CorSera Luigi Di Maio Matteo Salvini la convergenza degli opposti speculari per un'Italia pił forte

Roma 18 Marzo 2018  Gli opposti speculari di Matteo Corsini CorSera 

Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno ripreso il dialogo telefonico e presto dovranno incontrarsi per decidere come spartirsi le poltrone della presidenza di Camera e Senato. Tutti gli altri sono eclusi, sebbene i due giovani leaders si prodighino difronte ad ogni telecamera, a dichiarare di essere pronti a parlare con tutti. Gongolano non lo faranno mai. Gli altri non contano più niente.

 Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno vinto le elezioni, ed hanno ricevuto un chiarissimo mandato da parte degli elettori, spedire a casa in via definitiva il PD di Matteo Renzi e il partito del Bunga Bunga di Silvio Berlusconi. Il voto, accomuna le strategie dei due leaders , un mandato di ferro ricevuto dagli italiani, che i due non potranno disattendere, o la pena sarà per loro quella di una debacle elettorale, nel caso di elezioni anticipate.

Per Luigi Di Maio il compito è più facile perchè Matteo Renzi si è disciolto al sole come neve fresca, e il nuovo PD vesione famiglia Addams a trazione Martina Orfini e Calenda, assomiglia più ad un carrozzone degli orrori, che ad una organizzazione politica intenzionata a cambiare pelle. Per Matteo Salvini la missione è più ardua, perchè sbarazzarsi del Cavaliere e dei suoi soldi, che da sempre foraggiano la Lega di Umberto Bossi, non è compito facile, sopratutto per non alterare gli equilibri politici nelle varie amministrazioni regionali e comunali.

Ma, anche per Matteo Salvini, non c'e' dubbio che nel suo mandato elettorale emerge la condizione , ovvero quella di abbandonare al suo destino ciò che rimane di Forza Italia e il suo leader condannato per frode fiscale.  Il leader del Carroccio, sa benissimo che Silvio Berlusconi, ormai per lui rappresenta più una zavorra che motivo di lustro. Sarebbe comne portarsi dentro casa della sposa , la vecchia baldracca con cui si è fornicato negli ultimi venti anni senza riuscire a fare figli .Non c'e' dubbio che Matteo Salvini ha l'incombenza di  tener buono  in un angolo dell'agone politico, Silvio Berlusconi, che è politicamente finito. D'altro canto lo stesso Roberto Maroni raccomanda a Salvini di non buttare dalla finestra l'acqua sporca con il bambinello incarognito, sconveniente per tutti. 

Questo lo scenario politico per i due leaders, che non possono far altro che far convergere i loro programmi per dare un governo stabile al paese. Lega e Movimento Cinque Stelle sono opposti che si attraggono per forza di cose, anche perchè non ci sarà mai intesa con il PD, che deve tenere la posizione dello sconfitto, dunque giocare di sponda nel ruolo dell'opposizione, perchè facendo da ruota di scorta ad un prossimo governo populista, richierebbe l'estinzione. 

C'e' anche un altro motivo per il quale a Matteo Salvini converrebbe convolare a giuste nozze con Luigi di Maio, cavalcare la forza attrattiva del reddito di cittadinanza, poichè inevitabilmente un governo di coalizione tra Lega e Movimento, darebbe il via a questa grandissima riforma sociale nel paese. La Lega potrebbe foraggiarsi del punto focale del programma dei pentastellati e trarne linfa vitale per dividersi il consenso sociale al Sud. Anche Matteo Salvini sà, che se vuole sbancare in Italia, i voti degli elettori del SUD sono fondamentali. 

Luigi Di Maio, ad un certo punto, non potrà che stendere la mano a Matteo Salvini e se questo fosse così furbo da fare un passo indietro, ed accettare la vice presidenza del Consiglio, riuscirebbe a mettere un pesante sigillo sulla questione meridionale, dando il via all'atteso provvedimento di equità sociale racchiuso nel reddito di cittadinanza o di inclusione, come si voglia chiamare. 

Matteo Salvini deve trovare un accordo con Luigi di Maio,scendere sul terreno sdrucciolevole della promessa elettorale del Movimento Cinque Stelle, infilandoci dentro anche la flax tax.

Ma come troveranno le coperture? Semplicemente smontando il fiscal compact, allentando la presa europea, che contro la coalizione dei due movimenti populisti, non potrà far altro che sorridere a cattivo gioco. L' Europa se vuole sopravvivere, non potrà avvitarsi contro un governo di coalizione sorretto da Lega e Movimento Cinque Stelle, perchè significherebbe dare la guazza agli antieuropeisti, finendo per originare un contraccolpo ad un 'Europa ben strutturata, per far affluire le maggiori utilità ai soci di maggioranza, ovvero i tedeschi e i francesi.

L'Europa, con un governo Lega Movimento Cinque Stelle, non avrebbe difronte Silvio Berlusconi e il suo sparuto gruppo di sbandati dell'armata Brancaleone, ma un'intera nazione di milioni di italiani, anche piuttosto incazzati, che vogliono si rimanere in Europa, ma a nuove condizioni . (CorSera Copyright )

 

 

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