Matteo Renzi il pirla suicida e la teoria dell'algoritmo,quale ricerca dell'equivalenza politica

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Diciamocelo francamente,Matteo Renzi,la faccia da pirla se la trova proprio tutta.E infatti da pirla ha agito l'ex sindaco di Firenze,mettendosi fuori dalla politica italiana,immaginando di poter sfidare il mondo. Si è immolato per una causa persa,facendosi crocifiggere,ma siccome non gli bastava,ha anche inteso beffarsi del destino,promettendo al popolo italiano che si sarebbe ritirato a vita privata.

 

Matteo Renzi si è suicidato politicamente,gli italiani non perdonano e chi assume un impegno deve mantenerlo o rischia di diventare una macchietta.Da premier a pagliaccio,Matteo Renzi adesso tenta di riconquistare la scena politica,di cui pare non possa fare a meno.Come avrete potuto notare si rigira la frittata :" Non sono un vigliacco,non potevo abbandonare la politica" .Siccome era lui ad essersi chiamato fuori ,adesso ha trovato il sistema per farsi richiamare dentro ,e usa la vergogna come motivo intrinseco,profondo spirituale,di richiamo alla foresta.E' la tipica frase da venditore di enciclopedie,la troverete in qualsiasi manuale di formazione manageriale del tipo : " come si diventa il venditore numero uno al mondo ". Per questo motivo il Movimento 5 Stelle è un algoritmo ,perchè non lo comprende e cerca di contrastarlo, cercando di devitalizzare i suoi eletti simpatizzanti.Ma anche qui commette un altro  fondamentale,mai sottovalutare gli avversari,denigrarli,quando oggi più che mai per Matteo Renzi sarebbe utile riguadagnare consenso,anche nella direzione del partito del Santone Yogi Beppe Grillo.

Dopo il suicidio, del fallimento del quesito referendario,assistiamo al boomerang della teoria dell'algoritmo,perchè l'idea che il 30% degli italiani intenda farsi controllare,gestire e governare da un algoritmo, è una descrizione pittorica quanto mai più distante dalla realtà.

Il binario dell'equivalenza politica,che Matteo Renzi sta cercando di recuperare disperatamente (io sono un pirla, ma voi degli automi telecomandati) ,non alloggia nello scontro politico,neanche nella vergogna quale stimolo per giustificare la capriola a 360°, ma semmai dovrebbe individuarla fuori dalle logiche del partito.Ad esempio in una battaglia a difesa del pianeta,dei mari inquinati,degli uccelli rari o la fame nel mondo.

Un condottiero solitario,disperso nel nulla,che ha deciso di ritirarsi a vita privata,può tornare sulla scena amministrativa del paese,soltanto e se chiamato a furor di popolo,non certamente perchè ha sentito bruciare dentro lo stomaco,l'urlo della vergogna.

Matteo Renzi deve attendere,se cercherà di rientrare ora,sarà spazzato via come una foglia al vento gelido dell'inverno.E siccome è un pirla,lo sta già facendo.

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L'M5S? "Quei ragazzi sono già divisi, si odiano tra gruppi dirigenti, fanno carte e firme false per farsi la guerra. Ma sono un algoritmo, non un partito" e Grillo "è il Capo di un sistema che ripete ai seguaci solo quello che vogliono sentirsi dire, raccogliendo la schiuma dell’onda del web". Lo afferma Matteo Renzi in un'intervista alla Repubblica.

 

Dovremmo fare una colletta per liberare la Raggi e i parlamentari europei dalle orrende manette incostituzionali che multano l’infedeltà al partito, ogni ribellione o autonomia. Ma quelli che vedevano la deriva autoritaria nella riforma costituzionale, su questo tacciono. Se l’immagina una misura del genere nel Pd? Io non voglio una sinistra dell’algoritmo: la voglio libera, capace di pensare con la sua testa, coi suoi valori, la sua cultura, i suoi ideali", conclude Renzi

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