CORSERA PROCURA DI ROMA MIUR MARIA CHIARA CARROZZA NELLA BUFERA INDAGATI FUNZIONARI PER LE PILLOLE DEL SAPERE
Roma 25 Giugno 2013 Corsera.it
Ministero dell'istruzione sotto indagine della Procura di Roma,come anticipato dal Corsera.it,lente di ingrandimento sulle attivita' del ministero anche in relazione alle universita' telematiche.
MIUR non c'e' pace per il Ministero dell'Istruzione dopo lo scandalo dei professori telematici che ha travolto lo stesso ministro Maria Chiara Carrozza adesso la procura di Roma,sta indagando sul ministero,sotto la lente di ingrandimento sono finii alcuni funzionari per abuso d'ufficio nell'ambito della destinazione di ingenti somme di denaro per i prodotti didattici,favorendo aziende amiche.Sotto schiaffo anche la tolleranza dell'incardinamento dei professori straordinari a tempo determinato,fenomeno recentemente proliferato in Italia e che ha consentito agli atenei on line di continuare ad operare,utilizzando in maniera abnorme e a sproposito i bandi di concorso per professori ordinari.
Alcuni funzionari del Ministero dell'Istruzione, università e ricerca sarebbero indagati dalla procura di Roma per abuso d'ufficio nell’ambito della destinazione di ingenti somme di danaro per i prodotti didattici multimediali denominati "Pillole del sapere", divenuti di rilevanza pubblica dopo la denuncia della trasmissione ‘Report’ su RaiTrerisalente al novembre scorso.
“L'inchiesta – si legge in un lancio di agenzia Ansa pubblicato nel pomeriggio del 24 giugno - ha preso spunto da un dossier anonimo in cui si parla di una presunta ‘cricca’ che in cambio di tangenti ha favorito aziende amiche”.
Nell'inchiesta, affidata al pm Roberto Felici, sarebbero coinvolti dirigenti, collaboratori e consulenti del Ministero. Secondo l'accusa in cambio di tangenti, favori e assunzioni, avrebbero, tra l'altro, dirottato centinaia di milioni di euro in favore di aziende amiche formulando bandi di gara su misura.
In base a quanto riferisce sempre l’agenzia di stampa nazionale, “anche la Corte dei Conti del Lazio ha avviato accertamenti sulla gestione dei fondi pubblici da parte di alcuni funzionari del Ministero dell'Istruzione, università e ricerca”.
La denuncia partita da dossier anonimo in cui si parla di una presunta ‘cricca’: gli indagati sarebbero già stati iscritti dalla procura di Roma per aver dirottato centinaia di milioni di euro formulando bandi di gara “su misura”. Indaga pure la Corte dei Conti.
Alcuni funzionari del Ministero dell'Istruzione, università e ricerca sarebbero indagati dalla procura di Roma per abuso d'ufficio nell’ambito della destinazione di ingenti somme di danaro per i prodotti didattici multimediali denominati "Pillole del sapere", divenuti di rilevanza pubblica dopo la denuncia della trasmissione ‘Report’ su RaiTrerisalente al novembre scorso.
“L'inchiesta – si legge in un lancio di agenzia Ansa pubblicato nel pomeriggio del 24 giugno - ha preso spunto da un dossier anonimo in cui si parla di una presunta ‘cricca’ che in cambio di tangenti ha favorito aziende amiche”.
Nell'inchiesta, affidata al pm Roberto Felici, sarebbero coinvolti dirigenti, collaboratori e consulenti del Ministero. Secondo l'accusa in cambio di tangenti, favori e assunzioni, avrebbero, tra l'altro, dirottato centinaia di milioni di euro in favore di aziende amiche formulando bandi di gara su misura.
In base a quanto riferisce sempre l’agenzia di stampa nazionale, “anche la Corte dei Conti del Lazio ha avviato accertamenti sulla gestione dei fondi pubblici da parte di alcuni funzionari del Ministero dell'Istruzione, università e ricerca”.
Secondo quanto si apprende, infine, “a breve ci saranno delle convocazioni in Procura dei funzionari implicati nell'inchiesta”.
Sull’entità dei fondi pagati dal Miur per ogni spot divulgativo, di recente si era espresso un perito super partes ritenendo fondata l’entità del pagamento assegnato dallo stesso ministero dell’Istruzione ad un’azienda multimediale specializzata. Ora però la situazione sembra ribaltarsi. E le accuse mosse dai giornalisti di ‘Report’ riprendono quota.
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