CRISI PETROLIO BLACK SWAN LA TEMPESTA PERFETTA RUSSIA AFFONDA CON IPERINFLAZIONE
MILANO - Il petrolio crolla a 58 dollari al barile, ai minimi da oltre cinque anni e mezzo. La Cina rallenta e il Giappone resta in attesa del voto di domenica. Il quadro macroeconomico resta dunque nebuloso: la ripresa si vede solo negli Stati Uniti, dove la Fed potrebbe decidere di rialzare il costo del denaro già nella primavera dell'anno prossimo. Di segno opposto è invece la reazione che gli analisti si aspettano dalla Bce: dopo l'esito dell'asta Tltro di ieri gli addetti ai lavori sono convinti che Mario Draghi lancerà il quantitative easing, l'acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario, già a gennaio.  

D'altra parte in Europa la situazione resta delicata: si guarda alla Grecia,chiamata ad eleggere il presidente della Repubblica, in un voto che, però, rischia di tramutarsi in un referendum sulla leadership del premier, Antonis Samaras. Senza un'intesa, infatti, il parlamento verrebbe sciolto e il Paese tornerebbe alle urne entro fine gennaio: in testa ai sondaggi c'è la sinistra radicale di Alexis Tsipras che non chiede più l'uscita dall'euro, ma vuole rinegoziare gli aiuti dell'Ue ad Atene. 

Sempre in Europa sono arrivati i dati sull'occupazione nel terzo trimestre dell'anno e quelli sulla produzione industriale: numeri che mostrano una lieve ripresa. Dall'Italia, intanto, è arrivato il dato definitivo sull'inflazione a novembre: rispetto a ottobre è calata dello 0,2%

In Asia, come anticipato, la produzione industriale cinese ha segnato a novembre un aumento del 7,2% su anno, un poco sotto le attese, ma a settembre era cresciuta dell'8% e a ottobre del 7,7%. Segnali positivi, invece, dalle vendite al dettaglio che sono aumentate dell'11,7%.

In questo momento, però, è il petrolio il miglior indicatore della situazione economica globale: la produzione rimane stabile, ma la domanda è sempre più flebile, a dimostrazione che la ripresa è tutt'altro che solida. In particolare, il Brent continua la sua corsa al ribasso ai minimi da 5 anni e mezzo (luglio 2009) e infrange quota 63 dollari al barile a 62,64 dollari; il Wti scende a quota 58 dollari. 

A Milano, Piazza Affari chiude in forte ribasso del 3,13%, mentre Londra ha lasciato sul terreno il 2,49%, Francoforte il 2,72% e Parigi il 2,77%. L'euro è in calo sul dollaro: la moneta unica europea passa di mano a 1,2391 contro il dollaro. In rialzo, in area 140 punti, lo spread con i Btp che rendono il 2,04%. A Parigi è sotto i riflettori il titoli Kering dopo l'addio di Frida Giannini a Gucci dopo 12 anni. Sul Ftse Mib le vendite colpiscono Saipemdopo il congelamento della vendita dell'intero 42,93% in capo ad Eni, penalizzata dalle quotazioni del greggio. Deboli YooxTenaris ed Fca dopo il collocamento di azioni e del bond convertendo.

Pesante anche Wall Street:  il Dow Jones ha registrato una diminuzione dell'1,77%, pari 312,04 punti, e si è assestato a quota 17.284,45 punti.
Il Nasdaq ha perduto l' 1,16 %, pari a -54,56 punti, ed è finito a quota 4.653,60. Gli effetti del petrolio e i timori sulla ripresa che arrivano dalla Cina pesano più dell'ottimismo degli americani sull'andamento dell'economia a metà dicembre. Secondo quanto riportato dall'Università del Michigan, il dato sulla fiducia dei consumatori è salito a 93,8 punti, dagli 88,8 di fine ottobre. Il dato è migliore delle stime degli analisti, che attendevano un dato a 89,6 punti. Il sottoindice che misura la fiducia sulle condizioni correnti dell'economia è balzato da 102,7 a 105,7 punti, oltre i 101,4 punti attesi e il massimo da febbraio 2007. Quello che misura la fiducia sulle condizioni future è passato da 79,9 a 86,1 punti. Per quanto riguarda l'inflazione, le aspettative a un anno sono salite dal 2,8 al 2,9%, mentre quelle a cinque anni sono passate dal 2,6 al 2,9%.

In mattinata l'indice Nikkei di Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,66% spinto dal buon andamento delle vendite al dettaglio Usa. La Borsa ha guadagnato 114,18 punti a 17.371,58 punti. L'indice Topix è aumentato dello 0,19% (+2,61 punti) a 1.399,65 Punti. La seduta è stata estremamente attiva con oltre 3 miliardi di titoli scambiati sul primo mercato.
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