CorSera Luigi Di Maio Matteo Salvini padroni d'Italia. Silvio Berlusconi vittima sacrificale la sua testa č giā sul patibolo

Roma 25 Marzo 2018 CorSera

Se fosse una scena tratta dal film del Marchese del Grillo, quella di questi giorni sarebbe la scena in cui a Gasperino er carbonaro, una volta salito sul patibolo,  viene infilata la testa nella ghigliottina, negli ultimi istanti della sua miserrima vita. Ma siamo ai giorni nostri e dunque ciò che si rappresenta è meno cruento, ma pur sempre la fine feroce di un impero finanziario e politico, legato alla figura di Silvio Berlusconi, che stà per andare in pezzi. Silvio Berlusconi è la vittima designata di questa nuova alleanza politica tra Movimento Cinque Stelle e Lega, soltanto questione di tempo. E  credo che nei governi regionali non accadrà nulla,perchè tutti i politici di Forza Italia, salteranno a bordo del vascello Leghista, più robusto e indirizzato a cementare  una alleanza di ferro con Luigi di Maio , che governerà nei prossimi venti anni in Italia.

Mi fa ridere pertanto Francesco Verderami che sulle pagine del Corriere, elucubra concetti politichesi sulla doppia partita tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini,sui  possibili scenari che si potranno comporre o abortire. Le cose sono molto più banali di quanto noi immaginiamo : qui ci sono due giovani leader politici molto capaci, anzi direi, dei veri e prori condottieri, che sono diventati padroni dell'Italia e di quelli che fino a ieri erano i loro mentori. Luigi Di Maio è diventato padrone assoluto del Movimento Cinque Stelle e del suo leader Santone Beppe Grillo. Le elezioni le ha vinte Luigi Di Maio perchè buca lo schermo, è capace, sa parlare, sa sorridere, è il migliore politico uscito alla ribalta negli ultimi dieci anni. Matteo Salvini è diventato padrone assoluto del centrodestra , un leader accattivante, anche lui sa parlare, buca lo schermo, vince su tutti con il buon senso. Salvini è diventato il padrone di Silvio Berlusconi che da uomo navigato quale è, sa benissimo che il Bunga Bunga toccherà a lui. Silvio Berlusconi è un uomo distrutto, stravolto, perchè il suo impero mediatico è alla fine. Una delle emittenti televisive sarà ceduta a Cairo l'attuale presidente di RCS, le spoglie di Mediaset sono già assegnate . Di Maio e Salvini giocano la partita del potere assolutistico, qui la democrazia non c'entra più niente, qui si tratta di ribaltare l'Italia, infilare gli amici nelle poltrone di comando, insomma comandare su tutto e tutti , anche sul destino del Corriere della Sera. Comandare sulla RAI , cambiare rinnovare, espellere, devastare. Luigi Di Maio e Matteo Salvini coabiteranno insieme in un governo di alleanza di ferro tra Movimento Cinque Stelle e Lega, dietro di loro ci sono lupi affamati, gente che per pochi euro venderebbe la madre al diavolo e due viaggi all'Inferno. Non è difficile capire quale fascinazione possa esercitare in questi giovani , la forza di un potere assoluto, come quello dei Re o degli Imperatori. Voi non siete al loro posto e dunque, come tutti i commentatori , non state facendo l'esercizio di entrare nei panni di Luigi di Maio, figlio di un fascista del Movimento Sociale , dunque figlio del Duce , del potere infrangibile. Luigi Di Maio e Matteo Salvini contano su un esercito di speculatori della politica, di astutissime volpi affamte, che fino a ieri brancolavano nel buio della banalità, della mediocrità , dell'incertezza, della miseria economica. Non c'e' niente di più pericoloso di un povero o di un mediocre ( lo abbiamo imparato dal comunismo) che in pochi istanti venga catapultato tra i comandi del potere assoluto, che una mattina si sveglia e può disporre finalmente della sua vita, ma sopratutto della nostra. Ne faranno le spese tra i primi Silvio Berlusconi , ma anche Beppe Grillo, così come è caduto Umberto Bossi. Inutile che i Renato Brunetta , o i Maurizio Gasbarri , si siano impegnati nel minacciare platealmente il loro leader " farai la fine di Angelino Alfano e Gianfranco Fini " . Quei due non avevano un potere politico assoluto come quello del suffragio universale che ha investito li Movimento Cinque Stelle e La Lega di Salvini.

Questi due insieme sono i padroni d'Italia, volenti e nolenti, non si faranno mai sfuggire questa occasione. Sono due condottieri, con alle spalle un esercito di disperati , mediocri, quella che viene indicata nel regime nazista come la banalità del Male. SIlvio Berlusconi è una volpe, infatti sta tremando , perchè il suo collo è gia infilato nella corda del patibolo. Sa bene che sarà il primo a cadere, a pagare per il suo sfrontato esercizio del potere . I potenti cadranno uno dietro l'altro, un'intera generazione di politici è destinata ad essere spazzata via, senza potersi mai più riprendere. E' finita la seconda repubblica, inizia una dittatura spietata, dove non si salverà nessuno, tanto meno i giornalisti della RAI. Aspettate e vedrete.

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Corriere Francesco Verderami Per tutta la stagione della Seconda Repubblica, durata oltre un ventennio, centrodestra e centrosinistra non si sono mai voluti reciprocamente riconoscere. E c’è un motivo se nel giro di poche settimane Salvini e Di Maio hanno avvertito l’esigenza di legittimarsi a vicenda, fino ad elevare il patto ad accordo istituzionale: mirano a essere i soci fondatori della Terza Repubblica, basata su un altro modello di bipolarismo. Ecco come nascono le nuove larghe intese tra il leader del centrodestra e il capo di M5S, attesi ora alla prova più delicata. E non c’è dubbio che al momento di essere consultati al Colle, Mattarella porrà ad entrambi la stessa domanda: dopo aver votato insieme i presidenti delle Camere, siete disposti a formare insieme anche una maggioranza di governo? Dalla loro risposta dipenderà il percorso che intraprenderà il capo dello Stato, posto al momento davanti a una serie di scenari. Il primo prevede proprio la nascita di un gabinetto di larghe intese, a condizione però che M5s si acconci a una coabitazione con Forza Italia. Perché su questo punto ieri Salvini, evitata la rottura dell’alleanza e sancita la sua leadership, ha offerto garanzie a Berlusconi: «Non farò nulla su cui non ti troverai d’accordo».

Una simile maggioranza — guidata da Salvini — avrebbe numeri tali da poter persino riformare la Costituzione senza dover passare per un referendum popolare. Ma il Movimento, per sua natura, non si concilia con la formazione di un governo politico insieme al Cavaliere. L’idea del «Grillusconi» già sta mettendo in tensione i vertici e la base di M5S, ed è solo un’ipotesi. L’altra opzione con Salvini premier prefigura un esecutivo che si regge sull’astensione del Pd. Il percorso però finirebbe subito in un vicolo cieco, vista l’opposizione di Renzi che per ora è la linea dell’intero partito: «Tocca a loro». E dunque il veto varrebbe anche per il M5S, se toccasse a loro l’incarico. Perciò le possibilità che Salvini e Di Maio arrivino a Palazzo Chigi in questa legislatura sono poche. A meno che il segretario leghista rompesse l’alleanza di centrodestra e si disponesse a fare lo junior partner del capo di M5S. Cosa ormai improbabile. Se questo fosse l’esito delle prime consultazioni, il Palazzo si troverebbe dentro lo stallo perfetto, con il rischio di tornare al voto. Solo allora Mattarella — dopo una fase lunga e tormentata — potrebbe optare per un mandato esplorativo, così da verificare la possibilità di dar vita a un governo.

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