CorSera Immobiliare GEIE il gioco delle tre carte:come far volatilizzare il patrimonio immobiliare dalle azioni esecutive del fisco

Veniamo da un lungo periodo di fuochi pirotecnici.quando in Italia imperversava la bolla immobiliare.Periodo che venne contraddistinto da mirabolanti operazioni immobiliari tra gruppi privati finanziati dalle banche,quelle che oggi sono sull'orlo del default, e che si stringono in alleanze strategiche, per riempire i bilanci dell'una con la merda dell'altra.

 

Molte di quelle compravendite immobiliari, celavano al fisco enormi quantita' di denaro,come del resto dimostrano i processi penali tributari a tutti gli attori protagonisti  di quel periodo.Volendo traslare ad oggi, quel periodo, e immaginando che molti di quegli stessi operatori intendano far sparire i propri immobili dalla lente di ingrandimento del fisco e dalle azioni cautelari, cosiddette esecutive delle societa' di riscossione,si potrebbe sostenere che ancora oggi questo e' possibile,e la soluzione magica,questa volta a trovarla ci ha pensato niente di meno che la CEE ,istituendo il Geie con Regolamento CEE n. 2137/85 del Consiglio del 25 luglio 1985, relativo all’istituzione di un gruppo europeo di interesse economico (GEIE);D. Lgs. 23 luglio 1991, n. 240: Norme per l’applicazione del regolamento n. 85/2137/CEE relativo all’istituzione di un Gruppo europeo di interesse economico GEIE, ai sensi dell’art. 17 della L. 29 gennaio 1990, n. 482 (G.U. n. 182 del 5 agosto 1991).isituto giuridico comunitario rispolverato ad hoc negli ultimi anni per far volatilizzare interi patrimoni immobiliari.Terminata la grande abboffata del carosello immobiliare,oggi si tende piu' che altro a mantenere le posizioni,e questo alle volte significa sottrarre ingenti patrimoni da eventuali azioni corrosive del fisco italiano.

(Corsera.it)
 

 

A denunciarlo è stato il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Roma: esiste un nuovo strumento di diritto commerciale utilizzato illecitamente da aziende e professionisti per occultare i patrimoni, piccoli e grandi, e sfuggire alla tassazione e ai creditori. Un po’ come sta succedendo, sino ad ora, con il Trust.Si tratta del Geie, il Gruppo europeo di interesse economico, che da un lato garantisce una massimizzazione dei guadagni all’estero, dall’altra è un artificio per far sparire un intero patrimonio, celandolo in casse sicure.

Il Geie – istituito da un regolamento comunitario del 1985 – è assimilabile per certi versi ad un consorzio (di due o più società o professionisti di diversi stati membri). Esso consente a società o professionisti di diversi stati membri, di unirsi sotto un unico soggetto giuridico che opera secondo il settore di riferimento. Così, per esempio, ci potranno essere Geie composti da più avvocati o da più imprenditori edili, purché facenti parte di diversi stati membri dell’Ue.

Tuttavia, a volte, vengono costituiti dei Geie attraverso l’uso di “prestanome“, da soggetti che, per legge, non ne potrebbero fare parte, al solo scopo di fare falsi conferimenti economici in capo al Geie stesso, spogliando così di beni l’imprenditore che si trova oberato di debiti o, peggio, un soggetto legato alla criminalità organizzata.

In sostanza, il Geie viene utilizzato quale mero schermo fittiziamente interposto per ostacolare l’identificazione della reale proprietà dei beni.

È il caso appena svelato dalle Fiamme gialle, che hanno passato al setaccio i conti di un odontoiatra romano e della moglie, una dipendente pubblica, entrambi debitori verso l’Erario di 500mila euro, sottoposti a sequestro. I due sono stati iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma per sottrazione fraudolenta al pagamento d’imposte.

Nel corso delle indagini è saltato fuori un Geie, costituito nel 2011 a Londra che, formalmente, si occupava di locazione immobili. In apparenza nulla di strano, salvo poi trovare un filo che ha ricondotto il Geie all’odontoiatra. Esso, infatti, era composto da due società: una italiana che si occupa di rifinitura immobili (in cui l’odontoiatra e la moglie sono soci) e una britannica. Incrociando gli incartamenti societari è emerso che il legale rappresentate del Geie è lo stesso della società italiana, mentre quella britannica è risultata essere una “scatola vuota” amministrata da una fiduciaria controllata da una banca svizzera.

In sostanza, il Geie non aveva alcun motivo d’esistere salvo avere, nelle proprie casse, beni immobili tutti situati in Italia per 11 milioni di euro, risultati essere tutti riconducibili alla coppia.

Secondo la Gdf, dunque, “la costituzione del Geie è avvenuta al solo scopo di consentire allo stesso professionista di sottrarsi fraudolentemente al pagamento delle imposte attraverso la simulata alienazione del suo patrimonio immobiliare nel menzionato soggetto di diritto estero, costituito solo formalmente ed esclusivamente al fine di ottenere un effetto segregativo dei beni in esso conferiti”.

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