ANTONIO DI PIETRO SCONTRO CON IL PRESIDENTE NAPOLITANO.

Roma 2.2.2009(corsera.it) di Renato Corsini

Di Pietro. La piazza si galvanizza contro le istituzioni. Il presidente Napolitano tirato per la giacca.La solita caciara politica contro la libertà di critica e di pensiero. Impariamo dagli USA.

Le velleità del governo e della maggioranza sulla giustizia e sulle intercettazioni di introdurre sostanziali modifiche al sistema attuale  sono la causa dell’offensiva  di Di Pietro contro l’inquilino del Quirinale. A torto o a ragione l’uscita del leader dell’Italia dei Valori non è affatto da biasimare...

E’ noto che dormire fa bene in particolare al cuore e all’ipertensione. Ne sanno qualcosa quelli che soffrono d’insonnia. Se il Presidente dorme vuol dire che il suo fisico ne ha bisogno. Non c’è niente di offensivo nelle parole di Di Pietro né vi era alcun motivo che i poliziotti intervenuti su ordine del Questore costringessero i giovani eversori a togliere lo striscione su cui a chiare lettere si leggeva “ Napolitano dorme il Popolo insorge”. Violenza privata in luogo pubblico non ravvedendosi in quello striscione un allarme sociale o che compromettesse l’ordine pubblico. Aggiungere poi che il Presidente della Repubblica “ non è arbitro”, ossia non svolge al meglio il suo ruolo costituzionale super partes, è ciò che capita anche agli arbitri delle partire di calcio. I tifosi hanno sempre qualcosa da dire, di criticare e non sono mai soddisfatti delle conduzioni arbitrali. Come dolersi di Di Pietro. Anche lui è un tifoso. Non gli sta bene come arbitra Napolitano e allora s’infuria. Non capisco perché il Presidente si sia sentito offeso. E’ nel ruolo dell’arbitro subire le ingiuste critiche.

Renato Corsini.

 

 

Commenta questo articolo

Tutti i commenti