UNIVERSITA' VQR ALESSANDRA BRIGANTI GUGLIELMO MARCONI ZOMBI ASSETATI DI SANGUE
Roma 24 Settembre 2013 Corsera.it Lettere al Corsera,dopo Luca Cordero di Montezemolo,pubblichiamo quella del rettore dell'Universita' Guglielmo Marconi Alessandra Briganti ai suoi studenti.Polemica arroventata tra il rettore di ferro Alessandra Briganti e il Ministero dell'istruzione. Miei cari studenti, vedo in questi giorni che alcuni di voi si preoccupano per il cosiddetto VQR, una delle ultime invenzioni ad opera di gente inesperta di cultura e università che si cimenta con un mestiere cui è totalmente estranea. Questo VQR sarebbe la graduatoria delle Università con la "migliore performance ("risultato" in italiano) nella ricerca nelle diverse aree. Ora vi spiego come funziona il meccanismo di valutazione, ma devo premettere che lo scopo ultimo del VQR è quello di procedere con presunti criteri oggettivi alla distribuzione di quattrini e premiare così i soliti noti. Infatti basta vedere quali università si trovano ai vertici della classifica. Dunque, il risultato non può essere innocente per motivi strutturali e si comprende il motivo per cui si è trovato un sistema di valutazione che più assurdo non si potrebbe. Il sistema è il seguente: si parte dal numero di docenti per ciascuna area comprendendovi tutti, dai ricercatori a tempo parziale ai professori più a
nziani, ecc. Poi si elencano le pubblicazioni in capo al complessivo numero di docenti. Ne consegue che, più docenti ha una Università, più la sua "performance" (come la chiamano) è penalizzata, perchè in un ambito assai numeroso esistono situazioni molto differenziate rispetto alla produttività del ricercatore. Per giunta, l'attività di ricerca viene follemente parametrata con criteri statistici che nulla hanno a che vedere con la qualità della ricerca stessa. Insomma, secondo loro si dovrebbe produrre a spron battuto, senza considerare che sono tanti i grandissimi geni che hanno scritto, nella loro vita, anche una sola opera di valore universale: e dunque si applica alla ricerca un criterio fondamentalmente quantitativo che uccide chiaramente qualsiasi livello qualitativo. Andiamo avanti. Nella congerie delle diverse tipologie di docenti, si trovano situazioni assai differenziate. Per esempio è noto che i più anziani, che si dedicano soprattutto alla gestione e al compito essenziale di formare i giovani alla ricerca, non sono più produttivi di pubblicazioni. Esiste infatti un'arco della vita le cui fasi sono precisamente definite, e in questo arco l'epoca produttiva nella ricerca è quella dai venticinque ai cinquanta anni. Per quanto riguarda i più giovani altre sono le difficoltà. Per esempio, capita spesso che i ricercatori, che pure rientrano nell'età teoricamente produttiva, facciano fatica a seguire la loro vocazione per la ricerca perchè devono provvedere anche ad una professione che affianchi le scarse risorse che ricavano dall'insegnamento. Da tutto questo pasticcio che cosa nasce? Che una Università come la nostra, che è assolutamente in regola con i "requisiti minimi" di docenza, cioè ubbidisce a tutti gli obblighi imposti dal Ministero (altra follia) in ordine ai docenti di ruolo, viene penalizzata proprio perchè ha tanti docenti; mentre si elevano di grado le altre che non rispettano nulla e non hanno docenti. Come al solito, in questo disgraziato paese si premiano i furbi e si penalizzano gli onesti. Aggiungo un'ultima informazione. Se avete la pazienza di andare a consultare, sul nostro sito, la nostra effettiva presenza nella ricerca a livello non solo italiano e anche di grande importanza scientifica, vedrete che pochissime altre Università, definite piccole, possono vantare le nostre relazioni. Mi limito a citare l'area di ricerca avanzata in collaborazione con il Fermi Lab di Chicago (USA) e quella in collaborazione con l'ENEA alla Casaccia. Ma c'è anche molto altro che potrete verificare. Eppure la realtà delle cose non interessa a nessuno, in un paese in cui è in atto una guerra all'ultimo sangue per strapparsi soldi e solo soldi l'uno contro l'altro. Cari studenti: io a questo giuoco non ci sto, non mi mescolo a questi zombi assetati di sangue, rispetto le leggi e le loro norme, anche se le ritengo spesso demenziali, e mi lascio dirigere solo dal senso del dovere. Questo voi potete avere da me, da noi..... Tutto il resto appartiene solo ad una squallida realtà con la quale non vogliamo assolutamente essere confusi Un affettuoso saluto Il vostro Rettore Alessandra Briganti
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