GIANFRANCO FINI SILVIO BERLUSCONI GIOCANO A GUARDIA E LADRI.

Roma 10.3.2009(corsera.it)

 Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi giocano a guardia e ladri,l'uno rincorre l'altro,ma alla fine l'obiettivo è la poltrona da leader.Con sguardo compassato oggi Gianfranco Fini ha rimandato al mittente la proposta di Silvio Berlusconi di far votare in Parlamento soltanto i capogruppo parlamentari.Per il Premier sarebbe un modo di sveltire le votazioni e rendere omogenee le decisioni e per Gianfranco Fini un modo elegante di spingere la testa di Berlusconi qualche volta sotto l'acqua,presentandosi al pubblico moderato come un superpartes .

Fonte La Repubblica .ROMA - "La proposta era già stata avanzata ed era caduta nel vuoto. Accadrà anche stavolta...". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, liquida la proposta del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che siano solo i capigruppo a votare in Aula.

Poco prima il premier, davanti all'assemblea dei deputati del Pdl, aveva proposto di cambiare i regolamenti parlamentari e di fare valere il voto del capogruppo per tutti i suoi deputati. "Chi non è d'accordo potrà votare contro o astenersi" dice il Cavaliere. Una proposta che premier si lega alle nuove norme di voto e all'esigenza, spiega Berlusconi, di "rivedere i regolamenti parlamentari che non sono adeguati per un governo e una maggioranza che devono avere tempi certi sull'approvazione delle leggi".


La replica di Fini arriva a strettissimo giro di posta. E non lascia spazio al dubbio: "E' impossibile che accada".

Quello che Berlusconi propone e' l'importazione in Italia del 'voto ponderato' in uso in Francia, dove il voto del capogruppo riassume quelli di tutti gli altri deputati. Ma non in ogni occasione. Non e' chiaro se, in Italia, questa importazione debba essere sottoposta ad una modifica costituzionale o se sia sufficiente una legge ordinaria o, ancora, la sola modifica dei regolamenti dei due rami del Parlamento.

Inoltre le motivazioni offerte dal premier sembrano andare oltre il solo risparmio di tempo nell'iter legislativo per entrare nel merito delle leggi. ''Capisco che dopo 70-80 votazioni, una persona che non e' tuttologa - dice Berlusconi- possa anche deprimersi. Ecco perche' io propongo uno snellimento e cioe' che molti voti si facciano nelle commissioni, mentre il voto finale in aula e con questo sistema ovviamente non ci sono sorprese''.

Scettico il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "Valuteremo, anche se non credo che
la proposta riesca ad ottenere i due terzi dei voti previsti". Critica la posizione dell'Idv: "E' qualcosa che con la democrazia non c'azzecca neanche di striscio ed è indicativo dell'idea che ha Berlusconi del confronto parlamentare: per lui è inutile e il Parlamento è soltanto il notaio delle scelte del governo. E' un'idea della politica, povera, piatta".

E anche l'opposizione attacca a fondo. "Riemergono le pulsioni autoritarie di. L'idea di sopprimere il Parlamento con una riformina regolamentare, delegando a pochi eletti la funzione legislativa, esprime in modo plateale l'assenza di cultura costituzionale del premier, il suo incontenibile fastidio per le regole della democrazia e la sua inossidabile visione proprietaria delle istituzioni, nonostante la strabordante maggioranza numerica di cui il Pdl gode in Parlamento", dicono Antonello Soro e Anna Finocchiaro capigruppo del Pd.

E l'Idv aggiunge per bocca di Massimo Donadi: "Immagina il Parlamento come una sorta di partita a Risiko dove cinque capigruppo muovono le pedine dei loro parlamentari. E' qualcosa che con la democrazia non c'azzecca neanche di striscio ed è indicativo dell'idea che ha Berlusconi del confronto parlamentare: per lui è inutile e il Parlamento è soltanto il notaio delle scelte del governo. E' un'idea della politica, povera, piatta".

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