ROMA RISORGE MATTEO CORSINI CACCIAMO IGNAZIO MARINO MAFIA CAPITALE PECULATO IL PIATTO AVVELENATO SERVITO DAL PD AI CITTADINI ROMANI

Roma nelle mani della Mafia corruzione appalti truccati un sindaco capace di scroccare cene innaffiate da Vintage Tunina ai cittadini Romani.Il Partito Democratico si avvia al tramonto della sua attivita' politica.Se questi sono gli uomini che governano il nostro paese devono dileguarsi.Qui c'e' bisongo di ridare fiato all'economia ma sopratutto creare una nuova struttura fiscale per il paese sullo stile di quella anglosassone per attirare investitori stranieri e far respirare gli imprenditori italiani.Dobbiamo cacciare Ignazio Marino da Roma la mafia la corruzione e riprendere in mano la citta'.Come detto per governare Roma e' necessario un sindaco di ferro senza paura capace di lavorare infaticabilmente di giorno e di notte.Per Roma una task force un corpo di polizia municipale al comando del Sindaco in grado di contrastare le organizzazioni criminali le infiltrazioni negli appalti pubblici per pulire la citta' e spingere i dipendenti del comune a lavorare.Roma Risorge saremo pronti per le prossime elezioni.

Matteo Corsini candidato Sindaco di Roma 2016

La guerriglia delle dichiarazioni e dei rinvii, delle dimissione annunciate ma non presentate, non è ancora finita. Ma domani sera alle 19, orario di chiusura dell’Ufficio protocollo in Campidoglio, qualcosa potrebbe cambiare. O Ignazio Marino avrà formalizzato la propria uscita di scena, oppure lo faranno gli assessori che già hanno manifestato la loro indisponibilità a proseguire. Come da indicazioni arrivate da Palazzo Chigi. Dal vicesindaco Causi in giù. Compreso Alfonso Sabella, il magistrato antimafia chiamato dal sindaco a ripristinare nell’immagine e nei fatti la legalità al Comune di Roma. Finora è rimasto ad osservare gli sviluppi per non «tradire» chi gli ha affidato un incarico tanto importante quanto delicato, ma da quando la Procura di Roma ha aperto l’indagine per peculato e falso sulle spese di rappresentanza del primo cittadino non può rimanere al suo posto se il sindaco non fa un passo indietro; in concreto, e non solo con un video-messaggio.

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