Germania mostro di Arnstein chalet 6 ragazzi trovati morti sono stati avvelenati?
È stato il padre di due di loro a trovarli, ieri alle 11. Una scena terribile. Erano tutti dentro uno chalet, circondato dalla neve nella boscaglia, dove durante la notte si erano riuniti per una specie di festicciola. Sei ragazzi tra i 18 e i 19 anni morti in circostanze da chiarire. È successo ad Arnstein, una cittadina di 8mila abitanti nella parte settentrionale della Baviera tedesca e la polizia federale che si sta occupando del caso non esclude alcuna ipotesi, dall’incidente alla morte violenta.

All’interno della costruzione in legno, un massiccio prefabbricato non lontano dall’abitazione dell’uomo che ha trovato i cadaveri, c’era una stufa. Quella del monossido che avrebbe avvelenato i sei ragazzi nel corso della notte «è una possibilità dobbiamo prendere in considerazione. Ma ce ne sono altre», ammette con franchezza Bjoern Schmitt, il portavoce della squadra di investigatori che sta indagando e alla quale si è unito un team di specialisti della Scientifica. Anche perché «non tutto è chiaro», aggiunge il poliziotto, in questa vicenda che dal mattino è stata l’apertura di tutti i telegiornali e di tutti i notiziari online tedeschi.

 

 

I sei giovani — cinque ragazzi e una ragazza, tutti del posto — si erano ritrovati per un incontro come tanti, verso sera. L’appuntamento sempre lì, nella dépendance di due loro, i figli — uno dei cinque ragazzi e la ragazza — dell’uomo che poi ha dato l’allarme. A metà mattinata è uscito di casa per un controllo, preoccupato perche, contrariamente a quel che solitamente accadeva dopo quelle piccole riunioni, non aveva visto rincasare nessuno della comitiva. Si è incamminato lungo un viottolo nella sua proprietà — un ampio giardino alberato attorno a una villa — dirigendosi verso il prefabbricato distante circa un centinaio di metri. Ha bussato senza ottenere risposta. Ha anche gridato i nomi dei due figli e degli altri quattro amici. Poi si è deciso a spalancare l’uscio che sembra non fosse chiuso dall’interno.

I ragazzi erano tutti morti, i loro corpi stesi sulla superficie della casetta, una costruzione alta un paio di metri, dalla superficie di una settantina di metri quadri circa e dal tetto spiovente. A questo punto ha chiamato il centralino d’emergenza. Medici e agenti sono arrivati dopo un quarto d’ora circa.

La «scena del crimine» è stata sigillata subito. Gli uomini della polizia scientifica in tuta bianca — sono le immagini mostrate dai telegiornali all’ora di sera — hanno sequestrato e repertato ogni elemento utile all’indagine coordinata dalla Procura della città di Wuerzburg, capoluogo del distretto della Bassa Franconia dove si trova Arnstein. Cibo, bevande, indumenti, persino l’acqua potabile del rubinetto nell’ipotesi che fosse avvelenata. E naturalmente la stufa usata dai sei per riscaldare l’interno del prefabbricato. L’intera proprietà è stata setacciata angolo per angolo e sono stati ascoltati i genitori dei giovani — assistiti adesso da un team di psicologi messi a disposizione dalla polizia federale — e numerosi loro amici. Ma per ora attorno alla vicenda resta mistero fitto. «Non sono stati trovati elementi che possano far ipotizzare una morte violenta dei sei ragazzi». Indicazioni decisive per il seguito dell’indagine potrebb

 

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