Rifiuti Roma, Virginia Raggi dovra' dimettersi ? Un bel culetto tenero per le eco mafie della Capitale

( Huffington post Gabriella Cerami ) Super discorso di attacco scrive l'amica Gabriella Cerami dell'HUFF.Ma in realta' Virginia Raggi appare ormai impantanata nella melma maleodorante della discarica della Capitale e tanto piu' i suoi accoliti fratelli cercheranno di tirarla fuori prendendola da sotto le braccia,tanto piu' affondera' nel pantano.Ormai il dado sembra tratto Virginia Raggi dovra' dimettersi incapace di gestire rispondere fronteggiare le mafie della Capitale.Tanto meno credo che nella difficile partita di Roma potranno aiutarla il bel Marcello De Vita o Luigi di Maio.A Virginia Raggi tutti vogliono farle (come si dice dalle nostre parti ) "er culo " .Vediamo la tempra della bella Virginia resistente o resiliente? 

Il discorso della Resistenza. Sarà una specie di proclama della barricata: se potesse essere montato un bunker dentro l'aula Giulio Cesare i grillini si doterebbero di cemento armato e lo tirerebbero su. Il sindaco di Roma Virginia Raggi, l'assessore all'Ambiente Paola Muraro, quello al Bilancio Marcello Minenna e tutto il mini direttorio romano si sono incontrati in Campidoglio per prepararsi ad affrontare la prova più difficile: il consiglio comunale del dieci agosto con all'ordine del giorno il piano rifiuti e le interrogazioni dei gruppi di opposizione, che chiederanno al primo cittadino di chiarire ogni aspetto delle consulenze che Muraro per dodici anni ha svolto per Ama, l'azienda rifiuti di Roma.

Il vertice molto atteso, che in un primo momento doveva essere solo tra Raggi e Muraro, si è allargato anche al mini direttorio e a Minenna, che ha la delega alle aziende partecipate e quindi anche all'Ama. Ufficialmente la riunione è stata convocata per discutere del piano rifiuti e del nuovo piano industriale dell'azienda, argomenti che l'assessore all'Ambiente dovrà appunto illustrare mercoledì in aula Giulio Cesare. Inevitabile però, durante questo incontro fiume, parlare anche degli incarichi che l'ex consulente ha svolto per Ama, quindi i suoi rapporti con l'ex amministratore delegato dell'azienda Franco Panzironi, e le telefonate con Salvatore Buzzi, entrambi coinvolti nell'inchiesta di Mafia Capitale. Chiarimenti su chiarimenti e progetti su cosa fare dell'Ama. Muraro non si è tirata indietro alle domande. Tutto sotto l'occhio vigile dell'assessore al Bilancio, scelto e voluto fortemente da Luigi Di Maio.

"Si tratta di una riunione operativa sul tema dei rifiuti", spiegano da Palazzo Senatorio. Il momento richiede infatti concretezza, ma soprattutto chiarezza. Tanti i nodi da sciogliere, come quello che riguarda gli inceneritori. L'assessore in tempi passati si era espressa a favore, così come aveva detto sì all'utilizzo del termovalorizzatore di Rocca Cencia. Scelte distanti anni luce dai programmi 5Stelle e da sempre, anzi, osteggiate. Per questo anche il mini direttorio, con Paola Taverna in testa, non poteva mancare a un vertice di tale peso politico nel bel mezzo della bufera.

È probabile che Muraro e Raggi abbiano fatto un punto in separata sede perché sarà il primo cittadino, nei fatti, a dover difendere l'assessore dagli attacchi feroci delle opposizioni. Stefano Esposito, senatore del Pd, per esempio, scrive su Twitter: "Muraro, assessore all'ambiente con la sindaca M5S Virginia Raggi, e Franco Panzironi, che è stato incarcerato per Mafia Capitale, e che era a capo della municipalizzata che si occupava di rifiuti quando sindaco era Gianni Alemanno, erano soci". Ma, spiegano fonti 5Stelle, "non dobbiamo difenderci su nulla". Quindi il discorso, nel momento di massima difficoltà per la Giunta capitolina, sarà d'attacco, ancora una volta nei confronti di chi c'era prima e ha "mangiato Roma" e di chi, come nel caso della consulenza alla Asl di Civitavecchia, voleva tirare giù la Raggi in campagna elettorale. Quindi il sindaco leggerà in Aula una relazione esplicativa della situazione dei rifiuti della Capitale, comprensiva di tutte le cose già fatte, i prossimi passi, a partire dall'individuazione del Direttore generale chiamato a tradurre in azioni aziendali le linee di efficientamento gestionale.

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