FIDUCIA GOVERNO LETTA ANGELINO ALFANO SILVIO BERLUSCONI GALLINA SPENNACCHIATA NON FA BUON BRODO E' IL REDDE RATIONEM?
Roma 2 Ottobre 2013 Corsera.it Fiducia Governo Enrico Letta.Oggi e' passata la fiducia,con il voto favorevole delle colombe del PDL,capitanate da Angelino Alfano,che di fatto a rovesciato i pronostici del giorno precedente.Malgrado Silvio Berlusconi avesse voluto dare la spallata al Governo Letta,la burrasca e' svanita,con la stessa velocita',con la quale si era presentata sullo scenario politico e finanziario italiano.I mercati avevano cominciato a far oscillare pesantemente l'asticella dello spread,la borsa crollava,insomma,erano in ebollizione tutti gli ingredienti di quel mix distruttivo che poteva rendere la situazione economica italiana esplosiva come un candelotto di dinamite.Angelino Alfano con le colombe del PDL ha fatto rientrare la diaspora governativa,quel coitus interruptus voluto da Berlusconi per lanciare un segnale forte ai sui oppostitori.Tra Angelino Alfano e Silvio Berlusconi si consuma dunque la resa dei conti,la messa in stato di abbandono del leader supremo,ormai costretto,per ragioni penali e per una relativa suntuosa eta',a farsi da parte,abdicare,a chi dimostra di averne di piu'.Il Governo di Enrico Letta rinasce dunque dalle sue stesse ceneri,senza che questa improvvisa discesa negli inferi,abbia prodotto troppi guai al paese.All'interno del PDL inizia dunque un capitolo nuovo,cosi' come nella rediviva Forza Italia,partito politico che fece la fortuna del suo leader,ma che oggi appare sempre di piu' come un ricordo sbiadito,forse pronto per essere messo in naftalina.Oggi finisce la carriera politica di Silvio Berlusconi.L'Italia getta dietro le spalle venti anni di predominio televisivo,riaccendendo la speranza di una realta' meno eclatante e piu' concreta.
ROMA (Reuters) - Una delle giornate più strane e bizzarre della storia politica d'Italia ha smentito uno dei luoghi comuni che girano fra gli osservatori per definirla: non è vero che oggi "non è successo nulla", dal punto di vista degli assetti politici e di maggioranza. In realtà si è ufficializzato che a sostenere il governo di Enrico Letta c'è in maniera convinta un Pdl capitanato da Angelino Alfano e formato dall'avanguardia delle "colombe". C'è poi, a supportare Letta in maniera meno convinta, una Forza Italia che rappresenta oggi la parte maggioritaria dei gruppi parlamentari capitanata da Silvio Berlusconi, formata dai "falchi" del partito e, soprattutto, da tanti esponenti legati "affettivamente" al Cavaliere. La cosa è stata evidente questa mattina in Senato. Ancora prima delle riunione del gruppo con il Cavaliere, è stata mostrata ai giornalisti una lista di 24 senatori del centrodestra disposti in ogni caso a dare la fiducia al governo e pronti a formare un gruppo autonomo, in caso di scelta diversa da parte del resto del gruppo del Pdl. La riunione del resto del gruppo c'è poi stata, guidata da Berlusconi e ha deciso, solo dopo un travagliato dibattito nel quale una parte minoritaria di questo gruppo ha sostenuto le ragioni della fiducia, di votare la sfiducia a Letta. Nella riunione ha giocato un ruolo importante Berlusconi, che ha rimosso ogni incertezza e si è schierato apertamente con i falchi arrivando a dire che gli elettori del centrodestra non avrebbero compreso una fiducia a Letta dopo avere messo in crisi il governo sabato scorso. Finita la riunione però Berlusconi ha avuto un ripensamento, come ha raccontato Paolo Romani a Reuters . E' tornato sui suoi passi fino a ribaltare la decisione, optare per la fiducia e annunciare che in aula avrebbe lui stesso spiegato il voto e non il capogruppo Renato Schifani come inizialmente previsto. Il travagliato dibattito nel Pdl al Senato ha mostrato che c'è un consistente gruppo deciso a rimanere nel Pdl senza transitare in Forza Italia, formazione rinata e che viene vista come partito estremista, di destra radicale. Ma si è anche visto che in Forza Italia è vero che c'è il Cavaliere come leader a rafforzarne le posizioni e una parte di falchi (dei quali sette hanno votato contro Letta, come Sandro Bondi, Nitto Palma e Augusto Minzolini, senza aderire all'annuncio del Cavaliere), ma anche che il grosso è formato da personalità che sono su quelle posizioni più per affetto verso Berlusconi che per convinzioni politiche, anzi: politicamente questi parlamentari sarebbero più vicini ad Alfano. Non è un caso che appena Berlusconi ha annunciato la fiducia, a palazzo Madama si è assitito a una vera e propria corsa di senatori a dire che già nella riunione del gruppo della mattina avevano espresso quella posizione: non solo Romani - del quale si è detto -, ma anche ad esempio Maurizio Gasparri prodigo di dichiarazioni di sostegno a Letta s
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