo del denaro, cala la produzione, calano i consumi, aumenta il tasso di disoccupazione e dell’indebitamento delle famiglie, cala l’inflazione, stagna la produzione. Allegria, Allegria.

Renato Corsini.

 

 

 

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