Monte dei Paschi di Siena burden sharing e le 4 condizioni che rendono il salvataggio della banca impossibile

CorSera.it by dr. Matteo Corsini

Punto 1) La carenza di capitale si apprende questa sera dalla Vigilanza della BCE è ad oggi di circa 9 miliardi,noi stimiamo che il fabbisogno sfiora i 15 miliardi di euro per fine 2017 (NPL+NPL 2017 ).Altri 8 miliardi NPL 2018 ,7 miliardi 2019 .Sono 30 miliardi un'intera manovra finanziaria.

Innanzitutto la Banca centrale europea, attraverso il Single Supervisory Mechanism (SSM) guidato da Danièle Nouy, dovrà confermare la carenza di capitale di Mps nello scenario avverso dello stress test. Su questo non ci saranno problemi, visto che già lo scorso 29 luglio dallo stress test era emerso che Mps si sarebbe ritrovata al 2018 con un patrimonio netto negativo, pari a -2,2%.

Punto 2 ) Il burden sharing .La conversione dei bond Tier2 sarà dolorosissimo nella forbice tra il 20% massimo 30% del valore nominale.

 L’intervento pubblico va accompagnato dal «burden sharing» a carico di azionisti e obbligazionisti subordinati. Significa che l’aiuto di Stato, perché di questo si tratta, può essere autorizzato solo se al costo del salvataggio partecipino in prima istanza gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati, i quali quindi subiranno delle perdite. Si salveranno solo i piccoli risparmiatori possessori di bond, per i quali è previsto un meccanismo di tutela dell’investimento. Sul burden sharing l’esame di Bruxelles sarà severo. In particolare sul prezzo della conversione dei titoli subordinati in azioni. 

Punto 3 ) Il governo dovrà presentare un piano di rientro credibile,poichè non vi sarà possibilità di una ulteriore integrazione essendo tutto di carattere temporaneo.Secondo le nostre stime un piano di ristrutturazione dovrebber prevedere circa 12 miliardi all'ingresso,6/7 miliardi per fine 2017 e altri 8/9 miliardi per fine 2018.La sintesi è calcolata sul NPL 2015/16 NPL 2017 NPL 2018.

Il governo deve presentare un piano di ristrutturazione del Monte «credibile», dice la commissione, che metta la banca in sicurezza, escludendo in futuro altri interventi pubblici. In sostanza la nazionalizzazione deve avere carattere temporaneo. Una volta risanato, Mps dovrebbe essere venduto dal Tesoro ai privati.Il piano, che impegnerà i vertici del ministero fin dai prossimi giorni, prevederà migliaia di lavoratori in esubero e sportelli da chiudere, oltre che una rimodulazione dello smaltimento delle «sofferenze», cioè i 27,7 miliardi di crediti inesigibili.

Punto 4 )  Il governo deve assicurare che l’aiuto di Stato non verrà utilizzato da Mps per fare concorrenza sleale alle altre banche. Verificato il rispetto di queste 4 condizioni, Bruxelles darà il via libera. Potrebbe quindi passare qualche mese.

 
 
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2) L’intervento pubblico va accompagnato dal «burden sharing» a carico di azionisti e obbligazionisti subordinati. Significa che l’aiuto di Stato, perché di questo si tratta, può essere autorizzato solo se al costo del salvataggio partecipino in prima istanza gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati, i quali quindi subiranno delle perdite. Si salveranno solo i piccoli risparmiatori possessori di bond, per i quali è previsto un meccanismo di tutela dell’investimento. Sul burden sharing l’esame di Bruxelles sarà severo. In particolare sul prezzo della conversione dei titoli subordinati in azioni.

3) Il governo deve presentare un piano di ristrutturazione del Monte «credibile», dice la commissione, che metta la banca in sicurezza, escludendo in futuro altri interventi pubblici. In sostanza la nazionalizzazione deve avere carattere temporaneo. Una volta risanato, Mps dovrebbe essere venduto dal Tesoro ai privati.Il piano, che impegnerà i vertici del ministero fin dai prossimi giorni, prevederà migliaia di lavoratori in esubero e sportelli da chiudere, oltre che una rimodulazione dello smaltimento delle «sofferenze», cioè i 27,7 miliardi di crediti inesigibili.

4) Il governo deve assicurare che l’aiuto di Stato non verrà utilizzato da Mps per fare concorrenza sleale alle altre banche. Verificato il rispetto di queste 4 condizioni, Bruxelles darà il via libera. Potrebbe quindi passare qualche mese.

Come dicevamo al punto 2, la commissione consente la tutela piena dei piccoli risparmiatori, ma questo non rientra nelle condizioni per dare l’ok all’aiuto di Stato al Monte, bensì è una questione che attiene ai rapporti tra i clienti e la banca, la quale deve ammettere di aver ingannato i primi vendendo loro obbligazioni con un profilo di rischio del quale non erano stati adeguatamente informati. La tutela di questi 40 mila risparmiatori che hanno in mano bond per circa 2,1 miliardi avverrà, prevede il decreto legge, con la possibilità di ottenere obbligazioni ordinarie (più sicure delle subordinate) dello stesso valore nominale. Sono esclusi da questa tutela gli investitori istituzionali (banche, assicurazioni, fondi comuni, fondi pensione e società di gestione del risparmio), per i quali ci sarà solo la conversione dei bond in azioni pari al 75% del valore nominale delle obbligazioni.

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