CORSERA ROMANZO "IL NAUFRAGIO" STORIA DI UN CINQUANTENNE DIVENTATO SINGLE D'IMPROVVISO
New York 15 Settembre 2013 Corsera.it di Alekander Dubin La prima cosa che ti soggiunge allo spirito e allo sguardo,appena ti svegli al mattino,sono le stampelle che circondano il tuo spazio vitale.Stampelle di acciaio o di legno,vuote,che tintinnano come lampadari in una chiesa con poca luce.Camicie cellofanate appese ovunque nelle stanze dell'ufficio,testimonianza di un breve viaggio in tintoria, che si e' precipitati nella condizione di single,ospitati alla meno peggio nel proprio ufficio,nel frattempo diventato una stamberga,in cui il disordine spadroneggia,irriverente e sorridente al tuo cospetto. Se si giunge nella condizione di single all'improvviso, diciamo dopo venti anni di matrimonio o convivenza,non si ha neanche il tempo per approntare una brandina da campo,ma forse come e' accaduto al sottoscritto,utilizzare per gentile cortesia della mamma,un materassino da sdraio da esterno,sistemato sul pavimento freddo e....dormirci sopra,come Crocodile Dundee o Giuseppe Garibaldi,che preferiva i pavimenti umidi alla calda accoglienza del letto.Non so quale sia l'effetto terapeutico del giaciglio sul pavimento ma il nostro principale fornitore di benessere sessuale ne trae un vantaggio quasi unico.Finalmente dopo anni di misteriosa latitanza,il nostro predominante consigliere anticipa il risveglio rimbrottandoci la pigrizia dell'ennesimo sbadiglio mattutino...
”Meglio muoversi” ci dice.”Per fare cosa ?” rispondo io.”Devi trovarti un posto dove dormire e io ti potrei aiutare” Si ricorda di me quando negli anni trascorsi,insieme,duellavamo da un letto ad un altro,e alle volte,sicuramente,si trovava riparo in qualche bella dimora di gentili signore in cerca di sesso sfrenato o una storia d’amore. “Bei tempi” mi dico tra me e me. “Tempi che devono tornare presto,l’inverno incalza,non vorrai startene per terra quando tira vento e scende la pioggia?” Ho dimenticato il senso del tempo,da quando sono single,perche’ non c’e’ piu’ alcun orario nella mia vita.Non c’e’ la sveglia al mattino per anticipare i figli che devono fare colazione e andare a scuola,non c’e’ motivo per dannarsi l’anima e pensare,cosa devo fare,quante ore passero’ in ufficio,trafitto da martellanti responsabilita’ per soccorrere gli altri,di tutti quegli innumerevoli nuclei famigliari che ti sono piovuti addosso insieme alla tua compagna,che come sempre,si scopre,nasconde furtivamente l’ingombrante sagoma della suocera,qualche zia,almeno un paio di altri congiunti stretti,come una sorella. Tutti ragionevolmente senza soldi e che nel corso del tempo,mentre tu non te ne accorgevi,lavori,ti stressi e gozzovigli,quelle tramano avide alle tue spalle il modo per farti fuori,accoltellarti e prendere ogni tuo avere,tanto sei morto e se non lo sei,lo faranno loro.Insomma l’uomo single,che si appresta alla rovinosa esperienza di una convivenza o di un matrimonio,innamorato pazzo di se stesso e della sua donna,trascinato dall’impeto dell’amore e di qualche buona scopata,finisce di perdere di vista il pericolo principale,la donna che si infila nel suo letto,adagiata vicino a te,prima o poi diventa una bestia,un nemico mortale,che si confonde tra le coperte e lenzuola del letto,in cerca dei tuoi punti deboli,come un tarlo entra dentro la tua vita,pronta ad utilizzare ogni diretta conoscenza della tua persona per poi trafiggerti,quando vuole,al momento che desidera,quando le fara’ piu’ comodo.Insieme a lei un parterre di amiche fraudolenti che si incontrano per festeggiare con stappo di bottiglia di champagne quando l’una o l’altra hanno ottenuto casa e mantenimento dall’ex congiunto. L’arpia megera della suocera,ha tramato per venti anni alle tue spalle,livorosa magari dei tuoi successi professionali,dei soldi che porti a casa e che spendi e spandi come un pazzo,in case automobili barche vestiti viaggi,insomma tutto quello che lei avrebbe voluto avere,ma il Signore,ben comprendendone l’avidita’ materiale dei sentimenti non gli ha mai concesso.I soldi vivono tra i generosi e rifuggono agli avidi,agli invidiosi e agli ingrati.Tanto piu’ uno e’ invidioso tanti meno soldi avra’,tanto piu’ si e’ generosi e altruisti con gli altri tanto questi tornano sempre nelle tue tasche. Il quadro e’ completo,l’ufficio diventa l’antro,la grotta impestata della tua vita,dove tra fascicoli e faldoni,deve entrare come un elefante nella cruna dell’ago,anche la tua esistenza grama,che finira’ di accontentarsi di una lattina di coca cola al mattino in luogo di un fumante caffe con brioche.Si consideri che certamente scoprirai che non c’era mai stata l’acqua calda nel bagno dell’ufficio e dunque le docce del mattino sono gelate come quelle di una caserma a tutto vantaggio del proprio fisico che si tonifica,malgrado i rimbrotti del socio di maggioranza che sepolto tra le gambe,starnutisce in preda al panico:” Sbrigati andiamo a fare un giro sono stanco di congelami ogni mattina.” Ha ragione poveraccio,nel corso dell’estate si era anche abbronzato,me lo portavo in giro sul tender della barca,a largo per fargli godere delle soleggiate mediterranee e si coccolava con le onde del mare come un bambino con l’aquilone.Dunque il nero resuscitato dopo venti anni di torpore,ghiaccia e gracchia maledicendo il mio burbero carattere che ha causato la rottura sentimentale con l’ex compagna,lasciando che questa un bel giorno al mattino,abbia cambiato le chiavi di casa e lasciato un paio di valige sul pianerottolo di casa con un biglietto su scritto:”Grazie di tutto adesso sono cazzi tuoi” Con il cambio di serratura,l’uomo diventato improvvisamente single,precipita nell’inferno della disperazione,che dopo un paio di rampe di scale diventa panico,e quando guadagna finalmente l’uscio del palazzo,terrore di fronteggiare il mondo in via solitaria,come un naufrago che guarda alla vita con l’intento di sopravvivere,senza che piu’ nulla che lo circonda possa interessarlo.Il naufrago deve cercare un luogo dove riparare,vincere l’angoscia della solitudine,le privazioni,soprattutto pensare a come bere e mangiare.Insomma l’uomo diventato single d’improvviso,esce di casa con due valigie in mano e corre dal tabaccaio a farsi una scorta di Marlboro Silver,per ricominciare a fumare,trasformandosi in una ciminiera che cerca di sedare quella fastidiosa sensazione di annullamento dell’essere.L’uomo single d’improvviso e’ schiacciato dall’esaperazione del circostante,tutto gli piove addosso anche gli stessi palazzi,che si piegano su di lui come a dirgli : “Eh bello mio,che credevi che non la prendessi nel culo anche te? Pensavi di essere immune?” Poi i palazzi come fatti di gomma tornano indietro,si riallineano nella fuga prospettica della strada e intorno tu vedi la gente,che non e’ piu fatta di corpi umani,ma sembrano tanti robot che scivolano intorno alla tua vita,come marionette impazzite.Non sai cosa e dove andranno,sai che da quel momento sei parte di quell’ingranaggio fatto di solitudine,e non fai parte piu’ di un insieme,la famiglia,ma di un organismo vivente che pulsa recalcitrante alla propria tristezza. L’uomo single d’improvviso vive la tristezza come prima forma automatica di disperazione,l’incubo degli incubi,la vita senza piu’ nessuno,senza punti di forza,ma precipitando nel vuoto razionale di una realta’ misteriosa che avevi dimenticato esistesse.In fondo ci innamoriamo per abbandonare la solitudine del single,corteggiamo l’amore,affinche’ ci salvi dalla fastidiosa presenza del niente.In qualche settimana,anzi qualche giorno,l’ulteriore effetto benefico di questa nuova condizione,sono i chilogrammi di peso che svaniscono,come in una dieta superspinta.Dimentichi di mangiare,perche’ dimentichi di capire anche chi sei.La burrasca ti ha preso dalla testa ai piedi,travolge lo spirito il pensiero.Insomma ogni punto di riferimento scompare.E’ il naufrago che si aggrappa si bordi della sua zattera per resistere alle onde che lo investono cercando di trascinarlo via .E’ il dramma di quell’esistenza umida,incontrollabile,che non ha una piu’ una direzione,un luogo dove tornare per sentire affetto e calore umano.La paura ti fa bestemmiare e perdere il controllo di ogni tua facolta’,perche’ dopo l’incubo dell’abbandono subentra come effetto immediato quello dell’odio,del rancore,della voglia di vendicarsi di quello che sembra un torto subito.E’ la parte peggiore,quella di un naufrago i primi giorni di abbandono nel mare,non sa come idratarsi,mangiare,dove andare,cosa fare e’ nella condizione di sapere che nessuno verra’ a soccorrerlo.Sopratutto gli invidiosi di cui e’ circondato,che nella disperazione umana non trovano la gioia di dare un mano,ma cinicamente godono al tuo fallimento Mai provata una condizione del genere? continua PER I TUOI SUGGERIMENTI ALL'AUTORE SCRIVI A redazione@corsera.it indirizzando a Redazione New York segreteria Oliver Stanksy
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