Palinuro Grotta della Scaletta dispersi tre sub, sono ancora vivi in una bolla d'aria a 50 metri di profondita'

Non sapremo mai, se i tre sub Mauro Cammardella Silvio Anzola e Mauro Tancredi,abbiano raggiunto la bolla d'aria della Grotta della Scaletta,nel disperato ultimo tentativo di salvarsi.Non sapremo mai, cosa realmente e' accaduto nelle profondita' delle acque della Grotta della Scaletta o cosa abbia spinto tre validissimi sub a fuggire da qualcosa che non conosciamo.Non sapremo mai, se, e per quanto tempo, avranno atteso i soccorsi,abbracciati insieme in un cunicolo stretto, cercando di respirare l'aria prima dagli stessi erogatori,e poi nella bolla d'aria cheessendo  irrespirabile potrebbe averli uccisi.

 

Non sapremo mai, se un grande squalo bianco ,la sua ombra ha spaventato i sub,lanciandoli uno contro gli altri ,nel tentativo di respirare e aggrappandosi a quella speranza aver strappato l'erogatore ad un amico a quel compagno di mille immersioni,che in quel momento era sbiadito e nero come la pece in fondo al mare.Non sapremo mai, se sono morti guardandosi negli occhi,magari per un ultimo sorriso sussurrandosi un  "dai forza ce la faremo " .Non  sapremo mai se sono morti per aiutare l'amico in difficolta' oppure sono fuggiti da qualcosa che gli ha spinti nella direzione sbagliata quella mortale .

Questa notte,nella speranza che non siano morti,che siano da qualche parte laggiu', ancora aggrappati in qualche modo alla vita, guarderemo il mare ascoltando lo sciabordio tra le rocce, il rumore delle tempeste passate,ascolteremo quei battiti lontani ,gli scrosci d'acqua, i rovesci imnprovvisi dei temporali estivi.Nell'acqua nera della notte cercheremodi captare le loro voci,forse urla,colpi di sassi contro la roccia per far localizzare la loro posizione ai soccorritori..Guarderemo tutti uniti e abbracciati, in fondo, nell'oscurita' degli abissi, nella speranza che qualcosa li riporti a galla ,che possano riemergere tra le braccia dei loro cari, sorridergli,e dirgli : " e' stato un brutto sogno siamo tornati fatevi abbracciare".

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Salerno, 19 agosto 2016 - Tragica immersione nelle acque di Palinuro, frazione di Centola, in provincia di Salerno. Tre sub risultano dispersi da questa mattina dopo un'immersione 'a parete'. I loro corpi però non sono stati ancora trovati e questo lascia ancora aperto un filo di speranza. 

L'immersione - nei pressi di Cala Fetente - era stata organizzata dal centro diving Mauro Sub di Centola. E proprio del titolare Mauro Cammardella non si hanno più notizie, come di Mauro Tancredi, assistente istruttore, sempre del posto, e Silvio Anzola, di Milano. Cammardella, secondo quanto si legge sul sito della Mauro Sub, è "istruttore Padi, Cmas e Dan, svolge l'attività subacquea con grande passione, professionalità ed infinita pazienza, profondo conoscitore dei fondali e delle grotte di Capo Palinuro, ove s'immerge tutti i giorni dell'anno, anche nei periodi più freddi. Si avvale di un Team di istruttori e guide specializzati in grotta, tutti accomunati da una grande passione per il mare". Silvio Anzola, pochi giorni fa, aveva accompagnato la figlia nel suo 'battesimo subacqueo' e commentato su Facebook: "Emozione indescrivibile". 

 

Tre sub risultano dispersi in mare a Palinuro, nel Salernitano, dove in mattinata si sono immersi per un'escursione. I tre sono scesi a 50 metri di profondità, nei pressi di Punta Iacco, nelle acque della "Cala Fetente". ''All'interno della grotta c'è una bolla d'aria nella quale potrebbero essersi rifugiati, quindi potrebbero essere ancora vivi'', ha detto il sindaco di Centola-Palinuro, Carmelo Stanziona, aprendo uno spiraglio di speranza.I tre sub dispersi sono Mauro Cammardella e Mauro Tancredi, entrambi di Palinuro, e il milanese Silvio Anzola.

L'immersione nei pressi della "Cala Fetente" è stata organizzata dal centro Mauro Sub di Centola, il cui titolare è uno dei sub dispersi. Nella mattina di venerdì sono usciti in dodici per l'escursione ma solo in tre sono andati in quello che è considerato il punto più pericoloso e profondo. Cammardella e Tancredi sono sub molto esperti: il primo oltre ad essere titolare del centro diving è istruttore, il secondo assistente istruttore.

"Non ci siamo accorti di nulla perché abbiamo seguito un percorso diverso - ha raccontato uno dei dodici sub -. Solo quando siamo tutti risaliti e ci siamo resi conto della loro assenza è stato lanciato l' allarme dalla barca".

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