NORMAN ATLANTIC LA NAVE DELL'ORRORE ALMENO 30 CADAVERI CARBONIZZATI NELL'INFERNO DELLE STIVE
(ANSA) - BRINDISI, 2 GEN - Forse ci sono altri corpi a bordo: ma oggi non è stato possibile entrare nelle stive e nel garage distrutti dalle fiamme. E sarà la scatola nera a fornire elementi utili per chiarire le cause del disastro in mare del Norman Atlantic. E' stata recuperata oggi e sistemata in un sacchetto rosso portato giù con l'autoscala dei vigili del fuoco poco prima che il pm di Bari, Ettore Cardinali, lasciasse, dopo un sopralluogo di due ore, il traghetto andato a fuoco il 28 dicembre alle 4.30 al largo di Valona e arrivato oggi, ancora fumante, nel porto di Brindisi. E' un database in cui gli inquirenti potranno trovare elementi utili alle indagini. Oltre alla scatola nera, che sarà sottoposta a accertamenti tecnici irripetibili, i militari della Capitaneria di porto delegati alle indagini hanno sequestrato tutta la documentazione cartacea trovata sulla nave: "Da lì - ha spiegato il pm - potremo fare valutazioni sui carichi della nave". I primi accertamenti tecnici sono stati compiuti subito dopo l'approdo del Norman Atlantic a Brindisi: non si è lasciato trascorrere tempo prima di intervenire, 
 (di Roberta Grassi) solo quello necessario all'ormeggio e alla messa in sicurezza dell'imbarcazione il cui interno era rovente, distrutto dal fuoco che ha divorato quasi tutto e che ha continuato a carbonizzare il contenuto delle stive e dei garage anche durante il rimorchio in Puglia, iniziato alle 16.30 di ieri e concluso alle 15.15 con l'attracco a Costa Morena Nord, tra il porto esterno e quello interno di Brindisi, di fronte al castello alfonsino che domina lo specchio d'acqua in cui solitamente transitano carboniere, mercantili, qualche nave da crociera e si intravedono gli alberi delle barche a vela del porticciolo turistico. Poco prima delle 8 una immagine sbiadita della Norman Atlantic si è materializzata all'orizzonte. I tre rimorchiatori che ne hanno garantito l'arrivo sulle coste italiane, così come stabilito dalla procura di Bari che ha ordinato il sequestro della nave, non erano ancora visibili quando è apparsa la sagoma grigia della nave su cui è divampato un rogo che ha provocato il disastro: 11 vittime accertate, un numero di dispersi imprecisati e, "forse", come ha detto poi ai giornalisti il sostituto procuratore Ettore Cardinali, esperto uomo di mare oltre che magistrato, anche altri morti da cercare nella pancia del relitto. Le manovre di accesso al porto non sono state semplici: il cavo che teneva agganciata la Norman Atlantic al rimorchiatore Marietta Barretta si è spezzato ancora una volta, all'altezza della diga di Punta Riso che segna l'arrivo al porto di Brindisi. Un altro rimorchiatore è giunto in soccorso delle unità navali impegnate, oltre al Marietta, anche il Tenax e l'Asmara, con gli equipaggi e i vigili del fuoco. Dall'ok all'accosto a Costa Morena Nord, dato dal comandante del porto Mario Valente, all'attracco sono trascorse tre ore. Annerito sulle fiancate, la scritta Norman Atlantic Bari corrosa dalle fiamme. E il fumo denso che non ha mai smesso di fuoriuscire dalla parte interna: "Non abbiamo potuto accedervi", ha riferito il pm, spiegando che un nuovo sopralluogo sarà effettuato domani mattina. Non si esclude, anzi si teme, che ci siano altri corpi da contare e da estrarre tra i tir bruciati di cui sembrerebbe essere rimasto ben poco, da quel che si è riuscito a vedere dai boccaporti. Per questa notte e per altre ancora la Norman Atlantic resterà ormeggiata a Brindisi. Poi probabilmente potrà essere condotta altrove, forse a Bari, ma solo quando si avranno le idee più chiare sui rischi e sulla sicurezza del relitto oltre che sul bilancio del naufragio. (ANSA).
Commenta questo articolo

Tutti i commenti