CorSera digital edition economia e finanza referendum Matteo Corsini : quando lo spread diventa l'ago della bilancia
CorSera Referendum quando lo spread diventa l'ago della bilancia referendario.Non c'e' dubbio che lo spread nelle ultime settimane sta salendo,quasi fosse un campanello di allarme per tutti quei cittadini chiamati ad esprimersi sui questiti referendari.Come tutti sanno il rischio paese in Italia si basa proprio su quel fatidico NO o SI .Qualora vincesse il NO il rischio paese vedrebbe una salita stellare finendo a 6 ,mentre se ovesse predominare il SI,lo stesso rating paese si dimezzerebbe finendo a 3.Qualcosa ci dice che chi cerca di influenzare il cammino politico del nostro paese agisce contestaulmente sulle leve del mercato finanziario ,ma e' anche logico pensare che un paese fermo al palo delle riforme da oltre 50 anni non ha alcuna chance di rinnovamento e dunque di migliorare le sue aspettative nel medio periodo.
Lo spread dunque diventa il vero protagonista di questa tornata referendaria e come il cacio sui maccheroni si infila lo zampino.Lo spread ad oltre 200 punti nel differenziale con il cugino Bund tedesco significherebbe in proiezione profilarsi l'incubo di un livello ben piu' cruente ovvero sopra i 300 punti o forse anche 400 punti.Qualora in Italia si dovesse ripresentare lo spettro del default dei nostri titoli di stato,le turbolenze sul mercato finanziario aumenterebbero fino forse a diventare insostenibile per il Governo di Matteo Renzi che sarebbe costretto a lasciare .Gli hedge funds puntano al NO ,ovvero ad uno stato di instabilita' politico ,soltanto con questo scenario sarebbe facile spingere le oscillazioni dei mercati fino ad un profondo allarme rosso.Tutrto quello che deve evitare il nostro paese e' di cadere in un ennesimo periodo di instabilita',ostaggio della speculazione finanziaria che avrebbe gioco facile a colpire un paese debole,in cui l'economia stenta a riprendersi .Nel selvaggio west dei rating bancari ,di quel merito creditizio che ogni stato si aspetta sempre migliore,i titoli di stato italiani potrebbero scendere allo stadio di junk spazzatura, e a quel punto, niente al mondo arresterebbe la speculazione selvaggia, che trascinerebbe nel breve volgere di un paio di mesi l'Italia nel guado del default tecnico ,dunque l'arrivo della Troika per salvare capra e cavoli.Per gran parte degli italiani l'idea di poter mandare a casa prima del termine il governo di Matteo Renzi rappresenta una facile ghiottoneria da masticare con rilascio prolungato,ma in gioco e' il destino del paese,la sua solidita' finanziaria,sopratutto il prestigio a livello di isituzioni finanziarie.L'euro non possiamo lasciarlo o significherebbe il caos,la guerra civile,l'impossibilita' per quasi trenta milioni di italiani di riuscire a mangiare.In Europa si deve stare,tanto vale cominciare a dare il buon esempio e guadagnarci i galloni da colonnello proprio dimostrando che le riforme sono attuabili,anche quando si deve modificare la carta costituzionale. (CorSera.It) 
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