Unione Europea Auswärtiges Amt :Turchia fuori a pedate se adotta la pena di morte
Erdogan ribadisce in un'intervista a Le Monde che senza accordo sui visti l'Europa può considerare tramontata anche l'intesa sui profughi. Dura e immediata la replica del ministero degli Esteri tedesco
BERLINO. Il braccio di ferro fra Turchia e Unione europea è ormai diventato contrasto aperto: Erdogan preme per ottenere ai suoi cittadini il via libera in Europa senza visti, l’Ue ribatte che prima devono essere adempiute le condizioni necessarie, soprattutto in tema di legislazione antiterrorismo e di garanzie sulla libertà di stampa. E a rallentare ancora ogni riavvicinamento ci ha pensato oggi l’Auswärtiges Amt, il ministero degli Esteri della Repubblica federale, che tramite un portavoce ha rifilato al presidente turco uno schiaffone sonoro, sLa presa di posizione comunitaria non è nuova: l’aveva già espressa nei giorni scorsi il ministro Frank-Walter Steinmeier, ma era passata quasi inosservata dopo che la destra austriaca aveva rilanciato, chiedendo tout court la fine dei negoziati con la Turchia. A risollevare il tema è stato naturalmente lo stesso Recep Tayyp Erdogan, che di fronte a un milione di sostenitori ha garantito il suo appoggio a una “eventuale” iniziativa in questo senso del Parlamento di Ankara. In una intervista con Le Monde, l’uomo forte della Turchia ha criticato l’Occidente “ipocrita”, che non ha nemmeno seguito i propri valori e non ha mostrato solidarietà dopo il tentativo di golpe. Erdogan ha anche ripetuto che senza accordo sui visti l’Europa può considerare tramontata anche l’intesa sui profughiottolineando che «in Europa non c’è posto per una nazione con la pena di morte».In polemica con l’Ue e con gli Usa, considerati quanto meno acquiescenti verso gli organizzatori del colpo di Stato, Erdogan ha riaperto i canali di comunicazione con il Cremlino – chiusi dopo l’abbattimento del caccia russo al confine con la Siria – e persino con Teheran, da sempre rivale storica per l’egemonia nell’area. L’incontro di domani fra il presidente turco e il collega russo Vladimir Putin dovrebbe sancire una nuova atmosfera di collaborazione fra i due paesi.

La distensione fra Mosca e Ankara «non influirà sul ruolo della Turchia nella Nato», dicono all’Auswärtiges Amt. Ma la tensione con l'Europa rischia di compromettere gli storici
rapporti fra i due Paesi. Non è un caso che nei giorni scorsi i militari tedeschi di stanza nella base turca di Incirlik siano stati messi in allarme, con misure di sicurezza aumentate. Ufficialmente la minaccia resta sempre quella degli integralisti dell’Is.
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