BARACK OBAMA SALVEREMO SUPERMAN CON LE CELLULE STAMINALI.

New York 9.3.2009 (Corsera.it)

Fonte La Repubblica WASHINGTON - Si apre una nuova era per la ricerca sulle staminali negli Stati Uniti. Il presidente americano Barack Obama ha rimosso i limiti al finanziamento pubblico alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, decisi nel 2001 dal suo predecessore George W. Bush e ribaditi in un ordine presidenziale il 20 giugno 2007. Ribadendo, nello stesso tempo, un fermo no alla clonazione umana per fini riproduttivi. Una decisione che trova la ferma contrarietà della Chiesa.

"L'America guiderà il mondo verso le scoperte che questo tipo di ricerca potrà un giorno offrire", ha detto Obama, annunciando la decisione nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca. "Ma il nostro governo - ha aggiunto - non aprirà la porta all'uso della clonazione per la riproduzione umana. E' pericoloso, profondamente sbagliato, e non ha un posto nella nostra società, o in alcuna società".

L'ordine esecutivo firmato oggi alla Casa Bianca, segna una svolta rivoluzionaria rispetto all'era Bush, ma lascia alcune zone d'ombra che dovranno essere esplorate dal congresso circa l'ampiezza della ricerca consentita con i fondi pubblici. Al momento infatti Obama consente la ricerca federale su tutte le colonie di staminali già esistenti, ma non, ad esempio, l'estrazione di nuove staminali dagli embrioni sovrannumerari.

L'ordine esecutivo firmato oggi da Obama assegna 120 giorni al National Institute of Health per mettere a punto le linee guida delle modalità con cui verranno distribuiti i finanziamenti federali. "Gli scienziati ritengono che queste minuscole cellule abbiamo il potenziale di farci capire e forse curare alcune delle malattie più devastanti che conosciamo. Rigenerare un midollo spinale e sollevare una persona da una sedia a rotelle; aumentare la produzione di insulina e liberare un bambino da una vita di iniezioni. Curare il Parkinson, il cancro, le malattie di cuore ed altre che colpiscono milioni di americani e i loro cari" ha continuato il presidente Usa.


Obama ha sottolineato di non poter "promettere che troveremo i trattamenti e le cure che cerchiamo", ma ha garantito che la sua amministrazione farà tutto il possibile per favorire la ricerca, agendo "in modo attivo, responsabile, e con l'urgenza necessaria per recuperare il tempo perduto". Il leader Usa ha aggiunto che il governo americano sosterrà anche le "ricerche promettenti" sulle cellule staminali adulte.

Quello immaginato da Obama è un mondo in cui si possa dare risposta "alla speranza e rispondere a quelle molte preghiere ai capezzali, di cercare il giorno in cui parole come 'terminale' o 'incurabili' scompariranno finalmente dal nostro vocabolario". Poi, in una aperta critica all' amministrazione Bush, Obama l'ha accusata "di aver forzato la mano su quella che a mio parere è una falsa scelta fra la scienza solida e i valori morali. In questo caso credo che le due cose non siano in contrasto". Perché "da persona di fede, credo che siamo chiamati a prenderci cura gli uni degli altri e a lavorare per alleviare la sofferenza umana".

Infine il ricordo di Christopher Reeve, l'ex Superman del grande schermo, paralizzato dopo un incidente e morto pochi anni fa: "Christopehr una volta disse a un giornalista 'se torna fra dieci anni, mi troverà alla porta che cammino'. Christopher non ce l'ha fatta ma se proseguiamo la ricerca, forse un giorno, forse non nella nostra vita o in quella dei nostri figli, ma forse un giorno altri come lui ce la faranno".

Le reazioni.
"Una bella notizia. L'auspicio è che anche da noi ci sia una svolta, a vantaggio della libertà di ricerca e quindi in definitiva della salute di tutti noi" commenta la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina. Dura invece la reazione della Conferenza dei vescovi americani che, per bocca del cardinale di Filadelfia, Justin Rigali, parla di "una triste vittoria della politica sulla scienza e l'etica". Mentre sulle colonne dell'Osservatore Romano (in edicola domani) si legge: "Il riconoscimento della dignita' personale deve essere esteso a tutte le fasi dell'esistenza dell'essere umano: su questa maturità del pensiero si fonda una reale democrazia, capace di riconoscere l'uguaglianza di tutti gli uomini e d'impedire ogni ingiusta discriminazione basata sul loro sviluppo o sulla loro condizione di salute"

(9 marzo 2009)

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