Monte dei Paschi di Siena è fallita e nessuno potrà salvarla,dal burden sharing al bail in, la lenta agonia della banca più antica del mondo

CorSera.it by Matteo Corsini  

Monte dei Paschi di Siena è fallita,titolavamo appena ieri l'esisto esiziale di questa lenta agonia.Abbiamo assistito al carosello desolante dei global coordinator,i joint bookrunners,gli inesistenti anchor investor,un gioco di specchi e riflessi per trarre in inganno i risparmiatori o qualche speculatore avventato.Erano circa 12 le banche d'affari,che coordinavano l' aumento di capitale ma nessuna di queste ha trovato uno straccio di investitore,nessuna di queste ci ha messo un soldo bucato.Come mai? Perchè la banca è fallita,la voragine dei debiti di MPS è incolmabile anche per lo Stato italiano,se non in violazione delle regole europee sui salvataggi bancari BRRD. Nessuno può salvare Monte dei Paschi di Siena,sebbene adesso con il burden sharing,si tenterà di spingerla avanti nella sua lenta agonia,come un enorme cetaceo spiaggiato .Dopo il burden sharing non ci sarà che il bail in ,perche' ad un certo punto lo Stato dovrà uscire dal capitale.Pier Carlo Padoan recita una commedia a memoria ,un rituale desolante.Ma chi vuole prendere in giro? 

 

L'istituto senese è portatore di un virus infetto i cui effetti sono ben visibili sullo stato della nostra economia.La recente storia del Monte dei Paschi di Siena è quella di una gigantesca truffa perpetrata in danno degli azionisti e oggi degli obbligazionisti.Il ministro Pier Carlo Padoan ha inteso rassicurare i risparmiatori ,così come l'ex presidente del consiglio (scemo di suo ) Matteo Renzi,proferì la famosa frase rassicurante "Mps adesso è un buon affare ". la verità è che nessuno sa come salvare la banca più antica del mondo in attività,perchè la voragine delel passività è destinata a dilatarsi mese dopo mese,anno dopo anno.Soltanto per la fine del 2017 i NPL potrebbero raggiungere quota 8/10 miliardi che aggiungendosi ai 27 previsti dal piano del recente fallito aumento di capitale,ammonterebbero alla cifra monstre di 37 miliardi vale a dire 74 mila miliardi delle vecchie lire.L'intervento del tesoro potrà consentire alla banca di sopravvivere per i prossimi mesi niente di più,poi scatterà il bail in dopo un burden sharing agonizzante.Le regole del gioco europeo impediscono interventi della finanza pubblica radicali,ovvero acquisto di NPL ,crediti in sofferenza.

 

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Non è stato raggiunto l’obiettivo che Mps si era prefissata con l’aumento di capitale. Nell’operazione, spiega il consiglio di amministrazione di Montepaschi in una nota, non sono stati raccolti ordini di investimento sufficienti a raggiungere la somma di 5 miliardi di euro, necessaria a consentire il deconsolidamento dei non performing loan e il raggiungimento degli altri obiettivi di rafforzamento patrimoniale posti a base dell’operazione annunciata il 25 ottobre e delle autorizzazioni ricevute dagli organismi di vigilanza nazionali e sovranazionali. Il board di Mps ha voluto anche ringraziare «tutti i dipendenti per il grande sforzo profuso al servizio della banca e dei clienti in questo delicato momento della vita dell’istituto». Il governo si è nel frattempo riunito a Palazzo Chigi per il decreto su Mps. Contemporaneamente resta riunito il Cda di Montepaschi per deliberare, una volta varato il decreto , i la richiesta di «avvalersi» dell’intervento di Stato previsto nel provvedimento, che potrebbe prevedere una ricapitalizzazione precauzionale.

Nella nota del cda si precisa che «le banche d’affari coinvolte a vario titolo nel consorzio di collocamento, e nell’operazione di cartolarizzazione, ivi comprese JPMorgan e Mediobanca, non riceveranno alcuna commissione». Su questo tema, in particolare sull’ipotesi di commissioni per 450 milioni di euro a Jp Morgan, il Codacons aveva annunciato un esposto all’Autorità anticorruzione parlando di «cifra abnorme» e «non giustificata dall’esito delle ultime operazioni»

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