COSTA CONCORDIA PARBUCKLING SCHELETRI EMERGONO DAGLI ABISSI
Isola del Giglio 17 Settembre 2013 Corsera.it Isola del Giglio Costa Concordia riemerge dalle acque con il parbuckling,per rimettere in asse la nave con una rotazione di almeno 20° rispetto ai 65 ° di rotazione complessiva.Dal fondo del mare resuscita dunque la Costa Concordia la nave da crociera protagonista di uno dei naufragi piu' bizzarri della storia,quella dell'inchino del comandante Schettino,che forse rimarra' negli annali come l'episodio piu' straordinario della storia della navigazione.Emergono dagli abissi,gli scheletri dei due cadaveri mai ritrovati,finiti spinti dall'acqua del mare in fondo alla nave,schiacciati dal peso di armadi e suppellettili,in un groviglio mortale.Scheletri di morti,persone che sono scomparse per sempre in quel mare ostile,disperse alla vita per un futile motivo,forse questo il fotogramma piu' drammatico della vicenda.Non un naufragio per una forte burrasca,un iceberg picchiato d'improvviso,ma uno stupido passaggio rasente alla costa,vicino all'Isola del fondali bassi,vicino a dove gli abissi del mare salgono improvvisamente contornati da rocce acuminate come denti di squalo.L'inchino mortale,accaduto per poca avvedutezza del suo Comandante o della sua brigata di ufficiali.Oppure il destino,funesto,che ha voluto disfarsi del mostro.
«Siamo nella fase finale» ha detto Gabrielli parlando della rotazione della Costa Concordia. Il relitto si è completamente staccato dalle rocce su cui si era appoggiato affondando, raggiungendo una rotazione di i 24 gradi. A questo punto sono state aperte le valvole dei cassoni alti l'equivalente di 7 piani appoggiati sulla Costa Concordia e l'acqua sta iniziando a defluire al loro interno. L'obiettivo è di appoggiare la nave alle piattaforme «per raggiungere la posizione che spettavano - ha affermato Franco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione del relitto per la Costa - e pensiamo di farlo entro 4 ore o forse meno . Non ci aspettiamo problemi». L'OPERAZIONE - L'operazione, detta parbuckling, per rimettere in asse la Costa Concordia ha un passaggio chiave: quello dei 20 gradi, rispetto ai 65 di rotazione complessiva. «Quando saremo arrivati a 20 gradi - ha spiegato il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli - sarà quello il momento in cui interverranno altre forze esterne: i cassoni riempiti d'acqua e la naturale gravità. La nostra tappa intermedia resta questa». Il relitto della Concordia sarà sollevato completamente «entro l'alba» di martedì, riferisce Sergio Girotto, responsabile della procedura per la Micoperi: «Siamo soddisfatti - ha aggiunto Girotto - anche se si allungano i tempi». La parte emersa si distingue nettamente da quella che era già fuori dal fatto che è arrugginita. Si cerca anche di recuperare i due corpi dispersi di Maria Grazia Trecarichi e Russel Rebello, morti durante il naufragio. ALLERTA METEO IN SERATA- «Pensavamo che ci volessero 12 ore, ma se anche ne servono 15 o 18 l'obiettivo è fare bene. Non ci sentiamo in ritardo, siamo contenti di come le cose stanno andando» fa il punto a metà pomeriggio il responsabile del progetto di rimozione della Concordia per la Costa Crociere, Franco Porcellacchia. Che aggiunge: «Non abbiamo evidenza di sversamenti in mare, nessun rischio di inquinamento». Intanto, un avviso meteo della Protezione civile, annuncia per lunedì notte l'arrivo di venti forti con raffiche di burrasca sul Tirreno, a cominciare dalla Sardegna, in estensione a Toscana, Lazio e Campania; si prevedono mareggiate lungo le coste esposte. Il responsabile di Costa Crociere non teme un eventuale peggioramento del meteo: «Un metro e mezzo d'onda e venti nodi sono accettabili, perciò non ci aspettiamo particolari problemi dal deterioramento delle condizioni meteo, che stiamo comunque monitorando - conclude Girotto - le condizioni meteo e il buio non ci preoccupano». LA PARTITA NON È FINITA - Nel corso delle operazioni di parbuckling si è registrata una «significativa deformazione della fiancata di dritta», ha spiegato nella mattinata il capo della Protezione civile, Gabrielli. Che ha poi ricordato come «la partita non è finita, gli imprevisti possono verificarsi anche nel tratto terminale». Nel tardo pomeriggio, lunedì, le operazioni si sono interrotte per un'ora e si è reso necessario l'intervento dei tecnici per far scorrere quattro cavi non più in tensione. «I tecnici si sono arrampicati sui cassoni - ha sottolineato in conferenza stampa l'ingegnere Franco Porcellacchia - Si tratta di un intervento previsto per far sì che i cavi scivolassero lungo i cassoni, per il resto tutto procede. La nave reagisce bene». E Gabrielli ha inoltre spiegato che si «andrà avanti a oltranza tutta la notte» e, alle domande dei cronisti su possibili altre problematiche, ha ribattuto: «Invece di dire "bravi" che vi siete premuniti dite: perché non avete calcolato anche la sfiga? É la logica di questo Paese». «I tecnici che si sono calati erano pronti ad intervenire - ha ribadito ancora Gabrielli - la partita non è finita come ho già detto, ma la strada è ancora abbastanza impegnativa, domani avremo finito, ma mettermi qua a fare lo spulcio delle situazioni previste nei piani, non è utile. Il problema che si è presentato è stato risolto». MINISTRO ORLANDO: «STOP A POLEMICHE» - In serata, lunedì, è arrivato al Giglio il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando: «Basta polemiche, è come se si trattasse di una operazione a cuore aperto - ha detto il ministro - Sono state prese tutte le misure precauzionali e si sono mobilitate le migliori forze del Paese, si tratta di una operazione oggettivamente difficile ma sta riuscendo». Il ministro Orlando ha poi aggiunto: «Non lasceremo spazio a nessuna improvvisazione. C'è stato un monitoraggio delle acque, la qualità è immutata rispetto all' inizio delle operazioni, qualche oggetto galleggia, ma non c'è un effetto negativo ambientale. L'effetto complessivo si vedrà quando il relitto sarà rimosso».
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