la stampa edizione flash:De Laurentiis: “Higuain sei falso, Napoli non si prende per il c...”

Il giorno dopo le dichiarazioni pungenti di Gonzalo Higuain durante la sua conferenza stampa di presentazione alla Juve, arriva la risposta del presidente Aurelio De Laurentiis: «Questo popolo lo si può tradire se non si ha vergogna, ma non prendere per il culo». Questo uno stralcio della lettera che il patron azzurro, ha pubblicato sul sito del club.  

 

«Cercare di spiegare che il suo passaggio nella nuova famiglia sia colpa mia, è mancare di rispetto ai napoletani. Se Higuain avesse letto la storia di Napoli, scoprirebbe che questa città è stata l’unica a liberarsi da sola dai nazisti, prima ancora dell’arrivo degli americani, che trovarono la città già liberata quando vi entrarono» dice il patron azzurro. 

 

ATTACCO AL FRATELLO PROCURATORE  

«Non ha una certa vergogna il suo procuratore quando dice che la squadra nella quale giocava, che lo ha messo nella condizione di segnare 38 gol, non era all’altezza?». Così De Laurentiis a Nicolas Higuain, fratello e manager dell’attaccante argentino, che aveva nelle scorse settimane annunciato la volontà del Pipita di lasciare Napoli. 

 

«Non ha vergogna di dire, in pratica - spiega il patron azzurro - che i compagni di Gonzalo erano scarsi, visto che il Napoli è stata la squadra che ha avuto il maggior numero di occasioni da gol in Italia, condizione fondamentale per consentire a un attaccante di segnare molti gol?». 

 

Nella sua lunga risposta alle dichiarazioni di ieri del neo calciatore juventino, il presidente del Napoli, cita anche il ricorso contro la squalifica dopo il match con l’Udinese dello scorso campionato. «Abbiamo trascorso molto tempo insieme, anche recentemente, ad esempio un’intera giornata alla Commissione Disciplinare di Roma non più tardi del 15 aprile scorso, per cercare di rimediare alla squalifica di 4 giornate che aveva avuto nel pieno della lotta scudetto. Vi assicuro che quel giorno Gonzalo era molto sereno e non mostrava alcuna insofferenza nei miei confronti, come possono testimoniare le persone che erano con noi», spiega De Laurentiis.  

 

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