CORSERA DECADENZA RICORSO ALLA CORTE EUROPEA L'ULTIMA WATERLOO DI SILVIO BERLUSCONI
Roma 8 Settembre 2013 Corsera.it Il ricorso alla Corte europa dimostra che il caso Berlusconi non è chiuso. E' quanto ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, a margine del workshop Ambrosetti a Villa d'Este, sul ricorso alla Corte di Strasburgo contro la condanna di Silvio Berlusconi nel processo Mediaset. "Il ricorso alla Corte europea dimostra che il caso Berlusconi non è chiuso. Ci sarà un giudice anche lì e siamo fiduciosi. Confidiamo che si possa raggiungere in sede europea la dichiarazione di innocenza che non si è ottenuta in Italia", ha detto il ministro, segretario del Pdl. Alfano ha....
a poi aggiunto: "Il ricorso in Europa dimostra che il caso Berlusconi non è chiuso. Siamo convinti che ci siano tante ragioni per essere fiduciosi. Significa che davvero confidiamo che si possa raggiungere quel risultato e quella attestazione di innocenza che in Italia non è stato possibile fin qui raggiungere". Berlusconi ha fatto ricorso alla Corte Ue sulla condanna, ricorso che è stato depositato alla Giunta delle elezioni in Senato, che domani si riunirà sul tema della decadenza del leader. È stato depositato alla Giunta per le elezioni del Senato il ricorso a Strasburgo da parte dei legali di Silvio Berlusconi contro la sentenza di condanna a 4 anni per frode fiscale, resa definitiva dalla Cassazione. Il documento, di 33 pagine, fa riferimento, tra l'altro, all'articolo 7 della Convenzione europea ("Nulla poena sine lege", ovvero il principio di «irretroattività» secondo cui non ci può essere una pena in assenza di una legge che identifichi un reato) spiegando che la legge Severino non può essere applicata in modo retroattivo. Incandidabilità e decadenza parlamentare, viene argomentato nel testo, sono sanzioni di natura penale, alla luce dei cosiddetti «criteri Engel» utilizzati dalla Corte Europea. Pertanto la legge Severino non è applicabile a Berlusconi per il divieto di retroattività delle sanzioni penali. L'ARTICOLO 13 - Il documento chiama in causa anche l'articolo 13 della Convenzione, secondo cui «ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un'istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell'esercizio delle loro funzioni ufficiali». Un articolo, è la tesi del Cavaliere, che viene violato in quanto l'ordinamento italiano non prevede per Berlusconi alcun rimedio «accessibile ed effettivo» per ricorrere contro l'incompatibilità con la Convenzione Europea dei diritti umani della legge Severino. La disposizione ex art.13 «impone agli Stati contraenti l'obbligo di offrire alle persone che sono sottoposte alla sua giurisdizione (art.1 Cedu) la possibilità di far valere le proprie doglianze di violazione dei diritti garantiti dalla Cedu e dai suoi protocolli e di ottenere che esse siano esaminate con sufficienti garanzie procedurali e in modo completo da un foro domestico appropriato che offra adeguate garanzie di indipendenza e imparzialità», si legge ne testo che fa riferimento ad una luna prassi giurisprudenziale. LA CORTE - La Corte di Strasburgo non è un'istituzione della Ue e non va confusa con la Corte di giustizia dell'Unione Europea del Lussemburgo. Nata in seguito alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, vi aderiscono tutti i 47 membri del Consiglio d'Europa. Si pronuncia sui ricorsi individuali o statali che riguardano presunte violazioni dei diritti civili e politici stabiliti dalla stessa Convenzione. «CRITERI EUROPEI» - Anche il capogruppo dei senatori, Renato Schifani, si era richiamato ai principi di giustizia europei, spiegando politicamente la scelta tecnica dei difensori del cavaliere. «Non siamo disposti ad accettare provocazioni di esponenti del Pd che dichiarano l'intenzione di votare in modo giacobino contro Silvio Berlusconi ancora prima di esaminare le carte - aveva detto Schifani ribadendo l'avvertimento di possibili ripercussioni sulla tenuta del governo Letta in caso di voto sfavorevole al leader del Pdl -. Al contrario ci aspettiamo dal Pd la disponibilità ad ascoltare le nostre obiezioni che non sono campate in aria ma basate sui principi di giustizia europea e che, se davvero la legge vale per tutti, valgono anche per il nostro presidente».
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