CorSera Luigi Di Maio Matteo Salvini, accordo fatto tra Lega e Movimento Cinque Stelle, comincia l'era del Bunga Bunga al contrario : tragico epilogo per Silvio Berlusconi e Matteo Renzi

Roma 15 Marzo 2018 Copyright CorSera.

Una volta c'era stato il patto del Nazareno, oggi quei due leaders che si spartirono l'Italia, sono stati travolti e spazzati via dal nuovo che avanza.Un epilogo tragico per Silvio Berlusconi e Matteo Renzi (che gioca a tennis tra i ricchi del circolo Aniene e non tra i poveri del Tiburtino).
 Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono i due nuovi padroni d'Italia,i due leaders che hanno vinto, anzi direi stravinto le ultime elezioni politiche. Ma a differenza del passato, i rappresentanti di questa vittoria, sono soltanto loro due, Gigino un ragazzo di 31 anni e Matteo un pacioccone di 46 con i denti pieni di tartaro. Un tempo si diceva  :salta Gigino arriva Gigetto. Come dire che l'accordo Lega Movimento Cinque Stelle è già in atto e si fonderà sul principio dell'alternanza, sia alla Presidenza del Consiglio ( i primi 18 mesi a Di Maio e i successivi a Salvini ) , sia per tutte le altre poltrone, divise per proporzioni di bagaglio elettorale. Semplice, accordo fatto , presidenza della Camera al Movimento, presidenza del Senato alla Lega, poi spartizione dei ministeri principali, le poltrone degli enti pubblici, la RAI ( che fa gola a Beppe Grillo )  e via con il tango dei vittoriosi .L'alleanza Lega Movimento Cinque Stelle taglierà le gambe all'ex cavaliere Silvio Berlusconi, che avrebbe potuto rientrare con le prossime elezioni, qualora decadessero i conosciuti impedimenti , ma sopratutto finirebbe per far implodere il PD di Matteo Renzi, nel suo estremo tentativo di ricompattarsi giocando di sponda, sugli errori della cattiva amministrazione (reddito di cittadinanza flat tax )  di governo degli avversari politici. In questo senso fa bene Emiliano, che fiutando la mala parata, sta cercando di farsi risucchiare dai Cinque Stelle e fare il primo salto della

quaglia di questa Terza Repubblica. Quelli del Partito Democratico a reggenza della famiglia Adams, Martina e Orfini, non hanno capito che si stanno infilando in un cul de sac. La ferita della sconfitta bruciava troppo all'interno del PD, che tutti i leaders del partito hanno reagito con la puerile strategia di rifiutare l'appoggio ad uno dei due vincitori, infilandosi nelle fauci dei lupi cattivi, quelle di Matteo Salvini e di Luigi Di Maio. Alle ultime elezioni politiche del 2018, non hanno vinto i partiti, i movimenti politici, hanno stravinto i leaders Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Volenti o nolenti tutti quanti noi dobbiamo accettare il verdetto della storia, la volontà degli italiani e capire che questi due ragazzi, funzionano mediaticamente e hanno ormai polarizzato la vita della politica italiana. Nei prossimi anni saranno loro, i giocatori sul tavolo verde degli intrighi di potere.

Salvini e Di Maio sono la Lega e il Movimento Cinque stelle, dirigono loro, due comandanti in capo, non c'e' nessun altro, neanche sparuti reggenti, come una volta, ad esempio, con la Democrazia Cristiana,  in cui coesistevano insieme tanti leaders quante erano le correnti. Questo ha un valore fondamentale per la politica, perchè gli accordi avverranno rapidamente quasi su tutto, essendo soltanto due le persone che devono parlare. Matteo Salvini ha sbaragliato tutti, lo stesso roberto Maroni appare come una quaglia nana dietro i cespugli del giardino sotto casa, o i Di Battista o i Fico per il Movimento Cinque Stelle. La sovraesposizione mediatica dei due nuovi leaders ha di fatto eclissato chiunque si avvicini loro, lo stesso Beppe Grillo, accanto a Luigi Di Maio, ormai appare come una sbiadita figura di comico al tramonto, un ricordo della storia del Movimento Cinque Stelle, ma niente di più .Luigi Di Maio è+ il solo unico vero vincitore del suo schieramento, colui che ha beneficiato in maniera esponenziale della forza centrifuga del Movimento e della caparbia volontà degli italiani di dare una svolta alla politica italiana. Matteo Salvini è lo stesso, lo specchio nordista del masaniello napoletano. Due corpi, due anime, un unico comun denominatore, tagliare fuori tutti quanti i vecchi volponi della politica italiana, dal parterre dell'agone politico. Saranno loro due a parlare di Alitalia, a piazzare sulla poltrona il nuovo ad di ENI a infilare amici e sostenitori sulle poltrone più importanti del nostro paese. Potere colato come oro puro fuso sui piatti di una tavola imbandita, piena delle leccornie della ripresa economica italiana.

Per cui nei prossimi giorni si profila un periodo di Bunga Bunga al contrario, una sorta di passata alle armi di tutti i vecchi volponi della politica italiana, che per forza di cose, con il cappello in mano cominceranno a fare anticamera nel tentativo di ingraziarsi le simpatie dei due leaders. Il primo che sarà passato per le armi sarà il Cavaliere Silvio Berlusconi, che nel giro di pochi mesi rinunciarà alla sua terza emittente, Rete 4,  a favore di Cairo  o altri imprenditori. Si mormora nei palazzi del potere tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini la fine tragica dei padroni di un tempo e dei nemici giurati : 

 

 " Caro Luigino sono troppe tre emittenti ad personam, quel Cavaliere è ora che si faccia da parte, che ne dici di Cairo ? "

"Ma scusami, quando passa da te Berlusconi  per scondizolarti intorno con il suo leggendario Bunga Bunga ? " 

 

I due leaders si sono già accordati quasi su tutto, e centinaia di vecchie volpi saranno tagliate fuori da questo nuovo ciclo della vita politica italiana. In fila già si vedono le Santanchè, gli Sgarbi, i Romani, e tutti gli altri. Uno per uno, in fila indiana, per ossequiare i due nuovi potentissimi comandanti del nostro paese. La loro vittoria è personale, immensa, non condivisa con nessun altro. Sono grandi condottieri, degni della gloria dell' Impero Romano, dove erano i generali di grande capacità a vincere sul campo di battaglia e a guadagnarsi la gloria, nessun altro. A Silvio Berlusconi non rimane che prendere la coppola in mano, girarla ben bene tra le dita, e cominciare a prendere posto tra la gente, in quella interminabile fila indiana di stolti e voltagabbana, che conduce direttamente alla grande patta di Beppe Grillo. L'epilogo politico di Silvio Berlusconi appare chiaramente ogni giorno più tragico, buio, grigio, livido, il cavaliere non potrà far altro che accomiatarsi dagli italiani difronte al giganteggiare politico del Santone genovese, quel tal  Beppe Grillo,  che un giorno cacciarono dalla Rai per una innocua battuta, ma che in silenzio e per oltre trentanni ha saputo aspettare, per riprendersi la più grande rivincita della sua vita, dimostrando di non essere un guitto malvagio, di cui il potere politico si sbarazzò con un colpo di tosse, ma il più grande cinico e paraculo d'Italia.

Onore delle armi caro Beppe. (Copyright CorSera ) 

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