Barbara Fontana omicidio.Il caso Nadia Macrì. Tutte le escort del Presidente Berlusconi :Il procuratore di Parma: «Vignali usò una escort che chiese a Berlusconi di ostacolare indagini»
L'ex sindaco di Parma Pietro Vignali arrestato con l'accusa di peculato e corruzione avrebbe tentato di fare pressioni sull'ex premier e leader del Pdl Silvio Berlusconi per scrollarsi di dosso i magistrati. Altre pressioni sarebbero state fatte nei confronti di altri esponenti del Pdl, come l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e l'ex ministro della Giustizia e attuale segretario Pdl Angelino Alfano. E' quanto sostiene il procuratore della Repubblica Gerardo Laguardia, che rivela come l'escort Nadia Macrì che avrebbe avuto in passato rapporti con Vignali (sempre negati dall'interessato) sarebbe stata usata come tramite per contattare l'ex premier. La giovane, che riferì di aver partecipato a feste con Silvio Berlusconi, è stata definita «strumento» per Vignali per rimettersi in contatto con l'ex premier.

 

 

POLITICI COINVOLTI - Il procuratore cita anche Gianni Letta, l'allora ministro della Giustizia Alfano e il parlamentare e avvocato di Berlusconi Nicolò Ghedini con cui gli amministratori emiliani avevano - secondo l'accusa - un rapporto di particolare vicinanza. Secondo Laguardia, dunque, sarebbero state fatte pressioni sui politici nazionali per interferire nelle indagini della Procura locale. Lo dimostrerebbero alcune intercettazioni allegate all'ordinanza di arresto citate nella conferenza stampa tenuta da Procura e Gdf. In una di queste il consigliere regionale Pdl Luigi Giuseppe Villani dice: «Berselli ha fatto un lavoro durissimo, oggi deposita l'interrogazione, oggi scoppia la bomba pesantissima». Il riferimento è alle numerose interrogazioni parlamentari che il senatore azzurro- presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama- ha presentato sul procuratore Laguardia. In un'altra intercettazione, continua il procuratore, «Villani esorta Vignali a parlare con il presidente Berlusconi al fine di inviare degli ispettori nella Procura di Parma perchè era cominciato un altro assalto della magistratura». Infine, dice Laguardia, «viene sollecitato, sul quotidiano «Libero», un articolo contro il pm Paola Dal Monte. Già allora- conclude il procuratore- ebbi a dire che la provenienza di questi attacchi sarebbe stata rivelata».
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