ELEZIONI LAZIO MATTEO CORSINI MIR LA MIA FESTA KALIMBA DE LUNA SIETE TUTTI INVITATI DA TONY ESPOSITO A REMO LICASTRO DA LILIANA CAVANI A MARCO RISI DA KASPAR CAPPARONI A PAMELA PRATI SABATO 2 FEBBRAIO HOTEL BARBERINI ORE 18.00

ROMA 31 GENNAIO 2013 CORSERA.IT

CARI AMICI,DI IERI E DELL'ALTRO IERI,VI INVITO TUTTI,VOI CHE MI CONOSCETE ALL'HOTEL BARBERINI A ROMA SABATO 2 FEBBRAIO ORE 18.00 PER UNA GRANDE FESTA DEI MODERATI ITALIANI IN RIVOLUZIONE.SIETE TANTI CERCO DI RICORDARVI TUTTI.SIAMO NATI CON KALIMBA DE LUNA DI TONY ESPOSTO E REMO LICASTRO,RICORDO QUANDO SUONAVANO FINO A TARDA NOTTE NEL CASTELLO DI TECCHIENA ALLE FESTE DELLA MOVIDA ROMANA.AMICI LONTANI CHE SALUTO.E' ORA DI GETTARCI ALLE SPALLE LA RECESSIONE ECONOMICA E RICOMICIARE A SORRIDERE.

MATTEO CORSINI MIR MODERATI IN RIVOLUZIONE PORTERO' UNA VENTATA DI FRESCHEZZA A ROMA,LA FAREMO RISORGERE,DIVENTERA' IL POLO DI ATTRAZIONE NEL MONDO.I ROMANI SI RICORDANO DELLE MIE FESTE AL CASTELLO DI TECCHIENA,DELLE AVVENTURE CINEMATOGRAFICHE.I MIEI AMICI SONO OVUNQUE E SONO DI TUTTE LE RAZZE E DI OGNI ESTRAZIONE SOCIALE.IO VI CHIAMO A RACCOLTA AMICI DI INFANZIA DEL FLEMING E DI VIA FLAMINIA VECCHIA,AMICI DEL LICEO ARTISTICO DI VIA DI RIPETTA,DELLA PALESTRA BUDOKAN DI VIA STEFANO PORCARI.CHIAMO A RACCOLTA CON ME MARCO RISI CON CUI ABBIAMO GIRATO IL FILM DOGOBERT,CHIAMO A RACCOLTA LILIANA CAVANI CON CUI HO GIRATO IL FILM SAN FRANCESCO ACCANTO A MICKEY ROURKE,CHIAMO A SOSTENERCI GLI AMICI KASPAR CAPPARONI,IL LEGGENDARIO AMICO DI MILLE AVVENTURE NOTTURNE,CHIAMO RACCOLTA AMICI VECCHI E LONTANI,DALLA BALDUINA,AL CENTRO STORICO,A TRASTEVERE,A MONTEVERDE VECCHIO.UNIAMOCI SOTTO LA STESA BANDIERA MARCIAMO PER CAMBIARE QUESTA CITTA'.CHIAMO A RACCOLTA LORENZO GIOVANOTTI CON CUI ABBIAMO ORGANIZZATO QUALCHE SERATA INSIEME ALLA LUNA.CHIAMO A RACCOLTA LE MIE AMICHE DEL MONDO DEL CINEMA.I GRANDI MAESTRI DELLA MIA VITA,DA FRANCO LIBERTUCCI A SIMONA WELLER.CHIAMO A RACCOLTA I GIORNALISTI CHE SONO STATI AL MIO FIANCO.

LAZIO ELEZIONI REGIONALI.E' TUTTA UN'ALTRA MUSICA.E' MATTEO CORSINI MIR MODERATI IN RIVOLUZIONE L'OUTSIDER DA BATTERE,IL NIPOTE DEL GRA,DELL'ING.EUGENIO GRA,QUESTA VOLTA E' DECISO A DARE BATTAGLIA.E' UNO DEI PERSONAGGI PIU' NOTI DELLA CAPITALE,ATTORE CON MICKEY ROURKE NEL FILM SAN FRANCESCO DELLA CAVANI,NOTISSIMO PLAYBOY ROMANO,GIROVAGO PER PASSIONE,CON UNA LUNGA CARRIERA DI MILLE MESTIERI,DA CAMERIERE A VENDITORE AMBULANTE,FOTOGRAFO,REGISTA,PRODUTTORE E IMMOBILIARISTA CHE HA DATO L'ASSALTO ALLA UNIPOL.CHIAMO A RACCOLTA GLI AMICI IMMOBILIARISTI ROMANI,GLI AGENTI,I BROKER.SALVIAMO IL NOSTRO FUTURO.

SCENDE VERTIGINOSAMENTE IL PD LEGATO A NICOLA ZINGARETTI,PERDE CONSENSI LA BONGIORNO,SI INDEBOLISCE IL PDL,MA SALE VERTIGINOSAMENTE IL MIR DI GIANPIERO SAMORI',LEGATO NEL LAZIO E NELLA CITTA' DI ROMA DALLA PRODIGIOSA CAMPAGNA ELETTORALE DI DIEGO RIGHINI E DI MATTEO CORSINI.LA VERA RIVOLUZIONE MODERATA DEL PAESE E' SCOPPIATA TRA LE PIAZZE,LE STRADE,LE FERMATE DELLA METROPOLITANA.I MILITANTI DEL MIR SONO OVUNQUE,DA PORTA PORTESE,DOVE HANNO DATO VITA A COMIZI PIUTTOSTO FORTI,CHE LA POPOLAZIONE HA ACCLAMATO AL PASSAGGIO,PER POI LIEVITARE SU MNTEVERDE VECCHIO,PIAZZA RE DI ROMA,VIA APPIA,VIALE LIBIA,IL QUARTIERE TRIESTE E NEMORENSE.LA CITTA' E' STATA INVASA DALLE BANDIERE AZZURE DEL MIR ANCHE AL CENTRO STORICO,SCONTRI DURISSIMI,FERMI DELLA POLIZIA.IL MIR DEL LAZIO E NELLA CITTA' DI ROMA STA PORTANDO UNA VENTATA DI FRESCHEZZA,DI NOVITA' E SUL TERRITORIO SONO GLI UNICI DAVVERO PRESENTI.PRESIDIATA LA ZONA DI BARBERINI,DOVE SABATO 2 FEBBRAIO SI SVOLGERA' UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE GIANPIERO SAMORI' E MATTEO CORSINI,IL CANDIDATO ALLA REGIONE LAZIO PER IL COLLEGIO DI ROMA E PROVINCIA.L'EDITORE DEL CORSERA,IMMOBILIARISTA E' SCESO IN CAMPO QUESTA VOLTA CON L'INTENZIONE DI VINCERE,FAR SCOPPIARE LA RIVOLUZIONE CIVILE E MODERATA.DOBBIAMO CAMBIARE E' UN'OCCASIONE UNICA PER NOI DEL 1978.MATTEO CORSINI E' LA VERA NOVITA' DEL PANORAMA ROMANO,IMMOBILIARISTA,NIPOTE DI EUGENIO GRA,IDEATORE DEL GRANDE RACCORDO ANULARE,E' UN LEADER COMBATTIVO,INFATICABILE CHE SOLCA LE STRADE DI ROMA IN MARCIA DALL'ALBA AL TRAMONTO.CONOSCIUTO DA TUTTI NELLA CITTA' DI ROMA E' IL VERO OUTSIDER DA BATTERE,UNO CONTRO TUTTI,UNO PER TUTTI.LA CITTA' E' ORMAI PULSANTE DI RABBIA,DI INDIGNAZINE,BASTA SFIORARE LA GENTE PER FARLA ESPLODERE.GLI ANIMI NON SI CONTENGONO PIU'.

Le elezioni regionali nel Lazio avverranno in contemporanee con le elezioni Politiche del 24 e 25 febbraio 2013 ed eleggeranno il nuovo consiglio regionale del Lazio e il Presidente della Regione

Zingaretti al 46,9% e Storace al 24,2%, la Bongiorno ferma al 12,9%. Storace non condivide questi dati e sempre su Twitter ha risposto dicendo che ritiene essere a soli 6 punti dal candidato del centrosinistra: una differenza non da poco 6-22!Ipsos è concorde con le altre rilevazioni statistiche che registrano un tonfo del PDL nel Lazio, dato al 12%. La lista Polverini non raccoglie che il  0,5% e la capolista ha già una nomina per una poltrona in Europa. Storace e La Destra hanno il 10% che però non gli è sufficiente per vincere, neanche unendo i voti di “Fratelli d’Italia”, cui la Meloni porta il 2,2%, ma tutto questo non è assolutamente decisivo per una vittoria. Sempre secondo Ipsos il PD il Lazio si attesta con il 29%  ed è stato importante non inserire nelle liste nomi di politici uscenti che hanno problematiche personali e politiche motivo per cui la lista di Zingaretti ha preso la rincorsa arrivando all’11,2%. Sempre secondo queste rilevazioni, Rivoluzione Civile di Ingroia è al 3,4%, ma questo dato è stato elaborato prima che il giornalista Sandro Mitolo annunciasse che anche lui intende presenziare politicamente queste elezioni regionali e di appoggiare all’ideologia di Ingroia; il M5S di Grillo è all’11,4%, l’Udc al 3,7 e Fli al 3,9%. Diciamo a questo punto che il Lazio dà una visione chiara di come potrebbe essere il domani post elettorale, soprattutto vedendo i consensi per la Bongiorno che ha captato voti di destra e di sinistra, di un PDL che non riesce a risalire la china e di un Zingaretti che stacca tutti i candidati e che potrebbe superare il 51% dei consensi. Il quadro politico si chiude con il M5S di grillo che ha il 9,4% delle preferenze e che rileva la mancata capacità di posizionarsi a livello regionale in modo simile a quello nazionale senz’altro più soddisfacente. Ma queste sono solo previsioni che non danno assoluta certezza in merito ai dati indicati e commentati fin qui; l’unica sicurezza è l’attrazione che provano gli elettori verso Nicola Zingaretti . Per tutto il resto e per gli altri candidati aspettiamo lo spoglio delle urne e vediamo quanto dei sondaggi sarà vicino se non identico alla realtà.

Nicola Zingaretti, candidato alla Presidenza della Regione Lazio per il centrosinistra, illustra così il suo programma: “Nel Lazio dobbiamo vincere, e vincere bene, per avere una maggioranza solida. La vera novità è che, con l’attuale legge regionale, è la prima volta che si va al voto con una pluralità di candidati potenzialmente sopra o intorno al 10 per cento dei consensi. La proposta politica che portiamo in regione va ben oltre il centrosinistra: non dobbiamo solo battere il centrodestra, ma recuperare una fascia immensa di astensionismo che qui da noi, con il caso Fiorito, è più forte che altrove.
Il rinnovamento non ci limitiamo a prometterlo: abbiamo già cominciato a farlo. Penso ad esempio alle scelte per il “listino” del presidente che ho potuto compilare in piena autonomia, anche grazie a una scelta dei partiti che mi sostengono, e comprende pezzi importanti della società civile. Il rinnovamento, l’innovazione non può essere solo appannaggio dei tecnici e dell’antipolitica. La politica può rinnovarsi, essere competitiva e vincere ma solo se non è arrogante.
Tre parole che corrispondono a tre provvedimenti draconiani: delega, partecipazione, trasparenza. Delega perché una regione che pretende di “fare tutto”, come se fosse un grande comune, diventa inefficiente. Partecipazione per chiudere la stagione in cui il rapporto tra cittadini e stato si materializza solo come scontro: entro l’anno si possono codificare forme di collaborazione in tutti i campi, a partire dalle infrastrutture. Trasparenza vuol dire open data: tutto è online, dai bilanci dei gruppi consiliari agli atti amministrativi. Tutto questo avrà una ricaduta immediata sulle riforme che dovremo fare, a partire dalla sussidiarietà: senza un coinvolgimento della società civile nella gestione dei servizi, la pubblica amministrazione non ce la fa.
Alcuni temi fondamentali oggi di competenza delle regioni dovrebbero tornare allo stato: porti, aeroporti, energia. Amo il federalismo, ma non sempre il localismo produce qualità. La riforma degli enti locali, poi, non può essere ridotta a un capitolo della spending review: finora si è fatto così, e il provvedimento si è impantanato. La sfida per il Campidoglio sarà una battaglia di liberazione, che va ben oltre i confini della politica e riguarda la qualità della vita, dei servizi, degli stessi diritti. Bisogna capire quanto il centrosinistra sarà all’altezza di questa sfida: attenzione a sottovalutare la lontananza dei cittadini dalla politica, che può anche trasformarsi in un rifiuto della politica tout court. Il clima delle elezioni nazionali si è incattivito perché è in gioco un confronto sui destini e i progetti politici in campo. Un duello fatto di battute anche per nascondere le fragilità che stanno emergendo. Mario Monti, ad esempio, era entrato in campo come possibile presidente del consiglio o probabile presidente della repubblica, ma oggi mi pare che entrambi questi scenari siano logorati. A livello regionale possiamo concentrarci su questioni più conc

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rete: non è un caso che non ci sia una lista Monti contro Zingaretti, solo la scelta di alcune forze politiche di sottolineare la loro presenza con una candidatura autonoma. Sì, per il semplice fatto che era nell’interesse di Berlusconi ottenere qualche voto in più da spendersi a livello nazionale. Mi ha colpito, piuttosto, che la scelta sia stata fatta contro il gruppo dirigente del Pdl regionale, che aveva detto di volere le primarie, che non si sarebbe mai alleato con Bossi e che non voleva Storace. Oggi si ritrovano Berlusconi ancora in campo, con Bossi e Storace. Siamo tornati al patto della pajata, all’accordo tra Polverini e la Lega. Nella drammatica situazione in cui versa la sanità nel Lazio, abbiamo un’opportunità da cogliere: dobbiamo redigere il piano sanitario regionale entro l’anno. Tornare alla spesa pubblica “allegra” non si può, ma c’è da garantire il diritto alla salute: la strada non è quella dei tagli lineari. Bisogna combattere truffe e sprechi, con la centrale unica degli acquisti,

 

monitorando il raggiungimento degli obiettivi dei dirigenti sanitari, togliendo alla politica l’esclusività delle nomine. E poi bisogna costruire una sanità che non si fonda solo sugli ospedali: l’integrazione sociosanitaria – tra ospedali e strutture gestite dal volontariato – può portare a risparmi di scala molto importanti. Il problema dei rifiuti nel Lazio è quello del comune di Roma che non ha saputo avviare, in questi anni, un altro ciclo alternativo e moderno. In provincia di Roma, in cinque anni, la raccolta differenziata è passata da 29mila persone a oltre un milione. La regione dovrà insistere sul porta a porta, istituendo delle forme di premialità nella gestione delle risorse per le aree virtuose e costruire dei distretti verdi del riuso e del riciclo, che possono aprire anche delle potenzialità di impresa e risanamento nei comuni. Serve innanzitutto una rivolta culturale: la mia regione si costituirà parte civile in tutti i processi per mafia che riguardano il nostro territorio. In alcune zone del Lazio comincia ad esserci un problema di controllo del territorio. Aiutare l’economia sana è una priorità: abbiamo in programma di aprire uno sportello che renda più facilmente disponibili i beni sequestrati alla mafia. E bisogna investire nella fisicità dello stato nella lotta contro la mafia: oggi è appannaggio di qualche sindaco illuminato e dei commissariati, che non possono più restare un fortino nel deserto”.

 

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