Referendum. Se vince il Si o se vince il NO, i fattori asimmetrici dell'equazione tradizionale

CorSera.it Matteo Corsini

Referendum countdown,mancano poche ore alle votazione referendaria.L'Italia e' presa d'assedio dai talk show televisivi,in cui i protagonisti dei due opposti schieramenti,si spremono come limoni sudaticci,per affermare ognuno le proprie ragioni.Assistiamo ad un Carosello pietoso,in cui la politica cerca di assicurarsi il predominio sugli interessi del paese,che sono ben altri da quelli della riforma costituzionale.Se vincera' il SI, i grandi investitori torneranno in Italia,se vincera' il NO,i nostri mercati interni,finanziari e non,subirano il tracollo e la volatilita' della borsa diventera' l'indice della crisi del paese.Ma forse ,come ben sappiamo ,nulla di tutto questo si manifestera' in Italia,perche' i fattori potrebbero anche essere asimmetrici:qualora vincesse il Si,i grandi investitori potrebbero decidere di continuare a tenersi lontano dai nostri confini,perche' la guida politica italiana fino ad ora si e' asservita alla volonta' germanica,che vede nell'austerity e nel risanamento dei bilanci pubblici,la sola via di uscita dalla crisi economica.Al contrario se ....

dovesse prevalere il NO,forse la nostra economia,potrebbe ricavarne enormi benefici,perche' agli occhi degli investitori,questo sarebbe il preludio ad una crisi di governo,a nuove elezioni,in cui gli antieuropeisti potrebbero averla vinta su tutti gl altri, determinando l'uscita dell'Italia dell'euro.Il ritorno ad un mercato libero, in un paese che potrebbe tornare ad avere la propria banca centrale,nel quale il vortice tra svalutazione della lira e inflazione,consentirebbe di imprimere vigore alla nostra economia, asfissiata dalla deflazione e una moneta non competitiva.Non e' detto pertanto, che l'equazione tradizionale, fino ad oggi propalata dai grandi giornali come il Financial Times : "se vincera' il No, l'Italia sara' travolta dalla crisi finanziaria e speculativa dei mercati",sia poi la tesi piu' corretta di decrifrazione dello scenario italiano.

Nessuno, in questo momento, conosce quale sara' la direzione che prenderanno i mercati rispetto al voto di domenica 4 Dicembre 2016,ma e' certo che prevarranno le forze antieuropeiste,ovvero quelle che spingono per un mercato libero,capace di inghiottire anche gli angusti meandri del contenimento del deficit pubblico ,contrari alla politica dell'austerita',al bilanciamento positivo di una moneta unica,che ci ha relegato in un mondo dove possiamo acquistare tutto,ma che ci ha sterilizzato in una sorta di inattivita' produttiva,quasi fossimo cavie da laboratorio, pronte ad essere immolate per far risorgere una nuova Europa ,asservita alla Germania in cui tutto funziona,se comanda sugli altri.

 

Credo vincera' il NO che spazzera' via questa fase di incertezza,una volta per sempre,costi quel che costi,peggio di cosi' non possiamo andare.

 

CorSera.it 

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