ALITALIA SILVIO BERLUSCONI 40MILA CITTADINI IN SETTIMANA BIANCA.

Roma 25.1.2009(corsera.it)

Alitalia affare fatto.Da lunedì delisting in borsa della compagnia di  bandiera e 40mila piccoli risparmiatori con un pugno di mosche in mano spediti in settimana bianca con grande anticipo.

Fonte il Sole 24 Ore.La Borsa dice addio (o, tuttalpiù, arrivederci) ad Alitalia. Lunedì mattina, all'apertura dei listini, da Piazza Affari scompariranno il titolo e i bond convertibili. Le azioni, legate alla vecchia società che il commissario straordinario Augusto Fantozzi sta liquidando e non alla nuova compagnia decollata lo scorso 13 gennaio, saranno revocate dalle contrattazioni.

Il titolo era già congelato dal 4 giugno al valore di 0,445 euro, dopo le forti oscillazioni di prezzo che hanno accompagnato il lungo e difficile percorso per il salvataggio della ex compagnia di bandiera. L'ultimo prezzo delle azioni in Borsa era ormai lontano dal picco di 1,34 euro toccato il 30 gennaio 2007, quando il Tesoro aveva annunciato che undici concorrenti avevano presentato una manifestazione di interesse.

La sospensione dalle contrattazioni era stata sancita da parte di Borsa Italiana in coincidenza con l'ultimo tentativo di salvataggio, presentato dal governo a fine maggio 2008 quando fu affidato all'advisor Intesa Sanpaolo il progetto, denominato Fenice, che ha portato alla nascita della cordata di imprenditori italiani guidati dal presidente Roberto Colaninno e poi alla compagnia che oggi ha ritrovato in partnership AirFrance-Klm.

Dai listini di Borsa scompaiono, come detto anche le obbligazioni convertibili 2002-2010 emesse dalla vecchia compagnia per 715 milioni di euro: gli obbligazionisti fanno adesso parte del bacino dei creditori che hanno presentato al Tribunale Fallimentare domanda di «ammissione al passivo» di Alitalia.

Quanto agli oltre 40mila piccoli azionisti della vecchia Alitalia dovranno attendere fino al 31 maggio per gli eventuali indennizzi previsti dal Governo nel decreto varato lo scorso agosto per spianare la strada al progetto di salvataggio della compagnia ormai in fin di vita. La misura del risarcimento dipenderà dalla ripartizione tra i diversi beneficiari previsti dalla legge del Fondo creato con i cosiddetti «conti dormienti»: azionisti Alitalia, ma anche risparmiatori vittime di frodi finanziarie, possessori di obbligazioni della Repubblica argentina, ricerca scientifica, la social card.

Solo il 31 maggio, in effetti, dovrebbe essere definito l'ammontare delle risorse che affluiranno al fondo da conti bancari dimenticati, assegni circolari mai riscossi, depositi, anche postali e assicurativi, "dormienti" - appunto - da oltre 10 anni.

Esprime scetticismo il Siti, ovvero il Sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio, che chiama a raccolta azionisti e obbligazionisti par eventuali azioni collettive. E avverte: «Solo coloro che eserciteranno rapidamente ed efficacemente i propri diritti riusciranno a vedere qualcosa più delle briciole di un piatto che piange».

Chiuse definitivamente le contrattazioni dei titoli della vecchia compagnia ora si guarda al possibile debutto in Borsa delle azioni della nuova Alitalia: non è escluso che il titolo possa tornare a Piazza Affari, ma in tempi non brevi. Lo statuto della nuova Alitalia prevede che la quotazione non avvenga prima di tre anni.

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