Stadio della Roma Beppe Grillo in soccorso di Luca Parnasi, costruttore sull'orlo del fallimento con 1 miliardo di debiti a scrocco dei cittadini romani

CorSera.it 

In questo momento Parnasi e la sua vecchia Parsitalia sono tra gli incagli più grandi di Piazza Cordusio. La parabola di Parsitalia prima dell’accordo di salvataggio di UniCredit è emblematica. Negli anni dal 2013 al 2015 ha cumulato perdite per oltre 180 milioni di euro ( Fonte il Sole 24 Ore) 

Lo stadio della Roma ? Un regalo al gruppo Parnasi ormai sull'orlo del fallimento esposto verso Unicredit per oltre 500 milioni di euro ,altri 600 milioni di esposizioni sono con MPS e Aareal Bank,insomma un costruttore che non sa fare il costruttore,ma il palazzinaro scemo,che costruisce eco mostri come la Sky Tower rimasta invenduta .Il suo impero è caduto con la Sky tower dell'eur ,nei suoi fabbricati entrata anche il palazzo della Provincia.Se Beppe Grillo dirà si al progetto del nuovo stadio di calcio la Eurnova di Luca Parnasi incasserà circa 2 miliardi di euro per la costruzione del nuovo ecomostro al posto dello storico Ippodromo di Tor di Valle. Come dire cambiano gli uomini non cambia la storia,dai notabili della DC al comico genovese in cerca di consensi per non venire disarcionato.

Per il Campidoglio M5S, dopo gli scossoni interni e l’uscita dalla giunta dell’assessore anti stadio Paolo Berdini, il vincolo della Soprintendenza può sortire un doppio effetto se sarà confermato dopo i 120 giorni di istruttoria: il no all’opera di Tor di Valle senza responsabilità diretta nello stop e la pace con la base che da tempo è in subbuglio sulla questione. Tanto che Beppe Grillo ha fissato per domani un blitz romano per mettere a tacere le polemiche interne. Della vicenda ieri hanno parlato anche il ministro dello Sport Luca Lotti, seccato per l’ennesima grana sull’iter del progetto proposta da Roma e Luca Parnasi, e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che avrebbe risposto di non avere alcun potere sulle Soprintendenze. 
Intanto i proponenti, che hanno ottanta giorni a disposizione per opporsi al vincolo, imbastiscono il ricorso al Tar per due precedenti pareri positivi portati dal ministero del Beni culturali nella conferenza dei servizi.

Alessandro Parnasi e il caso del Palazzo venduto alla Provincia di Roma.

 

(Il Messaggero ) Si inserisce il procuratore aggiunto Prestipino: «In quella fase Cionci aveva un ruolo istituzionale?». Buzzi: «Non credo...io guardi c'ho rapporti con Odevaine stretti dal 2011 in poi, 2011-2012, prima ci frequentavamo poco. E quindi mi racconta che la sede della provincia è stata comprata dal costruttore Parnasi con contratto di acquisto, pre-contratto di acquisto...praticamente prima ancora di costruì l'immobile io già l'avevo venduto a lei, pure io sarei capace a costruì così». Ielo: «Mi faccia capire, la Provincia aveva acquistato una sede». Buzzi: «Ha visto i grattaceli che stanno all'Eur, Euroma? Uno di quei due là, è diventata la sede della Provincia quando già si sapeva che la Provincia sarebbe stata soppressa. Quindi viene bandita la gara, Parnasi la vince. Stava fallendo, senza quell'operazione sarebbe fallito, invece ora si è rimesso in pista, tanto è vero che fa lo stadio nuovo della Roma. Su questo che si innesta? Si innesta, mi disse Odevaine: "Che pensi che 'sta operazione l'hanno fatta gratis lì? I soldi che c'hanno fatto Cavicchia e compagnia ci possono andare avanti per generazioni. E mi dice anche chi ha preso i soldi: Cavicchia, Cionci, Venafro e Zingaretti, Cionci per Zingaretti ovviamente». Ielo: «Hanno preso tangenti, come l'hanno prese gliel'ha detto? «Lui racconta questi episodi - taglia corto Buzzi - che poi alcune volte so' veri, alcune volte non so' veri». Per Zingaretti, chiamato in causa, sono tutte falsità, e lo ripete da giorni. Altrettanto fanno Cionci e Venafro.

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