LA SCONFITTA POLITICA DI WALTER VELTRONI AMPLIFICATA DALLO SHOW DI ROBERTO BENIGNI.

San Remo 19.2.2009(corsera.it) di Matteo Corsini.

Non ho amato lo show di Roberto Benigni a San Remo e meno ho goduto delle sue battute su Mina e Berlusconi.Il comico toscano sempre originale e pieno di verve ha amplificato sul palcoscenico di San Remo la sconfitta politica dell’uomo Walter Veltroni. “Fai come Mina sparisci Silvio.” Mi è sembrata una battuta priva di sostanza culturale,come il lancio del sasso contro la parete perché le argomentazioni sono scadute,anzi non reggono al confronto.

Roberto Benigni ha incassato 350mila euro ,ma forse qualche milione se consideriamo che nel contratto per l’intervento nella puntata di San Remo vi fosse contenuto anche la cessione di 750 ore di diritti televisivi che lo riguardano .

Crolla l’interesse politico per i leader storici dell’ex PCI,cade l’ideologia comunista per sempre in Italia e Roberto Benigni calca il palcoscenico senza idee,vuoto come quel sasso che si abbatte contro una muraglia ciclopica.

La sinistra italiana era senza idee anche sul palcoscenico di San Remo per conto del suo portavoce televisivo più autorevole,colui che prese in braccio Enrico Berlinguer rendendolo simpatico alle masse dell’altro schieramento.La coscienza umana e intellettuale è scaduta nel frigorifero dell’immobilismo politico,deceduto anche quel rinnovamento culturale che Walter Veltroni sembrava avesse intuito come pertugio dove infilarsi per soffiare via lo scettro del consenso politico in Italia a Silvio Berlusconi.

Con Veltroni cade anche Benigni,con loro insieme l’intera sinistra che forse dovrebbe rifondarsi anche se ormai perisce per mano dei suoi leaders disattenti e litigiosi.Al contrario il popolo delle libertà continua la sua scalata al successo per mano al delirio di onnipotenza di Silvio Berlusconi Dzugasvili che con l’intento di liberare il popolo dai conflitti con il potere sviluppa a proprio vantaggio un consenso enorme ormai ramificato e innestatosi nei pertugi del vecchio sistema democristiano e socialista.

Berlusconi non è Mina ma Craxi e Forlani insieme,unifica le commistioni politiche e se ne appropria con  disinvoltura perché il suo potere economico e mediatico è la fonte principale della amalgama sociale creata a sua immagine e somiglianza.

Silvo Berlusconi non deve scomparire,ma essere battuto sul campo,altrimenti la sua vittoria politica e culturale oggi in Italia continuerà a germogliare anche in futuro.

La sconfitta di Walter Veltroni sancisce la fine delle ideologie politiche e mette in luce il pragmatismo politico di Berlusconi,il nettare stesso di cui si nutrono gli italiani che da lui prendono esempio.Avete mai sentito quanti imprenditori  adesso si dilettano nel raccontare barzellette?

Roberto Benigni rischia di diventare lui stesso proprio una barzelletta,malgrado alla fine riesca a riprendersi declamando i versi della lettera di Oscar Wilde inviata dalla prigione al suo amante.Ma questo non basta per lanciare i semi di una nuova battaglia politica e culturale a tutto campo.

 

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