CORSERA EDITORIALE MATTEO CORSINI TURCHIA ERDOGAN QUANDO IL TOTALITARISMO ENTRA IN GIOCO
"Nonostante quello che è successo una settimana fa in Turchia, noi continueremo ad rispettare con forza i principi democratici". E' quanto ha affermato il vice premier turco, Mehmet Simsek, parlando oggi del fallito golpe nel suo Paese, alla riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori centrali che si svolge a Chengdu, in Cina.

Ma intanto sulla Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il primo decreto dopo lostato di emergenza dichiarato in Turchia: viene stabilito che potrà durare fino a 30 giorni il fermo di polizia senza convalida del giudice in Turchia. Secondo la nuova disposizione i contatti tra detenuti e legali potrebbero subire restrizioni e potrebbero essere registrati.

 I detenuti potranno vedere solo i coniugi e i parenti di secondo grado. Nessuna delle disposizioni del decreto può essere modificata da tribunali. Ieri in diretta tv, il ministro della Giustizia, Bekir Bozdag aveva detto che i termini del fermo erano stati portati da 4 a 7-8 giorni.

Nello stesso decreto vengono indicati in oltre 2mila gli enti e le istituzioni, tra cui 15 università e 19 sindacati, che saranno chiusi in Turchia per sospetti legami con la rete di Fethullah Gulen, accusato da Ankara del fallito golpe. Dell'elenco fanno parte 1.043 tra scuole private e dormitori studenteschi, 1.229 fondazioni e associazioni e 35 ospedali e istituzioni sanitarie. Il decreto stabilisce inoltre che i dipendenti pubblici di cui verrà accertato il legame con la rete di Fethullah Gulen (l'imam accusato di essere la mente del fallito golpe) saranno licenziati e non potranno più lavorare in futuro nel settore pubblico. Ieri sera è stata anche sequestrata dalle autorità la direzione di Istanbul dell'organizzazione umanitaria Kimse Yok Mu (C'è nessuno?), impegnata in questi anni in numerose attività all'estero, tra cui molte in Palestina, con il supporto del governo turco.
 

"Non è in realtà cambiato molto", ha detto ancora in Cina il vice premier turco. Nel Paese, dopo il fallito golpe, sono state arrestate 10.410 persone, secondo la stima fornita dallo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan in un'intervista ieri all'agenzia Anadolu.

Continuano intanto gli arresti: le autorità turche hanno fermato un nipote di Gulen. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Anadolu, Muhammet Sait Gulen è stato fermato a Erzurum, nel nord-est del Paese è accusato di essere "a capo di una rete di scuole e di istituti per la preparazione degli esami in Turchia". Con lui sono state arrestate altre 29 persone. E' la prima volta che un congiunto di Gulen, residente negli Usa, viene coinvolto nelle operazioni di polizia successive al tentato colpo di Stato.
E dopo l'arresto del nipote in mattinata, in serata è stata la volta di quello che le autorità di Anakra definiscono il suo "braccio destro", Hails Hanci. Hanci per le autorità turche sarebbe il responsabile della gestione dei trasferimenti di fondi tra Gulen e la sua organizzazione 'hizmit' in Turchia. Gulen che dal 1999 vive in Pennsylvania ha negato di aver avuto alcun ruolo nel fallito golpe, accusando anzi Erdogan di aver fatto tutto da solo per poi avere mano libera e gestire una purga dell'apparato dello Stato.

Fethuallah Gulen è "più pericoloso di Osama bin Laden" ha affermato il ministro turco per gli Affari Ue, Omer Celik, durante una conferenza stampa ad Ankara. Celik ha poi aggiunto che gli ultimi avvenimenti non metteranno in crisi l'accordo con Bruxelles per limitare l'ingresso di migranti nella Ue né la richiesta di adesione al blocco.

Nelle ultime ore le autorità turche hanno rimesso in libertà 1.200 militari che erano stati arrestati sulla scia del fallito colpo di stato del 15 luglio: lo ha annunciato il procuratore capo di Ankara, Harun Kodalak, precisando che gli inquirenti stanno cercando di distinguere in tempi rapidi coloro che hanno aperto il fuoco sulla popolazione da chi invece non porta tale responsabilità. "Nessun innocente sarà punito, e le decisioni saranno prese dai tribunali", hanno aggiunto fonti giudiziarie in via riservata. I beneficiari del rilascio, il primo di massa in otto giorni di repressione, sono tutti soldati semplici, nessun ufficiale o sottufficiale.

"Quello che abbiamo visto questa settimana ci preoccupa altrettanto dei carrarmati di Istanbul", è stato il commento di Matteo Renzi all'assemblea del Pd. "Diciamo con forza alle istituzioni turche che, proprio per il rapporto stretto con la Turchia avviato dieci anni fa, un Paese che mette in carcere i propri professori e i propri giornalisti sta mettendo in carcere il futuro e non c'è accordo sull'immigrazione che possa giocarsi sui diritti umani".

E il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato l'Ue di essere "prevenuta" contro Ankara. "Stanno facendo dichiarazioni contraddittorie. Sono prevenuti, Stanno agendo sulla base del pregiudizio", ha detto in una intervista a France 24.

Erdogan ha poi confermato che lo stato d'emergenza proclamato nei giorni scorsi per tre mesi potrà essere esteso finché si riuscirà a ripulire "le istituzioni da questo cancro", vale a dire le infiltrazioni della rete del predicatore Fethullah Gulen, indicato come mente del golpe. "Non ci sono ostacoli - ha detto - a un prolungamento (dello stato d'emergenza, ndr). Ovviamente all'inizio sarà per tre mesi, ma dopo potremo chiedere un altro periodo di tre mesi".

"La mia nazione - ha aggiunto - il mio popolo, non devono preoccuparsi. Tutto procede, lo stato d'emergenza ha il solo fine di un sano funzionamento delle nostre istituzioni democratiche. Le nostre istituzioni pubbliche funzioneranno in modo più regolare".

E dopo le dure critiche rivolte all'intelligence per il tentativo di golpe, Erdogan ha confermato l'incarico al capo dei servizi segreti, Hakan Fidan e al capo di Stato maggiore, Hulusi Akar, "per il momento proseguiranno i loro compiti. Cambiare lungo la strada non è la decisione giusta", ha detto il presidente turco. Nuove nomine e una possibile riorganizzazione delle Forze armate sono invece previste a seguito del Consiglio militare supremo (Yas), che è stato anticipato a giovedì e per la prima dovrebbe svolgersi nella residenza presidenziale di Erdogan e non presso lo Stato maggiore.

L'aviazione

 
 turca ha compiuto ieri sera nuovi raid contro il Pkk curdo in nord Iraq. Lo riferiscono le Forze armate in un comunicato, sostenendo di aver distrutto almeno 2 obiettivi dei ribelli nella regione di Gara. I raid aerei contro il Pkk erano già ripresi nei giorni scorsi dopo il fallito golpe.(LA REPUBBLICA)
Commenta questo articolo

Tutti i commenti