CORSERA CONI ELECTION DAY RENATO CORSINI PIERLUIGI BERSANI OTTICA ASSISTENZIALE E STATALISTA DEL SUO MINISTERO DELLO SPORT

Roma 29 Gennaio 2013 Corsera.it di Renato Cosini

Election day CONI. Bersani esce inaspettatamente allo scoperto. Presentato il programma sullo sport del PD. L’occasione le elezioni del 19 febbraio per la successione di Gianni Petrucci al vertice dell’Ente pubblico. La proposta di un ministero dello sport senza portafoglio.Ottima la scelta di Josefa Idem per il neo dicastero. In cantiere una legge di riforma dell’organizzazione delle attività sportive.Ridemensionati i poteri del CONI limitati nell’ambito dello sport olimpico.Dirigismo è la prima sensazione che si ricava dalle intenzioni programmatiche. Il sistema non viene rovesciato dal vertice alla base. Il limite del programma. La politica sportiva deve riconoscere il fallimento dell’organizzazione attuale la sua inadeguatezza alla realtà sociale e economica. Passaggio dal sistema ....

pubblico parassitario e clientelare alla privatizzazione della produzione sportiva di beni e servizi che caratterizzano questo settore economico. Reddito e occupazione. Azienda tipicamente impresa. Azienda di erogazione e di consumo. Intendendo in tal modo le società sportive l’iniziativa privata è nelle condizioni di sviluppare l’economia di questo settore. I poteri pubblici possono attivare una politica economica d’intervento nel sostenere le società sportive con la realizzazione delle infrastrutture. Il committente non è più l’ente pubblico, CONI e federazioni, in una prospettiva di spesa infruttifera per la realizzazioni di impianti in previsione di eventi internazionali. E’ la società sportiva, l’impresa, l’imprenditore che investe nelle varie discipline sportive.Massima capitalizzazione. L’inverso di impiego di risorse finanziarie in opere improduttive o da riutilizzare con l’impiego di nuovi e ulteriori capitali a spese della collettività

Il sistema pubblico disperde le risorse umane e professionali incapace di produrre occupazione e ricchezza basandosi sulle rendite statali impiegate per il mantenimento di un apparato burocratico appesantito e ossidato. Bersani lamenta la scarsa partecipazione democratica degli associati al sistema pubblico a fronte di 14 milioni di famiglie. Coglie nel segno ma non avverte la contraddizione del sistema stesso.Eppure è lui che ministro del governo Prodi ha aperto alle liberalizzazioni e alla concorrenza.La passione sportiva se diventa impresa è nelle condizioni di creare lavoro.Diversamente rimane fine a se stessa vanificando le professionalità umane e tecniche spingendole all’estero.Se il PD mette al centro del suo programma l’economia dello sport e la politica sportiva in una visione privatistica compie un passo decisivo per lo sviluppo delle attività sportive. Un ministero senza portafoglio è ripristinare il CONI in una struttura pubblica diversa e equipollente. Il ministero di riferimento non può che essere lo Sviluppo economico per gli interventi infrastrutturali indispensabili. In questa prospettiva appare obsoleto l’Istituto per il Credito Sportivo coacervo di interessi clientelari e di posizionamento di politici in cerca di una poltrona. Assorbirlo nella Cassa depositi e prestiti quale intermediario finanziario nel sistema creditizio dell’imprenditore sportivo.Eliminare anche il rapporto ombelicale del sistema pubblico con il ministero dei Beni culturali. L’equivoco della legge di contabilità e di finanza, n.196/2009,inserisce il Coni tra gli enti produttori di servizi assistenziali,ricreativi, e culturali. Al contrario delle federazioni che sono escluse in attesa dell’esito di un ricorso al Consiglio di Stato.

Il CONI bifronte, pubblico e spa, deve retrocedere dalle sue funzioni  dotato di una rendita statale attualmente di 411 milioni di euro per mantenere una macchina burocratica e pachidermia, e rifluire a costi ridottissimi nel suo ruolo di Comitato olimpico di raccordo con le federazioni olimpiche.

Nella ristrutturazione del sistema sono coinvolte le stesse federazioni percettrici delle risorse statali e servendosi del personale del CONI la loro struttura associativa ha un valore organizzativo se e in quanto limitato alla partecipazione delle gare nazionali e internazionali degli atleti selezionati. Non possono rivelarsi impositive nei confronti delle società sportive nella loro autonomia d’impresa libere di conseguire il maggiore risultato economico e operativo nelle rispettive discipline. Gli apparati federali conseguentemente si conformano ad un ruolo di raccordo con finanziamenti autonomi. Il PD deve abbandonare il sistema assistenziale finora perseguito dai governi e dai partiti . E’ una questione di una diversa visione sociale e economica dello sport quale fattore di lavoro e di ricchezza.L’incontro tra il prodotto umano e il prodotto industriale dove l’uno valorizza l’altro. La passione sportiva, il lavoro professionale ha bisogno del prodotto industriale, i mezzi per realizzarsi in sinergia. La politica sportiva ha questo compito.

Renato Corsini.

Commenta questo articolo

Tutti i commenti