Roma Virginia Raggi Raffaele Marra una love story finita male all'ombra del Campidoglio

CorSera.it Matteo Corsini

Virginia Raggia Raffaele Marra una love story all'ombra del Campidoglio finita malissimo.La sindaca si era affidata a lui, non c'era riunione in cui non intervenisse.Il caimano affarista Raffaele Marra,era con le mani in pasta nelle questioni più delicate della città,quelle in cui si fanno i soldi,tanti soldi,talmente tanti che rifiutarli diventerebbe difficile.

L'ingranaggio mostruoso, corruttivo, impestato, di Roma Mafia Capitale doveva continuare ad essere oliato e in qualche misura Raffaele Marra cositutiva la continuità con il potere affaristico massonico della Capitale  .Un potere corruttivo che si è ben replicato dopo la fine ingloriosa della prima Repubblica.Oggi serpeggia come un virus infetto nelle profondità della politica romana,gli innesti tra fascisti e comunisti,i riciclati,i delinquenti comuni,quelli pronti ad imbrogliare le carte della democrazia pur di arricchirsi alle spalle dei cittadini.Una banda di delinquenti comuni,infiltrata da organizzazioni criminali,mafia,camorra,ndrangheta.Lo scenario apocalittico della città ha questo forte odore di merda,di putredine.Virginia Raggi dovrebbe dimettersi avere il pudore di andarsene.
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