Usa Hillary Clinton Devil Woman, l'emailgate ha ormai travolto la donna di ferro dei democratici amricani

New York ( Matteo Corsini Corsera.it )

Non c'e' dubbio che l'emailgate ha travolto Hillary Clinton, tratteggiandole sul volto i caratteri tipici della bad-woman,una politica cattiva,ovvero politically incorrect.Piu' che lo stesso scandalo dell'uso improprio del server privato per la corrispondenza di Stato,sembra ormai aver fatto breccia negli americani che la famiglia Clinton agisce piu' per interesse personale che per quello della nazione.

Gli americani da sempre, fin dal primo Watergate,hanno sempre avuto bisogno di individuare un nemico in casa,sopratutto nella persona del proprio presidente,questo anche per sedare le proprie paure,per capire che nulla e' intoccabile nel loro paese,che la democrazia puo' comunque e sempre prevalere sul Male.Hillary Clinton ha tutti i cliche' per assurgere a bad woman,personaggio dedito al Male,all'imbroglio,al complotto politico, pur di prevalere sugli altri e questo per gli americani e' un orgasmo mediatico,la grande attrazione onirica,in cui sguazzano per allontanarsi dalle paure piu' o meno coscienti che si portano dietro come un pericoloso fardello paranoico,in cui poi e' la violenza a prevalere,singola o collettiva.

Gli omicidi nei campus la guerra in Vietnam,sono questi gli episodi che segnano il cammino folgorante di un grande paese,che ha sempre la coscienza sporca da lavare in pubblico. Bersagliare un candidato presidente e' esattamente cio' che ci vuole per cacciare gli spiriti maledetti e Hillary Clinton adesso incarna il Male,il peggiore di tutti,un Presidente che cospira contro gli avversari contro gli interessi della nazione.

E' su questo principio che Donald Trump ha sostenuto la sua campagna elettorale,convinto che esattamente in quel punto avrebbe potuto rompere il ghiaccio del colosso politico della famiglia Clinton.Donald Trump, furbo come una volpe, colui che vuole far grande l'America "Make America greater again",ha coniato uno slogan a sua immagine e somiglianza, e come nel destino piu' convincente di un giro di roulette, in uno qualsiasi dei suoi casino',si appresta a raccogliere il premio di una vittoria,che a questo punto rischia di essere colossale.(Corsera.it dal nostro inviato Matteo Corsini).

 

NEW YORK. Con l’avvicinarsi dell’election day e mentre gli 007 Usa mettono in guardia da possibili attacchi terroristici di Al Qaeda e da attacchi informatici, emergono particolari sull’emailgate. Donald Trump era stato informato prima del segretario alla Giustizia. Era stato il suo grande amico e sostenitore Rudy Giuliani a fare la spiata: l’Fbi ha per le mani qualcosa di grosso sulla Clinton. L’ex sindaco di New York si affretta dire di non avere fatto nulla di illegale. «Io non ho mai chiesto niente, ma di amici all’interno dell’Fbi ne ho tanti e sono stati loro a dirmi che stava per uscire qualcosa di esplosivo su Hillary». E il sindaco della strage dell’11 settembre aggiunge. «All’interno dell’Fbi c’è gente che non ne può più. Lì dentro sta per scoppiare una rivoluzione».

Parole forti quelle di Giuliani anche se in realtà le email esplosive in mano all’Fbi di cui si è venuti a conoscenza la scorsa settimana stanno danneggiando Hillary meno del previsto. Non appena circolata la voce che il direttore dell’Fbi avrebbe riaperto il caso del server privato utilizzato dalla Clinton quando era segretario di Stato i sondaggi per la candidata democratica avevano cominciato a scendere. In particolare quello della Abc-WP la piazzava un punto indietro rispetto a Trump. Dopo una settimana però il trend ha ripreso a essere favorevole a Hillary. Ieri aveva tre punti di vantaggio su The Donald, sempre secondo la Abc-WP. Ma il suo rivale repubblicano insiste che le proiezioni contano poco. «Guardate quello che è successo con Brexit. I sondaggi non lo avevano previsto», dice nei comizi con i quali cerca di motivare la sua base a non disertare le urne perché la vittoria è ancora possibile.

In realtà per lui è possibile ma difficile. Tutto dipende da quei 270 voti del Collegio Elettorale, la soglia minima per aggiudicarsi la Casa Bianca. Deve ottenere vittorie in tutti gli stati in bilico mentre per Hillary il percorso è assai più elastico: si può permettere di perdere Stati importanti come Ohio e Florida e ugualmente superare il numero minimo di voti elettorali. In alternativa può perdere in Arizona, Iowa, Nevada e New Hampshire e conquistare la presidenza.

Un altro sondaggio, effettuato dalla Cnn, indica che la Clinton avrebbe in tasca 268 voti, sotto la soglia magica, mentre Trump sarebbe risalito a 204.

Negli ultimi giorni dunque Trump ha cambiato strategia e punta sulle zone rurali perchè l’elettorato delle aree urbane è prevalentemente con la Clinton mentre le zone agricole e i piccoli centri sono un’opportunità per The Donald.

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