SCANDALO RAI CONNECTION MAURIZIO CROZZA FABIO FAZIO GLI ARCIPARACULI DELLA RISATA DI SINISTRA
Nel giorno in cui si riaccende l’offensiva del Pdl contro i compensi milionari delle star Rai, salta la trattativa che avrebbe dovuto portare Maurizio Crozza sugli schermi della prima rete a partire dall’anno prossimo. Le cifre di un possibile ingaggio, circolate sulla stampa, hanno fatto gridare allo scandalo i parlamentari del centrodestra, a partire dal capogruppo in Commissione di Vigilanza, Renato Brunetta. E proprio Brunetta ieri a Che tempo che fa ha attaccato Fabio Fazio per le cifre previste nel rinnovo triennale del contratto. L’accordo prevedrebbe un compenso di 5,4 milioni di euro per tre anni a partire dal 2014, rispetto ai 6 milioni del contratto attuale che scade il prossimo giugno. «Fazio - scrive Brunetta in un’interrogazione al presidente della Commissione di Vigilanza, Roberto Fico - avrebbe imposto un rinnovo anticipato del contratto garantendosi una vera e propria blindatura e subordinando ad esso la conduzione del prossimo Sanremo. L’eventuale conferma di questa circostanza, si configurerebbe come una gravissima forzatura del conduttore....
nei confronti della Rai». Il capogruppo Pdl, che parla anche di un compenso di 20mila euro a puntata per Luciana Littizzetto, chiede quindi che venga reso noto ufficialmente il compenso di Fazio, dopo il rifiuto dello stesso conduttore che in trasmissione ha richiamato l’obbligo di riservatezza preso con la Rai. Un obbligo - secondo le associazioni dei consumatori - contrario alla legge, che - precisa l’Aduc - «impone alla Rai si rendere noto l’ammontare dei compensi per tutti i contratti». Una posizione condivisa da Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi, che hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti e un’istanza d’accesso all’Agenzia delle Entrate per avere copia delle denunce dei redditi di Fazio, Luciana Littizzetto e Roberto Benigni e risalire ai cachet elargiti dalla Rai. Interviene, con un post dal titolo «L’ipocrisia di Rai3», anche il blog di Beppe Grillo che, citando un servizio mandato in onda ieri dal Tg3 su una famiglia costretta a vivere per 700 euro al mese, sottolinea l’ingiustizia a confronto del compenso di Fazio. Su un’altra linea il Pd. «Vediamo che Brunetta ed altri esponenti del centrodestra - sostiene il capogruppo in Vigilanza, Vinicio Peluffo - sollevano polemiche che sembrano rivolte più ad indebolire l’azienda, anziché migliorare e rafforzare il servizio pubblico. Questo è il vero valzer dell’ipocrisia». Cifre milionarie sono circolate anche nella trattativa per portare Crozza con un proprio programma su Rai1 per i prossimi tre anni: 450 mila euro a puntata per almeno 22 serate, più 5 milioni al comico, ora in forze a La7. Cifre più volte smentite dalla Rai, che puntava ad un esborso più contenuto. La trattativa sarebbe saltata per decisione consensuale: troppo lontane le posizioni delle due parti. Resta comunque, almeno per ora, la collaborazione di Crozza con Ballarò. Non è escluso che l’argomento arrivi in cda giovedì prossimo, quando dovrebbe essere affrontato anche il nodo della direzione della Tgr: in pole per la poltrona lasciata vacante da Alessandro Casarin ci sarebbe Vincenzo Morgante, caporedattore del Tgr Sicilia
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