CorSera Referendum : Matteo Renzi o Brexit. L'equazione della supervalutazione del voto referendario

CorSera.it Matteo Corsini

Referendum.Matteo Renzi o Brexit.Non c'e' dubbio che il voto referendario si è trasformato in un segnale politico molto preciso che gli italiani hanno voluto dare ai politici,sulla direzione che l'Italia dovra' assumere in Europa.Il contenuto referendario era conosciuto ai molti,ma sicuramente gran parte del popolo italiano ha votato per sostenere Matteo Renzi nel percorso europeista, e un'altra parte,la maggioritaria,ha votato per spingere l'Italia verso l'uscita dal sistema della moneta unica.Non c'e' dubbio, che gli italiani intendono rimanere in Europa,ne apprezzano la costituzione,la struttura,ma la crisi economica e finanziaria,che ha impoverito tutti noi e spinto l'intero sistema bancario al collasso,ha determinato un rigetto contro questo sistema di regole e di imposizioni,perchè alla prova dei fatti ci ha penalizzato.

 Mi pare che su questa idea, sono tutti concordi,almeno i giornalisti che seguo nei talk show televisivi . "Questo voto va oltre i contenuti referendari" ha dichiarato un giornalista del Fatto Quotidiano alla Gabbia pochi minuti orsono.Questo concetto era chiaro anche a noi e  credo di essere stato l'unico in Italia ad aver pronosticato la vittoria del NO, con ore di anticipo rispetto ad ogni altra testata giornalistica.Il concetto della supervalutazione del referendum, è stato generato dalla consistente adesione al voto,da parte del popolo italiano,che si e' spinto in massa, ben piu' numeroso che alle precedenti elezioni europee,alle urne.

Ma non solo,anche i motivi che ho illustrato sono stati confermati.Ancora di piu' adesso, che il voto rappresenta un chiaro segnale del popolo italiano sulla direzione politica che il nostro nuovo governo dovra' assumere ,uscire dalle catene del sistema della moneta unica.In questo senso, se il nuovo governo non dovesse muoversi in questa direzione,credo che milioni di italiani scenderanno in piazza insieme a Matteo Salvini (lo ha gia' preannunciato) che tra i leader della destra, è quello che ha pubblicamente dichiarato che intende traghettare l'Italia fuori dall'euro, o quanto meno, forzare la mano all'Unione per cambiare le regole di assistenza alla moneta unica.

Questa equazione determinatasi con il voto referendario,si risolve in una risposta molto semplice:chi ha votato SI, sta con Matteo Renzi,dunque per la permenenza dell'Italia in Europa,chi ha votato NO,vuole che i nostri politici traghettino l' Italia fuori dal sistema di cambio dell'euro,per tentare una difficile, rischiosa avventura,che comunque per molti milioni di italiani rappresenta la sola alternativa e per altri 4 milioni di poveri, la sola speranza di sopravvivere.

Dunque, fa bene Matteo Salvini, a dichiarare di voler spingere Italia fuori dal meccanismo asfissiante dall'Euro. L'altro giorno, interrogato su questo tema,dal giornalista Antonio Polito,vicedirettore del Corriere della Sera,ha replicato senza troppi fronzoli :"L'Italia deve uscire dall'euro " .

Ad oggi, nessuno sa se questa opzione garantira' all' Italia la sua rinascita,oppure l'affondera' nel default del nostro debito pubblico.Nessuno di noi sa quale sia la direzione giusta,se continuare a permanere nell'euro e subire le conseguenze disastrose dell'austerity, del fiscal compact,o scardinare questi meccanismi economici e finanziari, per rilanciare sulla svalutazione di una moneta interna,la crescita improvvisa dell'inflazione,il recupero del settore immobiliare e con esso forse la salvezza del nostro intero sistema bancario.Nessuno sa come risolvere questa equazione.

Dall'altra parte,sul picco della montagna del fronte del SI ,c'e' invece il giovanissimo ex sindaco di Firenze ,Matteo Renzi il Magnifico,che sventola la bandiera europeista,in maniera convinta,sebbene la sua volonta' sia quella di forzare la mano al sistema europeo,ma come spesso ha ripetuto lui ,rispettando le regole del gioco cercando forzare la mano al sistema delle regole dell'Unione europea.Purtroppo,lui stesso deve ammettere,grazie all'esito del voto referendario,che la sua percezione delle condizioni dell'Italia non gli erano chiare,il paese soffre e ha spolverato i guanti di velluto per schiaffeggiarlo in pieno volto.Il NO,come tutti noi sappiamo è anche un voto di protesta.

Il voto referendario rappresenta un segnale preciso, che la maggior parte degli italiani ha indicato ai nostri politici.

Ma capire se tutto questo, abbia determinato la sconfitta o la vittoria di qualcuno,non è facile perche' spingere l'Italia fuori dal sistema della moneta unica,equivale a risolvere un rompicapo che moltissimi brillanti professori di economia non saprebbero come rispondervi.

Nessuno ad oggi, sa rispondere,ma se la direzione scelta dagli italiani con la vittoria del NO è quella di sbandare fuori dall'Euro,c'e' una sola cosa di cui tutti noi ci dovremmo dotare :  un enorme, incredibile coraggio.Non c'e' dubbio che gettarsi contro quelle regole europee, che ci stanno asfissiando, significa assumersi un rischio incalcolabile,quello del defaul del debito pubblico italiano.

E anche su questo, mi pare che ho scritto chiaramente in altri articoli: non e' detto che la strada entieuropeista, sia poi quella sbagliata, dal punto di vista economico per il nostro paese.Noi italiani sappiamo una sola cosa : il meccanismo infernale del cambio dell'euro,ha generato nel paese una immensa speculazione finanziaria,che purtroppo,come un virus cancerogeno, ha finito per ammalare anche il pilastro fondamentale della nostra economia,il mattone.Quell'edera infestante, ha finito per distruggere il valore patrimoniale di tutti gli italiani,costituendo un nocumento ben maggiore in termini finanziari,ben superiore a qualsiasi deceremento del potere di acquisto (svalutazione) della nostra moneta, in caso di uscita dal sistema monetario europeo.

L'Italia con l'adesione alla moneta unica nel cambio bestiale regolato all'epoca,si è impoverita,ha vissuto momenti drammatici con le sue banche,esplose come pop corn nell'olio,ha bruciato miliardi di risparmi in azioni,obbligazioni,investimenti immobiliari.Come tutti noi sappiamo il pil ha perso diversi punti,la disoccupazione è galoppante.Nulla pare ad oggi frenare questo impoverimento.

Le indicazioni sul voto referendario sono molto chiare: o Matteo Renzi o la Brexit .

Matteo Renzi, esce dunque sconfitto dal voto referendario,il che equivale a dire che la direzione europeista è respinta dalla maggioranza degli italiani,ma questo non significa che la direzione opposta, quella del fronte del NO,spinga il Bel Paese verso un destino migliore.

 

CorSera.it 

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